Nell’ambito del più ampio programma bi-annuale “Dove portano i Venti. Crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio” il Polo del ‘900 insieme a molti e autorevoli compagni di viaggio ha sviluppato il progetto i Venti dell’Ambiente volto ad affrontare i temi del cambiamento climatico e delle sfide ambientali collocandoli in un contesto più ampio di riflessione sul tema della sostenibilità come dimensione globale che è il frutto dell’interconnessione tra economia, società, ambiente e cultura anche in relazione agli obiettivi dell’agenda 2030.

Il percorso - che vede la collaborazione di Festival CinemAmbiente, Nesta Italia, Università di Torino, Diati- Politecnico di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Add editore, Biblioteche Civiche di Torino, Nimbus, Musei Integrati, Museo Diffuso della Resistenza, Fondazione Vera Nocentini e Fridays For Future - ha preso avvio il 24 marzo con il workshop Art and technologies for Climate Change [1]. Si è deciso di partire, non a caso, dallo sguardo e dalla voce degli artisti, dalla loro capacità di prefigurazione, di mitopoiesi e di re-incantamento del mondo. Una capacità che, se messa al servizio della lotta al cambiamento climatico, può contribuire a creare maggiore consapevolezza, dare percezione all’invisibile, generare empatia, fornire nuova linfa ai processi di advocacy e di mobilitazione di comunità e territori, così come i progetti presentati hanno efficacemente dimostrato [2].

A partire da maggio e con cadenza mensile un tema specifico verrà affrontato e declinato attraverso talk, installazioni, proiezioni cinematografiche, performance e il coinvolgimento attivo delle persone interessate al tema che potranno proporre richieste specifiche di approfondimento attraverso un percorso di ascolto e interrogazione digitale.

Si parlerà di demografia e risorse naturali (Pianeta vuoto. Siamo troppi o troppo pochi?), di diritti delle piante con la due giorni di giugno intitolata Flower Power che vedrà al Polo Antitesi, l’installazione degli artisti Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, di rifiuti e impatti diseguali degli effetti negativi dell’inquinamento per arrivare a settembre con la realizzazione dell’evento Time over. Come gli enti culturali possono dare un contributo agli SDGs e lo Sviluppo locale sostenibile? [3]. L’iniziativa è inserita nel Programma All4Climate – Italy 2021, volto a promuovere il 2021 come l’anno dell’Ambizione Climatica e funge da preparazione all’evento Youth4Climate: Driving Ambition workshop sui modi di vivere sostenibili (Milano, 28-30 settembre).

Il ruolo oggi di istituzioni culturali come il Polo del ‘900 – che opera come spazio di cittadinanza inclusivo interessato ad affrontare le grandi sfide del presente potendone indagare le radici storiche e le motivazioni profonde attraverso i patrimoni e l’attività di ricerca dei 22 enti partner – è anche quello di favorire una discussione plurale, consapevole e partecipata sugli effetti del cambiamento climatico, sulle diverse e inique conseguenze a livello sociale e geo-politico, sulla necessità di adottare comportamenti individuali e collettivi sostenibili e di sviluppare azioni di sensibilizzazione che rendano il più possibile efficaci e perseguibili gli obiettivi dell’Agenda 2030.

A fronte di questo impegno il Polo del '900 ha ottenuto ad aprile 2021 un importante riconoscimento nell'ambito del programma UNESCO Canopy [4] - World Heritage Solutions for Sustainable Futures - https://whc.unesco.org/en/canopy/turin/, inserito tra le 11 buone pratiche in riferimento al modello di funzionamento collaborativo. Canopy è intesa come una living platform che raccoglie casi di studio e conoscenze teoriche sul ruolo del patrimonio e della cultura per lo sviluppo sostenibile a favore delle comunità. Inoltre si pone l'obiettivo di migliorare la comprensione in merito a soluzioni operative per lo sviluppo sostenibile all'interno e intorno patrimonio culturale mondiale anche per proteggere il loro eccezionale valore universale. I temi previsti sono sei: ambiente e resilienza; prosperità e sostentamento; inclusione e partecipazione; conoscenze e competenze; pace e sicurezza; equità di genere. La motivazione della scelta riguarda "Il modello del Polo del '900 che propone la collaborazione come soluzione alla frammentazione istituzionale e culturale, ritenendo che costituisca il fulcro di una nuova ecologia dei sistemi culturali creativi e pone la comunità al centro del riuso contemporaneo degli edifici storici." In questo senso il progetto contribuisce anche all'attuazione della 2011 Recommendation on the Historic Urban Landscape, come proposta innovativa per un centro culturale che unisce gli edifici storici del XVIII secolo con proposte culturali attuali e servizi alla cittadinanza. Infatti pone la cultura e il patrimonio al centro dello sviluppo sociale ed economico e potrebbe contribuire all'implementazione e miglioramento del paesaggio storico urbano, grazie al riutilizzo di edifici storici sottoutilizzati per usi comunitari e anche attraverso la creazione di partnership multi-stakeholder, pubblico-privato per promuovere la conservazione del patrimonio e lo sviluppo sostenibile.

 

 

Alessandro Bollo, direttore della Fondazione Polo del ‘900 di Torino

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] Il workshop è stato realizzato insieme a Nesta Italia nell’ambito del programma S+t+Arts della Commissione europea ed è visibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=1D4dTk0w2zQ

[2] Nell’ambito del workshop sono stati presentati i progetti di Olga Kisseleva, Andreco, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico.

[3] L’incontro è co-organizzato con il MUSE di Trento nell’ambito del progetto Museintegrati finanziato dal MiTE.

[4] Canopy - World Heritage Solutions for Sustainable Futures - is a living platform of case studies and theoretical knowledge on the role of heritage in sustainable development.

ABSTRACT

In the article, Alessandro Bollo refers about the commitment of the Polo del '900 to address the topics of climate change and environmental challenges regarding the program "I Venti dell'Ambiente", placing them in a broader context of reflection on sustainability as global dimension. In addition, it is highlighted the result achieved with the recognition within the UNESCO Canopy program - World Heritage Solutions for Sustainable Futures, for the collaborative operating model, as an inclusive, multi-functional cultural centre.

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