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Social Impact Banking è il programma di UniCredit che sostiene microimprese e innovatori sociali profit e non-profit attraverso l’individuazione, il finanziamento e la promozione di iniziative che possano avere un impatto sociale positivo, rafforzando la cittadinanza attiva dei giovani e delle categorie svantaggiate.

In Italia propone inoltre gratuitamente a persone e imprese (clienti e non clienti) un’offerta strutturata di formazione ed educazione finanziaria che prende il nome di Banking Academy, per offrire percorsi ai privati su temi di banking, finanza, risparmio e creazione di impresa: alle imprese su temi di banca, finanza, export management, digitalizzazione, innovazione di settore.

Attraverso la Banking Academy il gruppo bancario offre un patrimonio di conoscenze, professionalità e opportunità di networking per supportare la competitività delle imprese (affiancandole nell’accrescere la propria cultura finanziaria e la comprensione delle evoluzioni e dei trend del mercato di riferimento) e per sostenere la crescita dell’alfabetizzazione finanziaria delle persone (per consentire loro di realizzare scelte economiche, di risparmio e di investimento consapevoli).

Nell’ambito della Banking Academy, in collaborazione con AICCON, Politecnico di Milano - Tiresia/MIP, Fondazione Italiana Accenture e TechSoup, UniCredit presenta Road to Social Change, un progetto di “sviluppo integrale” per il Terzo Settore.

Nella sua ampiezza ed eterogeneità, l’iniziativa intende contribuire alla ripartenza del Paese attraverso l’individuazione e la realizzazione di molte importanti sfide economiche e sociali, innescando, valorizzando e accompagnando processi di cambiamento e innovazione fortemente radicati sul territorio e nelle comunità che lo abitano.

Fa parte del programma un percorso di formazione orientato a formare una nuova figura professionale, il Social Change Manager del Terzo Settore, con le competenze e le abilità necessarie per progettare e guidare i processi trasformativi delle realtà Non Profit italiane. Il Social Change Manager è la figura professionale che, in ambito non profit, è in grado di avviare e gestire processi di innovazione sociale e partecipativa. Si tratta di un professionista in grado di sviluppare una visione trasformativa in collaborazione con le comunità e di implementare tale visione tramite processi di co-progettazione e co-produzione in partenariato con attori pubblici e privati del territorio, attraverso strumenti di gestione dell’impatto generato e l’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il percorso si articola in 7 Digital Talk, 14 Seminari territoriali online e numerosi contenuti formativi on-demand.

Coinvolti ospiti di rilievo nazionale e testimonianze di buone pratiche locali che approfondiscono il contributo che il Terzo Settore può fornire a sette tra le principali sfide economiche e sociali del nostro Paese, descritte in dettaglio nel seguito, ciascuna delle quali è oggetto di approfondimento nei talk regionali che attraversano tutta l’Italia fino alla fine dell’anno.

VALORIZZARE LE FILIERE CULTURALI, TURISTICHE E AGROALIMENTARI

L’avvio del ciclo seminariale si è tenuto in Sicilia il 20 aprile. Oltre a presentare l’intero percorso, ha approfondito il ruolo del Terzo settore e della comunità nello sviluppo territoriale, in particolare legato alla valorizzazione della filiera turistica, di quella culturale e delle filiere agro-alimentari locali. Le tre filiere identificate rappresentano settori fortemente identitari sui quali ancorare lo sviluppo del territorio siciliano e che intersecano il sociale nella dimensione esperienziale ed educativa, ma anche nella capacità di contribuire al ben-essere e all’inclusione sociale attraverso attività di cura, assistenza e inserimento lavorativo.

GENERARE NUOVE INFRASTRUTTURE SOCIALI

Il secondo talk verterà sulla nuova generazione di infrastrutture sociali, quali le reti di comunità che si legano a dei luoghi per rispondere a bisogni di interesse generale e si affiancano alle infrastrutture sociali tradizionali, ossia scuole, ospedali, housing sociale.

RIGENERARE LUOGHI COINVOLGENDO LA COMUNITÀ

Il terzo focus approfondirà il ruolo del Terzo settore nella valorizzazione e rigenerazione delle aree interne e delle periferie urbane, coinvolgendo l’intera comunità e le filiere produttive più rappresentative del territorio. La rigenerazione dei luoghi rappresenta un’opportunità di inclusione sociale dei soggetti deboli e un momento di crescita della dimensione economico-imprenditoriale delle organizzazioni del Terzo Settore.

