Foto da interpol.int

Un'app lanciata da Interpol aiuterà a identificare i beni culturali rubati, ridurre il traffico illecito e aumentare le possibilità di recuperare opere e manufatti rubati. Si chiama ID-Art e consente di accedere al database Interpol delle opere d'arte rubate, creare un inventario di collezioni d'arte private e segnalare siti culturali potenzialmente a rischio. Utilizzando un software di riconoscimento delle immagini, ID-Art può essere scaricata gratuitamente dal Play Store (Android o Google) e dall'App Store (Apple). Polizia, doganieri, collezionisti privati, mercanti d'arte e appassionati d'arte possono verificare immediatamente se un oggetto è tra gli oltre 52.000 articoli attualmente registrati come rubati. Durante la fase pilota dell'app all'inizio di quest'anno, in Italia l'unità dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale ha identificato grazie a questo strumento due statue rubate e messe in vendita su una piattaforma commerciale, con conseguente inchiesta giudiziaria. Inoltre, le autorità dei Paesi Bassi hanno recuperato due dipinti rubati dopo che la Dutch Art Crime Unit ha identificato i dipinti grazie a ID-Art, in seguito a controlli su un catalogo di vendita online che coinvolge una casa d'aste di Amsterdam.

COME FUNZIONA L’APP

Le ricerche nel database tramite l'app possono essere eseguite scattando o caricando una foto oppure inserendo manualmente i criteri di ricerca. Utilizzando gli standard internazionali Object ID, musei e collezionisti privati ​​possono acquisire immagini e registrare le caratteristiche delle loro opere d'arte sull'app per tenere traccia delle loro collezioni. In caso di furto, questi documenti possono essere forniti alle forze dell'ordine, aumentando notevolmente le possibilità di recupero. ID-Art è disponibile nelle lingue ufficiali di Interpol: arabo, inglese, francese e spagnolo. L'app consente a chi è in prima linea nella protezione del patrimonio di documentare lo stato dei siti del patrimonio, inclusi monumenti storici e siti archeologici. Consente inoltre agli utenti di registrare la posizione geografica, una descrizione dettagliata e immagini per acquisire le condizioni di un sito. Le "schede del sito" risultanti possono quindi essere utilizzate come prova o base per la ricostruzione se il sito viene saccheggiato o distrutto.

LA LOTTA AL TRAFFICO ILLECITO

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un saccheggio senza precedenti da parte di ‘terroristi’ del patrimonio culturale nei Paesi con conflitti armati: questo nuovo strumento è un significativo passo avanti nel migliorare la capacità degli agenti di polizia, dei professionisti del patrimonio culturale e delle persone in generale di proteggere il nostro patrimonio comune”, ha affermato il segretario generale dell'Interpol Jürgen Stock. "Il patrimonio mondiale è a rischio di disastri naturali, saccheggi o conflitti. Facilitando l'accesso al database delle opere d'arte rubate di Interpol e utilizzando Object ID di ICOM per creare inventari di beni culturali, si sta fornendo ai professionisti dei musei e ai privati cittadini uno strumento innovativo e molto necessario per proteggere il patrimonio a rischio”, ha dichiarato il presidente dell’ICOM, Alberto Garlandini. “La nuova app ID-Art di Interpol è una pietra miliare nella lotta internazionale contro il traffico illecito di beni culturali. E' sia preventivo che reattivo in quanto consente a tutti di registrare oggetti e siti culturali nell’app", ha affermato Ernesto Ottone, vicedirettore generale per la cultura dell’Unesco.

 

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