Riconoscimento delle figure delle lavoratrici e dei lavoratori discontinue/i dello spettacolo, creazione di uno sportello virtuale, all’interno del sito INPS per la semplificazione delle pratiche di assunzione, istituzione del Reddito di Continuità che introduca un sostegno compensativo per i periodi di inoccupazione, favorire politiche del lavoro secondo il principio della Responsabilità Occupazionale. Questi sono gli elementi cardine della Riforma del Lavoro dello Spettacolo che al Piccolo Teatro Aperto il Parlamento Culturale Permanente ha consegnato a Roberto Rampi, relatore della VII Commissione Cultura del Senato, con l'obiettivo che il documento venga inserito nella discussione che porterà alla Legge Delega di prossima emanazione. Per sostenere la proposta di Riforma, nata dal Coordinamento Spettacolo Lombardia, scritta insieme a molti coordinamenti regionali, gruppi di lavoratrici e lavoratori, piccole e grandi compagnie, teatri, imprese del settore, è stata lanciata una raccolta di firme online con l’obiettivo di raggiungere il più ampio numero possibile di lavoratori e lavoratrici del settore. All'incontro hanno partecipato diversi senatori, tra cui Francesco Verducci, Michela Montevecchi, Maria Saponara, Andrea Cangini, Nunzia Catalfo, Riccardo Nencini e alcuni deputati, tra cui Alessandra Carbonaro e Federico Mollicone, alcuni consiglieri membri della commissione cultura del Comune di Milano e della Città Metropolitana, il presidente di FederVivo Filippo Fonsatti. Sostengono la proposta di Riforma anche diversi artisti, tra cui Ottavia Piccolo, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Moni Ovadia. 

Punti fondamentali della Proposta di Riforma del Lavoro nello Spettacolo: 

  1. Riconoscimento per tutte le persone che lavorano nello spettacolo, con contratto subordinato o autonomo, della figura della lavoratrice e del lavoratore discontinua/o dello spettacolo, attraverso una riforma fiscale e previdenziale grazie alla quale avvenga sempre il collocamento in via esclusiva nel Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (F.p.l.s.), si migliorino tutele e prestazioni sociali e previdenziali (indennità di malattia, disoccupazione, infortunio, maternità, paternità, congedi, assegni familiari, lavori usuranti, etc) e si ristabiliscano requisiti consoni per il raggiungimento della pensione.
  2. Creazione di uno Sportello Virtuale, all’interno del sito Inps sezione F.p.l.s., che rappresenti lo Strumento Ordinario per la semplificazione delle pratiche di assunzione diretta del* lavorat*, permettendo anche ai singoli cittadini, alle imprese che non abbiano come attività primaria lo spettacolo e gli eventi, agli enti pubblici e alla Pubblica Amministrazione, quindi tutti i soggetti non iscritti alla gestione ex-Enpals, di versare i contributi nel F.p.l.s qualora si avvalgano della prestazione di lavoratori ad esso iscritti. 
  3. Istituzione di un Reddito di Continuità che, riconoscendo il carattere discontinuo del lavoro nello spettacolo, introduca un sostegno compensativo per i periodi di inoccupazione, adeguato al costo della vita e calcolato in base a requisiti legati al numero delle giornate lavorative maturate nel F.p.l.s. e al reddito del* lavorat* (43 giorni negli ultimi 12 mesi o, in caso di non raggiungimento, 90 giorni negli ultimi 36 mesi, entro il limite di 40.000 € di reddito lordo nell'anno fiscale precedente).
  4. Favorire politiche del lavoro secondo il principio della Responsabilità Occupazionale: grazie alla corretta collocazione nel F.p.l.s de* lavorat* in assunzione diretta e a misure di sgravi fiscali proporzionali per le imprese più virtuose, oltre ad aumentare il gettito contributivo nella cassa di riferimento, verrebbe garantito un maggior benessere dei lavoratori grazie al raggiungimento delle tutele, rilanciando qualitativamente il settore dello spettacolo.
  5. Modifica dell’attuale sistema del lavoro autonomo nello spettacolo, con un riordino normativo e fiscale studiato ad hoc, tenendo conto delle peculiarità uniche del lavoro nel settore. Partendo dal presupposto che la natura del lavoro nello spettacolo è quasi sempre subordinata, in quanto compresa all'interno di un processo produttivo che implica il coordinamento, la compresenza e il rispetto di una organizzazione con altre parti, quando così non fosse il ricorso alla partita iva deve essere una scelta e non una imposizione.
  6. Una normativa che inquadri al più presto sia professionalmente che fiscalmente la posizione della formatrice e del formatore delle Arti e delle Tecniche dello Spettacolo, attraverso l'istituzione di un nuovo codice di qualifica IVS nel F.p.l.s./Inps. È altresì necessario l’aggiornamento e il riordino di tutti i codici IVS all’interno dello stesso Fondo.
  7. Attivazione, in tempi brevi, dell’Osservatorio Nazionale e degli Osservatori Regionali, per monitorare e analizzare le dinamiche dell’intero settore in ambito produttivo, formativo, legislativo, occupazionale e contrattuale, nonché per l’attivazione di corretti studi di categoria a fini giuridici.
  8. Attivazione al più presto della Commissione per le Pari Opportunità, mettendo in atto misure che permettano di raggiungere un equilibrio di rappresentanza di genere in ogni settore delle Arti dello Spettacolo.
  9. Rimodulazione dei criteri di erogazione e accessibilità dei fondi FUS secondo una logica di pluralismo, trasparenza e reale controllo, che tenga conto di una diminuzione netta dei requisiti minimi per facilitare l'accesso alle “prime istanze” e per le realtà che riescano a garantire la ridistribuzione dei fondi pubblici sul territorio, instaurando buone pratiche di circuitazione di produzioni non solo proprie, a tutela di equità, vivacità d’offerta e salvaguardia culturale. 
 

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