Annoverare il melodramma italiano tra i beni tutelati dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. E’ la richiesta avanzata nell’Aula del Senato da Margherita Corrado (Ac), membro della commissione Cultura di Palazzo Madama. “Questo anche per metterlo a riparo da eventuali tentativi di snaturarne la struttura filologica con lo scopo di giustificare interpretazioni personali che vanno ben al di là di quelle che taluni definiscono libertà intellettuale – ha affermato Corrado -. In nome di questa, infatti, oggi assistiamo spesso ad allestimenti che stravolgono la struttura di melodrammi che prevedono precisi contesti storici, ambientali e temporali, come se la loro originaria produzione artistica diventasse una sorte di proprietà privata, indebitamente acquisita e messa a disposizione di chi voglia sperimentare proprie interpretazioni che nulla a che vedere con la struttura drammaturgica e scenica stabilita dagli autori”. 

“Un’opera d’arte materiale, un dipinto o una scultura, rimane sempre quella nei secoli e non può essere modificata ogni volta venga esposta in un museo, cambiandone i connotati a discrezione del direttore – spiega Corrado -. Lo stesso deve accadere per le opere d’arte immateriali. Pertanto, libertà intellettuale sì ma dentro confini che devono essere tutelati anche dopo anni, decenni o secoli dalla scomparsa degli autori”. La senatrice di L’Alternativa c’è chiede quindi che “da parte delle istituzioni, eventualmente coadiuvate dalle stesse Fondazioni liriche o da altri organismi pubblici o privati, siano avviate le opportune procedure formali per richiedere alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco che il melodramma italiano sia annoverato tra i beni comuni da tutelare a livello nazionale e internazionale”. 

 

Articoli correlati