SVILUPPARE UN WELFARE COMUNITARIO ED ECONOMIE COESIVE

Il quarto talk rifletterà sul ruolo della comunità come coproduttore dei servizi di interesse generale e su come questo approccio possa dilatare le tradizionali categorie del welfare e legarsi alle filiere del territorio per favorire inclusione sociale e inserimento lavorativo. La dimensione comunitaria sta diventando l’ambito in cui costruire nuove soluzioni, producendo una nuova offerta di servizi e promuovendo pratiche ed economie di coesione sociale.

PROMUOVERE L’ECONOMIA CIRCOLARE ATTRAVERSO LE COMUNITÀ INTRAPRENDENTI

Il quinto talk vuole comprendere come l’Economia Sociale agisce per la valorizzazione delle risorse e come protagonista delle filiere dell’economia circolare, paradigma indispensabile per perseguire lo sviluppo sostenibile, superando il modello lineare “produzione-consumo-smaltimento” e attivando processi generativi capaci di trasformare lo scarto in risorsa.

PROMUOVERE CITTÀ E NUOVI ECOSISTEMI INCLUSIVI

L’evento del Nord Ovest fornirà spunti e riflessioni per creare nuovi ecosistemi capaci di generare progresso riducendo le disuguaglianze. Il talk si propone di stimolare progettualità capaci di contribuire ad una nuova visione aperta e inclusiva di città e territori, promuovendo azioni che coniughino innovazione e coinvolgimento della comunità.

VALORIZZARE LE INFRASTRUTTURE DIGITALI PER GENERARE IMPATTO SOCIALE

Il talk conclusivo, previsto per il 3 dicembre in Lombardia, approfondirà come soluzioni, reti e imprese ad alto contenuto digitale possono rispondere a sfide sociali attraverso il ruolo abilitante e inclusivo della tecnologia.

I 14 Seminari territoriali online saranno dedicati ai territori per accrescere le conoscenze e le competenze del Terzo Settore su tematiche legate alla Digital Transformation, al Banking e alla misurazione e gestione dell’impatto sociale. I Contenuti formativi on-demand saranno erogati dai partner e fruibili digitalmente grazie alla piattaforma Ideatre60 di Fondazione Italiana Accenture. Riguarderanno i seguenti argomenti: Tecnologie digitali abilitanti, Community building, Managerialità, Misurazione e gestione dell’impatto sociale.

Il percorso formativo è dedicato a Organizzazioni del Terzo Settore impegnate sul territorio, quindi anche realtà culturali, che intendono amplificare e potenziare qualità ed efficacia delle proprie azioni tramite processi di empowerment del capitale umano, favorendo l’acquisizione o il consolidamento di competenze digitali e manageriali, con un forte orientamento all’innovazione aperta e allo sviluppo di strategie innovative per valorizzare l’impatto sociale generato.

Parallelamente al percorso, il progetto prevede anche la “Call Road to Social Change”, per intercettare e valorizzare 7 progetti a forte ricaduta sociale, capaci di fornire soluzioni strutturali in grado di rendere più solide e coese le comunità beneficiarie, stimolando innovazione e nuove economie. Le 7 migliori proposte di community building saranno premiate con un accompagnamento consulenziale mirato e con riconoscimenti economici specificati nel regolamento.

Tornando al percorso formativo, i partecipanti avranno la possibilità di ricevere l’Open Badge di Social Change Manager rilasciato dal MIP. Per l’ottenimento dell’Open Badge sarà vincolante la partecipazione ad almeno 5 Digital Talk, 2 seminari territoriali e la fruizione di tutti i corsi on-demand.

Quali sono le competenze che contraddistinguono la figura del Social Change Manager? Innanzitutto la capacità di comprensione e analisi delle sfide sociali, economiche e di trasformazione che le organizzazioni del Terzo settore affrontano nei territori d’interesse; identificare e promuovere l’adozione di tecnologie digitali abilitanti la generazione di impatto sulle comunità; capacità di progettare e gestire processi partecipativi che coinvolgano le comunità di riferimento e rafforzino il valore co-generativo tra comunità e organizzazioni; promozione e gestione di progetti imprenditoriali, anche in filiera con diverse tipologie di stakeholder, costruendo modelli di business sostenibili, coordinando risorse e strumenti di diversa natura; infine progettare e gestire la generazione di impatto da parte dell’organizzazione di appartenenza.

