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I temi di questo testo sono stati alla base del contributo di Michele Lanzinger al multi stakeholder Webinar tenutosi il 12 aprile 2021 nell’ambito dei lavori di supporto alla Presidenza italiana del G20 - 2021: Culture work stream. Sessione: “Strategies and Action for increased resilience of Cultural Heritage”. Tema: “Addressing the climate crisis trough culture: preserving heritage and supporting green transition”. L'autore in tale sede si è fatto portavoce dell'impegno di ICOM - International Council of Museums a livello internazionale ad investire nel ruolo dei musei come attori chiave nella promozione di comportamenti attenti al benessere sociale e alle pratiche di sostegno alla transizione ecologica con particolare attenzione alla crisi e alla giustizia climatica.

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Al mondo ci sono più di 100mila musei e il 50% è stato costruito o ampliato negli ultimi 40 anni con un ritmo di circa 1000 musei nuovi all’anno. Sono luoghi di conservazione di arte e di patrimoni tangibili e intangibili, luoghi che coinvolgono le comunità, spazi educativi e attrattori di industrie creative che attivamente partecipano allo sviluppo economico locale. Come operatori di musei e come componenti di associazioni di musei quali l’Icom, l’International Council of Museum, siamo convinti e fortemente impegnati ad investire nel ruolo dei musei come attori chiave nella promozione di comportamenti attenti al benessere sociale e alle pratiche di sostegno alla transizione ecologica con particolare attenzione alla crisi e alla giustizia climatica.

I musei sono posti meravigliosi, accessibili e ricchi di significato nei quali le persone e le comunità si possono incontrare, scambiare idee e contribuire a risolvere problemi. Promuovendo la conoscenza, il dialogo e il pensiero critico, i musei contribuiscono all’educazione e alla partecipazione di una cittadinanza politicamente e attivamente più consapevole. Interrogarsi sul passato così come impegnarsi per un futuro più equo, giusto e gradevole, è una responsabilità di tutti i musei, indipendentemente dalle loro specializzazioni disciplinari.

Ciò nonostante i musei non sono ancora pienamente inseriti in questo processo e sono ancora poco propensi a considerare gli obiettivi della sostenibilità come una missione comune e prioritaria. Tuttavia, messi di fronte agli impatti catastrofici del cambio climatico, i musei non possono non cogliere la sfida di un radicale impegno partecipando attivamente al processo di cambiamento sociale necessario per concorrere alla sopravvivenza planetaria.

Diversi sono i campi d’azione che pongono i musei lungo una traiettoria di assunzione di compiti e di responsabilità a favore dell’impegno per lo sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 Trasforming our Word promossa dall’ONU nel 2015 riconosce che l’educazione è allo stesso tempo e in quanto tale un diritto e un obiettivo e che si collega e trova ragion d’essere nel riguardo di tutti i 17 Goal per lo Sviluppo sostenibile.

A questo proposito, l’impegno nell’educazione e nell’apprendimento continuo sono elementi fondamentali della missione dei musei. Così si può dire anche delle collezioni museali, che rappresentano delle risorse specifiche la cui interpretazione ha enormi potenzialità di indirizzo per sostenere le persone nel loro diritto all’accesso alla cultura, all’informazione e all’educazione, così per sostenere un ampio spettro di sfide che riguardano la società e la democrazia. Per questi motivi i musei possono sostenere la consapevolezza e la comprensione dell’interdipendenza tra i 17 Obiettivi di Sviluppo sostenibile e far comprendere le strette relazioni tra i grandi insiemi costituiti da Persone, Pianeta e Prosperità, i quali sono da considerare un’entità integrale anziché temi a sé stanti.

Curiosamente i musei sono ancora visti dai più come luoghi statici anche se si tratta dell’opposto dal momento che essi sono e possono presentare e mettere in campo e principali strategie di adattamento per gestire i cambiamenti. Lo possiamo vedere in nazioni in Africa e Asia dove sono in corso cambiamenti radicali e dove si costruiscono nuovi musei a un ritmo impressionante. I motivi di questo rinascimento museale sono facilmente riconoscibili. I musei, nel mettere a disposizione una conoscenza profonda e basata sulla comparazione, preservano il passato e contemporaneamente aiutano le persone nei processi di adattamento al presente e il futuro; aiutano le persone a comprendere come i valori e i modi di vivere, il contesto in altri termini, è cambiato nel tempo e offre delle interpretazioni sul perché. I musei ci fanno capire e ci aiutano a capire che più siamo in grado di leggere gli eventi nel tempo e nelle geografie, più saremo in grado di sviluppare una capacità di contestualizzare mediante la capacità di comprendere il flusso di azioni e di trasformazioni che hanno operato su un determinato ambiente, territorio, spazio di vita. La capacità di comprendere e di contestualizzare è peraltro fondamentale per creare le condizioni dell’esercizio dell’influenza sociale o dell’altrimenti detto Soft power che ci permette di sviluppare opinioni e di influenzare le istituzioni verso il cambiamento. In altri termini e in forma sintetica, i musei sostengono la conoscenza, la consapevolezza, la capacità di elaborare un pensiero contestuale preordinato ad esiti in termini di movimentismo e attivismo.

