“Il Ministero del Lavoro già nel recente passato è stato coinvolto nel cercare di definire un quadro normativo dei lavoratori dello spettacolo più aggiornato per cercare il ridurre il divario di tutele con altre categorie. Però il succedersi dei governi ha rallentato questo processo”.  Lo ha detto Romolo De Camillis, direttore generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali del Ministero del Lavoro, nel corso dell’audizione svolta dalle commissioni riunite Cultura e Lavoro del Senato sui tre disegni di legge di riforma dello spettacolo.

Nel dettaglio, De Camillis ha rilevato nel ddl Verducci “la volontà di ritagliare una disciplina su misura. Il voler declinare in maniera molto analitica i tipi di rapporto di lavoro che si possono avere in questo settore è una scelta che va valutata attentamente perché l’obiettivo più logico sarebbe quello di immaginare un sistema di tutele e di regolazione di rapporti il più possibile universale. Ovviamente tenendo conto di alcune specificità, su tutte quella della discontinuità dei rapporti di lavori”.

Il ddl Borgonzoni, invece, ha aggiunto De Camillis, “sembra più rivolgersi a una particolare categoria, quella dell’artista e dell’attore, introducendo una vera e propria qualifica. Qualche perplessità suscita l’idea di istituire un Registro nazionale degli attori presso il Ministero del Lavoro, perché forse sarebbe più adatto che questo andasse in capo al Ministero della Cultura”. Per quanto riguarda il ddl Nencini “si parla di istituire un Tavolo presso il MiC per favorire il dialogo sociale. Abbiamo registrato in passato una certa fragilità delle parti sociali nel guardare in maniera tempestiva all’evolvere del settore dello spettacolo. Se la contrattazione collettiva in Italia riesce a dare risposte efficaci, invece nel settore dello spettacolo registriamo una difficoltà delle parti sociali a farsi interpreti di una serie di innovazioni che si potrebbero concordare in sede di contrattazione collettiva. Quindi la proposta del Tavolo è da apprezzare, ma non so quanto sia utile inserirlo in una norma primaria perché un Tavolo del genere non lo immaginerei permanente quanto piuttosto di tipo temporaneo”. 

 

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