Attivare un percorso di informazione/formazione rivolto in particolar modo alle nuove generazioni in vista della Conferenza sul Futuro dell'Europa. Questo l’obiettivo del webinar organizzato da CesUe ed Euractiv Italia, con il patrocinio del Comune di Ventotene, sull’Educazione civica europea, con un focus in particolare sui luoghi simbolo dell’Europa e sull’esperienza di Ventotene e Santo Stefano. “Ventotene è un luogo simbolo dell’Europa mentre Santo Stefano col suo carcere può essere un luogo simbolo per i diritti umani: obiettivo dell’incontro è quindi presentare una serie di progettualità sull’educazione civica incentrate sulle esperienze fatte finora a Ventotene e di avviare un percorso volto a favorire sinergie tra i soggetti impegnati su queste esperienze. Con l’avvio della Conferenza sul Futuro dell'Europa un dibattito consapevole chiede una conoscenza almeno base dell’Unione europea, da qui l’importanza del tema dell’educazione civica e multilivello”, ha evidenziato Roberto Castaldi, Direttore CesUE ed Euractiv Italia, aprendo il webinar.

Hanno partecipato, fra gli altri, Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene, Silvia Costa, Commissaria straordinaria per il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano-Ventotene, Vito Borrelli, Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Francesco Tufarelli, Direttore generale dell’Ufficio di coordinamento Politiche europee, Domenec Ruiz Devesa, parlamentare europeo e relatore sull’Educazione civica europea, i parlamentari europei Salvatore De Meo e Daniela Rondinelli. Ma i veri protagonisti del webinar sono stati i giovani, rappresentati in 14 tra reti e organizzazioni, che hanno raccontato le loro esperienze sull'isola di Ventotene e la loro idea di Europa. 

“Ho avuto un’esperienza di dieci anni al Parlamento europeo, ho scelto convintamente la commissione Cultura perché ritenevo - già in tempi in cui si parlava solo di aspetti economici e finanziari - che fosse necessario rimettere al centro le persone e le relazioni. La pandemia ci ha insegnato quanto in realtà il mondo sia interconnesso e quanto sia importante che i giovani e i cittadini riprendano la parola”, ha evidenziato la Costa nel suo intervento, sottolineando con soddisfazione “il fatto che abbiate scelto di partire da un luogo simbolico come il Comune di Ventotene. La storia del carcere di Santo Stefano è stata una storia di dolore e degrado umano, ma per noi rappresenta anche il simbolo del cammino del concetto della pena, dei diritti umani, della libertà di pensiero e della possibilità di riscatto”.

“Sono stato molto fortunato a conoscere l’isola di Ventotene dal 2014, sono sempre contento di sostenere tute le iniziative per Ventotene e per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano”, ha dichiarato Domenec Ruiz Devesa, relatore sull’Educazione civica europea, sottolineando il “grande problema rappresentato dal deficit di conoscenza e di comunicazione dell’Unione europea, perché abbiamo tanti cittadini che non sono consapevoli sul funzionamento dell’Europa”. Per questo, “l’idea di fare di Ventotene un luogo di iniziative più sistemiche in questo campo deve essere sostenuta”, ha aggiunto l’europarlamentare, ricordando che “abbiamo in corso delle iniziative per coinvolgere dei comuni dell’Europa in un progetto che si chiama ‘Costruire l’Europa dagli enti locali’: credo che sarebbe molto positivo, per il suo ruolo nella storia europea, avere il Comune di Ventotene, che spero riceva presto il Marchio di Patrimonio europeo”.

“Mi auguro che questo webinar possa rafforzare le sinergie tra tutti coloro che sono impegnati a portare alla realizzazione di un progetto comune nelle isole di Santo Stefano e Ventotene, in modo da accrescere ancora di più il prestigio e la visibilità dell’Europa nel mondo”, ha aggiunto Borrelli. “Mi fa piacere che si torni a parlare dopo tanti anni di cittadinanza, essere cittadini europei significa condividere la Carta dei diritti fondamentali ognuno però mantenendo la propria identità culturale. Solo salvaguardando l’identità culturale si potrà mantenere in Europa un’anima viva e veramente vicina ai cittadini”, gli ha fatto eco il sindaco di Ventotene.

“Ritengo che l’Europa sia un progetto culturale prima che geografico e politico: allora perché non considerare non solo Ventotene ma anche tutti quei luoghi identificativi della memoria e della conservazione dei valori europei? Per questo ho scritto alla commissaria Gabriel e al presidente Sassoli per chiedere che Ventotene sia riconosciuta tra le città capitali storiche dell’Europa: c’è bisogno di questo riconoscimento”, ha ricordato l’europarlamentare Salvatore De Meo (FI). “E’ fondamentale che nella Conferenza sul Futuro dell'Europa i cittadini vengano coinvolti e che possano esprimersi e credo che Ventotene possa essere veramente il luogo fisico dove poter creare delle sinergie; deve essere un luogo vivo, l’iniziativa del recupero dell’ex carcere deve essere per questo finalizzata a garantire nuova vita non solo per Santo Stefano e Ventotene ma su tutto l’arcipelago pontino”. 

 

Articoli correlati