Via libera dalla commissione Cultura del Senato alla tabella triennale che finanzia gli istituti culturali. Si tratta di associazioni, fondazioni, istituti nazionali, accademie storiche, società scientifiche che operano su tutto il territorio nazionale e che tramite il loro patrimonio documentario e museale, diffondono sapere e conoscenza. L’ok della 7a di Palazzo Madama (la commissione Cultura della Camera aveva dato semaforo verde lo scorso 22 aprile) al parere formulato dal relatore Albert Laniece (Autonomie) è arrivato con diverse osservazioni.
“Considerato – segnala la commissione Cultura che nella Tabella allegata allo schema di provvedimento in esame, l'ultima colonna, quella recante i contributi spettanti agli istituti, reca la dicitura ‘Contributo triennio 21-23’, ciò che potrebbe indurre a ritenere che si tratti di un contributo complessivo per l'intero triennio, e non annuale, si segnala l'opportunità che tali parole siano sostituite dalle seguenti: ‘Contributo annuale nel triennio 2021-2023’ o, in alternativa, dalla seguente: ‘Contributo’, secondo la dizione utilizzata nella precedente Tabella 2018-2020”.

“Preso atto che nella nota ministeriale della competente Direzione Generale che accompagna lo schema di decreto – rileva ancora la 7a di Palazzo Madama - si fa conclusivamente riferimento alla circostanza che, in ragione delle ‘difficoltà operative connesse alla pandemia in atto’, si è provveduto a ‘riportare l'importo del contributo di quattordici Istituti, che avevano subito un'iniziale decurtazione, al valore del contributo concesso nella Tabella 2018-2020’ e che si precisa inoltre che tale incremento è stato possibile riducendo il contributo destinato ai restanti 196 istituti, con un taglio lineare dell'1,15 per cento; preso atto altresì che a seguito della decurtazione lineare, un istituto (l'Associazione nazionale per gli interessi del mezzogiorno d'Italia) ha subito una contrazione del contributo, pari all'1 per cento, rispetto a quanto ricevuto nella precedente Tabella, senza entrare nel merito della procedura seguita per l'attribuzione di maggiori risorse ai quattordici istituti, che si presuppone avvenuta nel pieno rispetto della normativa vigente e delle circolari che ne danno attuazione, si invita a valutare l'opportunità di mantenere inalterato lo stanziamento agli istituti sulla base dei punteggi definiti dalla Commissione di valutazione e di individuare, nell'ambito dei contributi straordinari ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 534 del 1996, uno stanziamento integrativo che tenga conto delle difficoltà - anche economiche - che hanno interessato le istituzioni culturali a seguito dell'emergenza sanitaria in corso e, in quella sede, ricomprendere anche le maggiori risorse ai predetti 14 istituti”.

“Rilevato che la quasi totalità dei fondi (circa il 90 per cento) risulta assegnata a istituzioni culturali operanti nel nord del Paese – scrive la commissione Cultura -, dando luogo a rilevanti squilibri, anche in ragione della particolare valenza sociale e di ricaduta territoriale dell'operato di questi organismi, sarebbe opportuna una maggiore uniformità nella distribuzione delle risorse, si invita a valutare l'opportunità di integrare gli attuali indicatori di valutazione, individuati dalla circolare ministeriale n. 101 del 2017, affinché sia valorizzata l'attività svolta nelle aree territoriali disagiate, in termini di punteggio sulla base del quale sono commisurati i contributi in esame”.

La 7a del Senato invita, inoltre, “ad integrare gli attuali indicatori di valutazione anche al fine di maggiore valorizzazione, in sede di definizione del contributo, dell'attività svolta dagli istituti che operano in autonomia rispetto ai grandi gruppi editoriali e industriali”. E infine, “sulla base di queste considerazioni” si invita il Governo “a provvedere all'adozione di un meccanismo perequativo e si richiede di allegare il prospetto riassuntivo dei fondi erogati complessivamente da istituzioni statali ai singoli soggetti e - come richiesto dalla legge n. 534 del 1996 - il prospetto riassuntivo dei dati preventivi e consuntivi relativi al bilancio e all'attività di qualsiasi natura delle istituzioni culturali incluse nella Tabella di cui al provvedimento”.

 

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