La proposta di legge a prima firma di Gianluca Vacca (M5S) e quella di Sergio Battelli sull’"Intermediazione e gestione dei diritti d'autore e liberalizzazione del settore" presentano “rilevanti criticità”, mentre appare “certamente molto più equilibrata” la proposta di riforma di Paolo Lattanzio. Lo ha detto Gaetano Blandini, direttore generale della Società italiana autori ed editori (Siae), nel corso di un’audizione informale, in videoconferenza, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 1305 Battelli, C. 1735 Lattanzio e C. 2716 Vacca sull’"Intermediazione e gestione dei diritti d'autore e liberalizzazione del settore". Per il direttore generale, va sottolineato che “una liberalizzazione senza regole danneggia gli aventi diritto e anche gli utilizzatori”.

Blandini ha esaminato nel dettaglio le tre proposte di legge all’esame della Commissione Cultura della Camera. In particolare, ha rilevato Blandini, la pdl Vacca “è fondata su due pilastri fondamentali: da un lato la liberalizzazione del settore e l’abbattimento del ruolo centrale e istituzionale che finora ha avuto la Siae con una sostituzione con un’Agenzia del diritto d’autore e dei diritti connessi. Secondo noi - ha detto chiaramente il direttore generale - presenta rilevanti criticità. Le disposizioni prevedono da un lato la sottrazione alla Siae della sua natura pubblicistica, dall’altro non sembrano tener conto dell’assorbimento delle funzioni di interesse di carattere generale che si esprimono anche nella cura dei repertori italiani minori, economicamente non significativi”. 

Inoltre, “i recenti report della federazione a cui fanno riferimento oltre 190 società di collecting pone la Siae tra le prime al mondo proprio per l’amministrazione dei diritti del teatro e della lirica”. L’agenzia del diritto d’autore prevista dalla pdl poi, secondo Blandini, “presenta una serie di contraddizioni. Da un lato deve agire in autonomia, ma dall’altro è sottoposta alla vigilanza del ministero della Cultura e del Mef, amministrazioni che in altre parti del provvedimento agiscono in accordo con l'agenzia stessa. Le funzioni poi sono descritte in maniera piuttosto eterogenea. C’è quindi un panorama frastagliato di ruoli e funzioni che crea presupposti per futuri conflitti istituzionali tra agenzia e soggetti esterni. Infine, resta poco chiara la fonte di sostentamento dell’Agenzia”. Infine, non piace alla Siae neanche l’espropriazione dei beni patrimonio della Società “che è patrimonio dei suoi 95mila associati e presidio del tfr dei suoi 1050 dipendenti”. “I nostri immobili storicamente sono patrimonio della Siae, che è fuori dal perimetro della finanza pubblica e non gestisce neanche un centesimo dell'erario. Il nostro patrimonio è poi presidio per i Tfr degli oltre mille dipendenti della società, e quindi a nostro modo di vedere si tratta di una sottrazione di beni privati, senza peraltro prevedere alcun indennizzo". 

Anche la proposta Battelli non convince la Siae. “E’ molto vicina alla proposta Vacca. La cosa che più lascia perplessi - ha spiegato Blandini - è che da un lato, e forse è anche giusto che sia così nel futuro, si tolgono alla Siae alcune funzioni pubblicistiche che per legge aveva da sempre, ma soprattutto tutto quel patrimonio dei cosiddetti apolidi rischia di rimanere senza tutela. Anche nella proposta Battelli si prevede la creazione di un’Agenzia e anche qui valgono le stesse valutazioni per la proposta Vacca”.

Infine, la proposta di Paolo Lattanzio (Pd) “è una buona base di partenza, certamente molto più equilibrata delle altre. Estende la possibilità di svolgere attività di intermediazione del diritto d'autore richiamando direttamente alla libera concorrenza e ci sembra giusto. Secondo noi toglie quelle ambiguità normative che hanno costituito, tra mille virgolette, ‘istigazione a delinquere’ che hanno portato alla creazione di organismi di gestione collettiva di comodo”. Rispetto alle altre proposte di legge, ha aggiunto Blandini, la pdl Lattanzio “si fa apprezzare  perché mantiene un sistema che non prevede nuove agenzie con strutture professionali e sovrapposizioni di cui il settore non ha bisogno. il settore ha bisogno di regole certe e trasparenti”.

 

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