Un Open Badge è una certificazione digitale di conoscenze, abilità e competenze acquisite; si presenta come un’immagine che contiene anche metadati riguardanti le competenze che il badge rappresenta e la persona a cui il badge è stato assegnato. Chiunque cliccando sull’Open Badge può accedere all’elenco delle competenze, certificate dall’entità che ha emesso l’Open Badge. In questo caso l’Open Badge sarà emesso dal MIP- Business School della School of Management del Politecnico di Milano. Può essere utilizzato nel curriculum e sui social networks, ad es. su Linkedin, per comunicare in maniera sintetica e chiara le competenze apprese durante il percorso di formazione. È uno strumento utile per la formazione, la crescita professionale e l’apprendimento continuo. Grazie a esso, alcune competenze tipiche del lavoro culturale e dell’ambito delle scienze umane e sociali, dalla facilitazione al design thinking per la costruzione di comunità, solo per fare un paio di esempi, possono essere esplicitate e valorizzate contribuendo sia alla crescita personale dei professionisti che al cambio di passo per l’intero ecosistema. La strada per l’open innovation passa dall’emulazione delle bold stories e dall’investimento nella formazione degli operatori e delle operatrici.

Fin qui abbiamo osservato le caratteristiche essenziali dell’iniziativa. Stando alle parole di Paolo Venturi-Direttore di AICCON-partner dell’innovativo progetto, lo scopo principale, come del resto emerge dall’impianto, è quello di “territorializzare il rapporto della banca, investire sul capitale umano e attivare nuove sfide che ingaggino le realtà locali e coinvolgano le imprese sociali”.

Road to social change nasce con una visione sistemica e muove dalla constatazione del fatto che il Terzo Settore sia un attore che genera valore nell’interdipendenza con altri soggetti. La crisi in atto ha accelerato le alleanze di scopo, trasformandole da reti di mutua assistenza a reti di mutuo beneficio. In tal senso, gli ibridi organizzativi, come le più di 500 B-Corp oggi esistenti in Italia, hanno contribuito ad ampliare le modalità disponibili per creare e distribuire valore.

Pensare in maniera ecosistemica significa leggere correttamente la crescita delle imprese, intesa come effetto, e non come causa, della crescita del territorio. In questa dinamica, il Terzo Settore è un fattore di potenziamento del territorio e la cultura riveste un ruolo centrale non soltanto per via della sua prevalente presenza nel Terzo Settore ma soprattutto perché le attività culturali rappresentano un dispositivo che opera su più fronti. “La partecipazione culturale rigenera le motivazioni intrinseche (talvolta in crisi) attraverso la produzione di senso; costruisce comunità; promuove l’elaborazione di una nuova generazione di servizi ad alto valore esperienziale (come quelli alla persona). Per tanto tempo la cultura si è abbeverata nel sociale, oggi il sociale ha l’opportunità di rigenerarsi grazie all’apporto delle pratiche culturali. Queste ultime, in altri termini, sono un fatto sociale che fa pienamente parte della creazione di valore in generale per ogni tipo di impresa e, in particolare, in maniera rafforzata, per le imprese sociali.”

SITOGRAFIA

https://www.unicredit.it/it/chi-siamo/educazionefinanziaria/unicredit-talk/road-to-social-change.html?intcid=INT-SE00748

https://www.corriere.it/buone-notizie/21_aprile_26/i-bilanci-sostenibilita-aziendali-ora-societa-ambiente-contano-aziende-non-solo-business-societa-benefit-b-corp-405e4f08-a671-11eb-b37e-07dee681b819.shtml

ABSTRACT

UniCredit, in collaboration with AICCON, Politecnico di Milano-Tiresia / MIP, the Italian Accenture Foundation and TechSoup, presents Road to Social Change, a national wide project for the ecosystemic innovation of the Italian Non-Profit Sector. The initiative will contribute to the restart of the country by identifying and implementing seven important economic and social challenges. The primary objective is to trigger, enhance and accompany processes of change and innovation that are strongly rooted in the territories and in the local communities. Part of the program is a training course aimed at training the Social Change Manager for the Non-Profit Sector, a new professional profile with the right skills to manage the complexity, plan and lead the transformative processes of the Italian non-profit organizations.

 

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