Diverse tendenze sociali, economiche e tecnologiche sono destinate a stravolgere la mobilità urbana. Entro il 2030, l'innovazione della mobilità potrebbe trasformare radicalmente tutto, dai sistemi di alimentazione all'uso dello spazio pubblico, stimolando contemporaneamente una nuova spinta all’urbanizzazione. In 50 aree metropolitane, che ospitano 500 milioni di persone, i sistemi di mobilità integrata potrebbero produrre benefici, tra cui una maggiore sicurezza e una riduzione dell'inquinamento, per un valore fino a 600 miliardi di dollari. Secondo McKinsey, la mobilità del futuro può essere descritta attraverso quattro tendenze dominanti per il mercato e lo sviluppo industriale: Guida autonoma; Mobilità condivisa; Connettività e Mobilità elettrica.

La ricerca e lo sviluppo lavorano intensamente sulle nuove tecnologie, ma che cosa dà per sottinteso questo quadro d’insieme? E quali domande non emergono che potrebbero arricchire questa lettura dei cambiamenti sociali in corso?

Il progetto europeo AI4FUTURE ha l’esplicito proposito di allargare lo spettro della riflessione sull’avanzamento della tecnica a una serie di aspetti non esclusivamente di stampo economico e chiamando intellettuali, artisti e attivisti a confrontarsi sulle forme di città, di futuro e di convivenza desiderabili.

In particolare, AI4Future intende dimostrare cosa creatività, intelligenza artificiale e attivismo civico possano produrre in termini di cambiamento culturale e sociale quando si uniscono.

Il progetto è co-finanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea e si concentra sul tema della mobilità, declinando i suoi molteplici significati: dagli spostamenti dentro e fuori i confini nazionali resi “intelligenti” dalle analisi dei Big Data e dall’applicazione delle tecniche di Machine Learning, al trasporto sostenibile grazie a tecnologie “pulite”, fino alla mobilità intesa quale sinonimo di “ascensore” sociale grazie alla cultura digitale.

Il consorzio del progetto – a trazione italiana – unisce organizzazioni internazionali attive da tempo nell’ambito dell’innovazione. Il soggetto capofila è Sineglossa, catalizzatore di innovazione ecosistemica che interpreta le sfide globali applicando il pensiero e i processi dell'arte contemporanea.

È coinvolta una rete eccellente di partner: Espronceda/Lemongrass, istituto di arte e cultura con sede a Barcellona; MEET Digital Culture Center, il centro internazionale per la cultura digitale di Milano con il supporto di Fondazione Cariplo; V2_Lab for the Unstable Media, organizzazione olandese per l'arte e la tecnologia dei media con sede a Rotterdam e Sardegna Teatro, tra i 19 Teatri italiani di Rilevante Interesse Culturale, con sedi a Cagliari e a Nuoro.

AI4Future si rivolge a ragazze e ragazzi europei, in particolare studenti delle scuole superiori o universitari, attivisti, ma anche artiste, artisti e creativi interessati a utilizzare le tecnologie digitali basate sull'intelligenza artificiale per scopi creativi o, più in generale, per sensibilizzare il pubblico rispetto a idee o proposte di interesse sociale. A tutti loro il progetto offre formazione gratuita ed esperienze sul campo in tema di cultura digitale, con particolare attenzione all'intelligenza artificiale come strumento creativo per avere un impatto sulle sfide sociali del nostro tempo.

L’iniziativa è stata avviata quest’anno e si concluderà nel 2022. Il primo appuntamento in programma, gli AI4FUTURE DAYS, è un ciclo di incontri curati dagli enti promotori che da metà aprile fino a giugno 2021 coinvolge numerose personalità, fra accademici, artisti, tecnologi e attivisti che presenteranno casi di studio e discuteranno

Le prime due giornate di webinar, il 15 e 16 aprile scorsi, sono state curate dal MEET di Milano e hanno visto partecipare oltre cento persone di varia provenienza a ciascuno dei tre appuntamenti offerti. Il 15 aprile si è tenuta una tavola rotonda su AI & Mobility, un dialogo tra Arte e Scienza con Giulia Beccarin-CEO MIPU Predictive HUB; Paolo Benanti-Professore Pontificia Università Gregoriana; Salvatore Iaconesi e Oriana Persico-artisti del centro di ricerca She Loves Data; Federico Parolotto-CEO MiC - Mobilityin Chain. Il giorno seguente si è tenuto prima un workshop di approfondimento del modus operandi del premiato artista-ricercatore Emilio Vavarella e poi una lectio del “guru” Jeffrey Schnapp.

Questi programmi indicano gli obiettivi del progetto, costruito per stimolare la curiosità dei partecipanti e stimolarli a contribuire alla formulazione di nuovi sguardi e quesiti sui temi e gli scenari in discussione.