In questo momento di forti cambiamenti, forzati ulteriormente dall’emergenza di di Covid 19 i cui impatti a lungo termini sono oggetto di analisi ma oggettivamente non ci sono ancora noti, i temi e i problemi ambientali sono già all’attenzione nell’ambito delle procedure interne dei musei. Tra le azioni adottate sono da citare il riciclo dei materiali e l’esclusione della plastica, il calcolo dell’impatto da carbonio nei trasporti e la promozione degli arrivi mediante mobilità sostenibile. Ma anche le stesse linee di produzione culturali segnano una maggiore attenzione verso questi temi. I musei scientifici e science center hanno da tempo avviato programmi e mostre sul cambiamento climatico, sulla biodiversità e sui limiti planetari per via della loro propria specifica missione culturale, ma anche i musei d’arte hanno intrapreso percorsi di re- interpretazione della propria missione dove il tema ambientale è affrontato con decisione.  Si tratta dunque di un più ampio percorso di rilettura della missione dei musei che si collega con una rilettura dell’approccio tradizionalmente basato sul concetto di “belle arti” ora sfidato dai temi della contemporaneità e che, in relazione a luoghi e tradizioni, intercetta temi quali la decolonizzazione delle storie tradizionalmente raccontate e presentate mediante le esposizioni e raccolte dei museo, quello della ingiustizia sociale, dei diritti di terra e di sfruttamento delle risorse naturali, del radicamento e sradicamento delle culture tradizionali con la rottura del senso di appartenenza a luoghi e alle comunità di destino. A ben vedere, tutti aspetti fortemente collegati all’emergenza ambientale e alla crisi climatica.

Da segnalare il crescente numero di artisti che pongono questi temi al centro della loro ricerca artistica e come il lavoro di questi artisti sia un possibile indicatore di percorsi che i musei d’arte sono invitati ad esplorare. Si tratta dopotutto di portare i pubblici a comprendere quanto il tema ambientale e climatico sia un tutt’uno con i problemi della società e dei contesti geopolitici contemporanei. Quanto la dimensione artistica di per sé sia espressione di una dimensione fondamentalmente politica, è un tema che esula delle competenze specifiche di chi scrive e dell’obiettivo di questo scritto, ma appare evidente quanto il portare i pubblici e i frequentatori dei musei a comprendere i temi del clima e della crisi ambientale sia necessariamente da inserirsi in una prospettiva di agenda rivolta al benessere planetario di cui l’Agenda per lo sviluppo sostenibile dell’ONU è chiarissima portatrice, temi socio politici compresi.

Di fatto i musei non sono fuori dal flusso più ampio della cultura. I pubblici dei musei orientano con la loro presenza e pressione culturale la visione e le strategie dei musei e, in un gioco di rimandi, la visione e le strategie dei musei orienta il contesto culturale delle comunità ai quali essi si rivolgono. Andando oltre dal contesto di interrelazioni e inter-dipendenze declinate all’intero del discorso sui musei, la questione ambientale e la cultura sono temi di grande rilievo e lo si riconosce guardando ai piani nazionali di ripresa e resilienza prodotti dagli stati europei nel 2021. Ambiente e crisi climatica, istruzione ed educazione rivolta alle competenze comprese quelle digitali, cultura come coesione e sviluppo locale di terre interne e di città viste come insiemi policentrici, cultura e turismo sostenibile. In questo contesto globale e locale allo stesso tempo i musei, anche nella loro dimensione di musei diffusi, sono in grado di evolvere nuove proprie missioni e nuove strategie e di estendere la loro azione alla capacità di orientare il cambiamento nei loro pubblici. Nuovamente, comprendere il come siamo arrivati ad oggi mediante un’accorta lettura del passato e orientarsi verso un futuro più equo e giusto per una transizione ecologica desiderabile è una responsabilità oramai non eludibile per tutti i musei, indipendentemente dalla loro specializzazione disciplinare.

Per concludere, come ICOM proponiamo di considerare i musei come istituzioni di assoluto rilievo e affidabilità nella sfida di sviluppare nuove forme di organizzare la conoscenza sul tema della crisi climatica, partecipando con i nostri visitatori e frequentatori al cambiamento di comportamenti e di modi di pensare al riguardo del futuro sostenibile. Proponiamo di guardare ai musei come istituzioni di riferimento per esercitare forme di soft power basate sulla partecipazione di comunità per promuovere una attiva trasformazione del pianeta. Suggeriamo infine di confidare sull’ICOM come un rilevante partner internazionale al fine di identificare degli obiettivi di politiche che possano congiuntamente essere messe in campo attraverso azioni coordinate.

 

Michele Lanzinger, direttore MUSE, Museo delle Scienze di Trento, membro del Direttivo ICOM - I.

ABSTRACT

The topics of the text were at the core of the speech by Michele Lanzinger to the multi-stakeholder Webinar held on 12th April 2021 as part of the support work for the Italian Presidency of the G20 - 2021: Culture work stream. Session Strategies and Action for increased resilience of Cultural Heritage. Theme: Addressing the climate crisis trough culture: preserving heritage and supporting green transition. The author in this context was the spokesperson for ICOM Int, about the commitment of ICOM, at the international level, to invest in the role of museums as key players in the promotion of behaviours for social well-being and to support practices for the ecological transition, with particular attention to the climate crisis and climate justice

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