Uno strumento online dedicato alla visita virtuale di musei e luoghi della cultura che mette al centro il visitatore andando a completare l’esperienza di visita fisica e non sostituendosi ad essa. E’ questo l’obiettivo di LiveCulture, la piattaforma che offre la possibilità di continuare a visitare musei e luoghi della cultura anche a distanza, estendendo l’esperienza di visita nel tempo e nello spazio. Non si tratta di un tour registrato ma un percorso in diretta accompagnato da archeologi o storici dell’arte che interagiscono con l’utenza e con il contesto reale e virtuale in cui si svolge la visita. Non solo, è possibile anche la contestuale ri-connessione tra luoghi fisicamente distanti nello spazio ma vicini tematicamente o storicamente o, ancora, visitare luoghi normalmente non accessibili al pubblico.

“Questa nuovissima forma di fruizione - ha spiegato Giovanna Barni, presidente di Coopculture, durante la visita di presentazione della piattaforma - non vuole essere assolutamente sostitutiva della visita in presenza. Questo modello ovviamente vuole essere un accompagnamento sia per chi oggi ancora non può visitare ancora fisicamente i luoghi sia per il futuro affinché resti uno strumento per approfondire e vedere meglio cose che la visita fisica non consente di apprezzare. Ad esempio permette di riconnettere luoghi e opere che sono separate per ragioni storiche. Rappresenta un uso sapiente della tecnologia”.

LIVE - Live Interactive Virtual Experience è “il frutto dell’unione di competenze”. La piattaforma è infatti il risultato di mesi di ibridazione creativa tra gli operatori didattici e gli sviluppatori digitali, una modalità di team working che caratterizza ormai da diversi anni l’evoluzione di CoopCulture per migliorare accessibilità e fruibilità del patrimonio, combinando competenze umanistiche e nuove tecnologie. “E’ un’esperienza pressoché unica in tutto il paese”.

Per Barni, “un altro elemento fondamentale è quello di mettere al centro il visitatore. Questo non è un supporto digitale come tanti, non vuole essere uno strumento di intrattenimento ma di crescita del visitatore. Conoscere di più potenziando le proprie capacità di osservazione”. 

Infine, ha sottolineato la presidente di Coopculture, “non abbiamo lasciato a casa l'operatore didattico. La piattaforma non è sostitutiva del lavoro dell’operatore ma è proprio l'operatore che conduce i visitatori nella visita. La tecnologia non deve essere sostitutiva del lavoro delle persone. La piattaforma nasce dalla collaborazione con le istituzioni pubbliche che validano i contenuti scientifici che noi proponiamo all'esterno e sono attività regolate dai regimi concessori e rappresentano possibilità di introiti per lo Stato”. 

La visita sarà infatti a pagamento allo stesso prezzo della visita reale. La piattaforma è dedicata innanzitutto agli studenti di ogni ordine e grado.  Sono loro che da oltre un anno hanno dovuto rinunciare alle uscite didattiche e ai viaggi di istruzione, perdendo quel rapporto indispensabile nello studio con l’esplorazione e la conoscenza del proprio territorio ma anche con la scoperta delle testimonianze più lontane. Al momento è possibile visitare il Parco archeologico del Colosseo con l’arena e i sotterranei del Colosseo e le case degli Imperatori sul Palatino​, il Museo Archeologico di Napoli agli Scavi di Pompei, la Venaria Reale, i Musei Reali di Torino e il Museo Ebraico di Venezia.

 

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