A supporto di questo scopo epistemico del progetto è stato elaborato un apparato di indagine interattiva somministrato in diretta attraverso brevi domande a risposta multipla o aperta che si affiancano online al discorso oggetto di confronto.

Un aspetto centrale toccato dal progetto è la constatazione che la mobilità oggi è guidata dai dati, ogni mezzo di trasporto e tutti i viaggiatori sono connessi fra loro e con l’infrastruttura del sistema di trasporti, perciò diventa fondamentale che l’intelligenza artificiale operi come agente abilitante di qualità sociale. In altri termini, come ricorda il prof. Benanti, esperto di algoretica, abbiamo bisogno di tenere l’uomo dentro i processi decisionali governati dall’intelligenza artificiale, altrimenti non potremmo escludere un potenziale conflitto fra machina sapiens e homo sapiens.

Il workshop dell’artista Emilio Vavarella ha mostrato vizi e virtù nell’interazione uomo-macchina attraverso la presentazione di progetti di ricerca artistica curati negli anni e aventi come tratto comune una tensione alla scoperta tanto dei limiti e delle potenzialità della tecnologia, quanto delle congetture e delle aspirazioni delle persone chiamate a interagire.  Gli esempi mostrati attraverso brevi video esplicativi hanno attraversato le esperienze di Mnemodrone, Amazon’s Cabinet of Curiosities, Failed objects, Animal Cinema, dispositivi di decodifica delle tecnologie e delle impostazioni filosofiche che le sottendono, processi che ci permettono di specchiarci nella tecnologia fino a riconoscerla come parte di noi da sempre.

Ciò che performano questi processi creativi sono forme di relazione empatica fra persone e tecnologia che aprono grandi domande su memoria, coscienza di sé, verità e finzione nell’interazione di una macchina che si è andata costruendo attraverso le conversazioni che l’hanno nutrita e gli errori che la caratterizzano, proprio come avviene per gli esseri umani.

Tornando al macro-tema della mobilità, oggetto della lecture di Schnapp che ha posto in evidenza, dati alla mano, una serie di grandi cambiamenti, talvolta attivati da scelte politiche lungimiranti, in corso nelle realtà urbane. Attorno ai Superblocks, Barcellona ha organizzato lo spazio pubblico per favorire dinamiche di prossimità; la Micromobility, la tendenza a favorire spostamenti sempre più brevi e l’enorme successo di bici, scooter, hoverboard e monopattini si configura come un fenomeno. Per inciso, la camminabilità di un quartiere si sta rivelando un fattore di valore anche economico per gli immobili della zona. La Urban reclamation agisce sulle disuguaglianze e l’accesso alle risorse che segnano la qualità della vita degli abitanti, che possono essere/sentirsi inclusi o esclusi a seconda delle scelte operate dai decisori o delle condizioni materiali in cui si trovano, marginalizzati perché distanti fisicamente o mentalmente da un centro antropologicamente diverso. Ecco allora venire in soccorso il paradigma della città dei 15 minuti, che da Parigi ispira tante nuove politiche urbanistiche per connettere le poliferie. Emerge in queste analisi la densità dei dati che produciamo in continuazione. Schnapp parla di Datapolis, constatando che la vera guerra civile del nostro tempo riguarda proprio i dati personali, ed è asimmetrica perché i singoli cittadini non hanno gli strumenti per gestirli. Allora, nelle sue conclusioni, la smart city non è abbastanza smart finché non tiene sufficientemente in conto che le nostre abitudini dipenderanno dalla sostenibilità ambientale. E in questo senso, quando parliamo di mobilità e di trasformazione urbana, in realtà non stiamo facendo altro che parlare prima di tutto di innovazione culturale.

Il progetto AI4FUTURE “offre un pratico esempio di come un ecosistema composto da artisti, scienziati, imprese e pubbliche amministrazioni possa co-disegnare un futuro nella direzione della sostenibilità e dell’inclusività, che sono le chiavi per l’Europa che desideriamo” – dichiara Federico Bomba, presidente di Sineglossa.

SITOGRAFIA

Per seguire il progetto nei suoi sviluppi, partecipare ai prossimi incontri e iscriversi alla newsletter: http://ai4future.eu

https://www.sidewalktoronto.ca/

http://energy-cities.eu/best-practice/superblocks-free-up-to-92-of-public-space-in-barcelona/

ABSTRACT

Can Artificial Intelligence be a creative tool for activism related to the biggest social challenges? That is the aim of the AI4Future project. Through a two-year journey – ending in 2022 – the project is expected to illustrate what the arts, Artificial Intelligence and social activism can do when they come together. Co-funded by Creative Europe, the Eu programme that supports the European cultural and creative sectors, the project aims to improve the understanding and dissemination of Artificial Intelligence technologies as a leverage for Social Activism in one of the most important drivers of change: mobility. The AI4FUTURE DAYS, started engaging hundreds of participants, will go on until June with international talks and workshops curated by the Italian, Dutch and Spanish partners of the AI4Future project.

 

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