In questa edizione particolare di #BackToMuseums, registrata il 10 aprile 2021, veniamo guidati alla scoperta non di un museo, bensì di una città. Bari. Lo facciamo con Manuela Vitulli, travel blogger e fondatrice di Pensieri in viaggio. Pugliese, classe ’91, ha iniziato a viaggiare da piccola “prima con la fantasia, poi con i libri e per finire con treni e aerei”. Nel suo sito si racconta e tra i suoi obiettivi c’è quello di “diffondere la curiosità verso laltro, andando oltre i luoghi comuni (e ove possibile sfatandoli) e abbattendo ogni tipo di barriera”. E poi c’è una Missione Puglia. Il fine è “promuovere il territorio e le sue persone a livello nazionale e internazionale in unottica di arricchimento sociale”, cercando al tempo stesso di sensibilizzare i giovani del posto a costruire qualcosa di bello e importante per la città.

Le influenze del passato e i musei della città

Bari ha avuto moltissime influenze culturali, tra le quali naturalmente spicca quella francese del periodo napoleonico, che ha lasciato rilevanti tracce nelle caratteristiche topografiche e architettoniche della città. Si pensi al quartiere murattiano, realizzato dal cognato di Napoleone Bonaparte, Gioacchino Murat, durante il suo governo a capo del Regno di Napoli. E’ proprio a questa sua caratteristica che sembra sia legato il detto popolare pugliese: "Se Parigi avesse ‘u mare, fosse na piccola Bbare”.

La sua posizione geografica rende Bari strategia per i collegamenti con l’Oriente. Saranno dunque molti, nel corso dei secoli, a imporvi il proprio dominio: oltre ai francesi, i veneziani, i milanesi, gli spagnoli, i greci, gli arabi…

Dal punto di vista artistico, questa commistione di popoli e culture, così come l’intrecciarsi delle vite di artisti e collezionisti, rendono la città estremamente ricca.

Tra i suoi luoghi della cultura si annoverano infatti la Pinacoteca Metropolitana di Bari "Corrado Giaquinto”, che ospita numerose opere di artisti del calibro di Bellini, i Vivarini, Bordon, De Nittis, De Chirico e tanti altri; il Museo Archeologico di Santa Scolastica, aperto nel 1890 presso il palazzo Ateneo, poi sede dell’Università di Bari, e dal 2018 ospitato nello splendido complesso che si affaccia sul mare, sulla punta della Città Vecchia; il Museo Civico, situato nel Borgo Antico; il Museo Nicolaiano, che racconta il culto di San Nicola attraverso numerose opere d’arte; i due luoghi iconici della città: il Castello Normanno-Svevo ed il Museo Diocesano, adiacente alla Cattedrale di Bari; ma anche due importanti realtà dedicate all'arte contemporanea: lo Spazio Murat ed il Teatro Margherita, da poco restaurato per dar via ad una serie di appuntamenti dedicati agli artisti emergenti e non solo. Ognuna di queste realtà esprime un pezzo di storia della città. 

Viaggiare mi ha aiutata a tornare a Bari e a farla vedere ai suoi cittadini con occhi diversi

"Viaggiare mi ha aiutata tanto a tornare a Bari - dice la Vitulli. Non perché abbia mai lasciato la città come base, ma per riuscire a guardarla con occhi diversi, per volerla raccontare con occhi diversi; questo perché tante volte in viaggio mi son ritrovata a parlare della Puglia e di Bari con persone provenienti da tutto il mondo e quando senti russi, giapponesi, cinesi… che ti parlano della nostra terra con questi occhi così innamorati, comprendi il grande valore che questa ha, e che magari noi possiamo dare per scontato".

Se, come abbiamo visto, Bari è ricca di musei e luoghi della cultura, Manuela ci dice che a lei piace raccontare la parte più verace della città, l’anima della città, quella che per tanto tempo i baresi stessi hanno bistrattato e che oggi invece stanno imparando ad amare, anche grazie allo sguardo dell’altro. Infatti Bari Vecchia - che fortunatamente negli ultimi anni è diventata una zona molto più sicura e fruibili - è amata dai turisti, italiani e stranieri, ed è ricca di tesori da scoprire.

E’ noto, infatti, che per gli abitanti di grandi città d’arte sia paradossalmente più difficile vedere la straordinarietà del luogo in cui vivono! Quale può essere la chiave per incuriosire e attrarre la comunità locale?

Certamente una via è quella dell’impegno personale. Come Manuela Vitulli, anche Michele Fiore, nato e cresciuto nel capoluogo pugliese, crede nel dialogo con i giovani, come possibili ambasciatori delle bellezze della città. E’ così che, sin dai tempi dell’università, non perde occasione per raccontare Bari e le sue bellezze storico-artistiche ai ragazzi: tornando - grazie al supporto e alla complicità di qualche docente - nella sua scuola superiore oppure andando nelle parrocchie.

Per la travel blogger, è fondamentale riuscire a trasmettere quel cambio di prospettiva che ci fa vedere la città con gli occhi di chi la vede per la prima volta e recuperare quello stupore e quell’entusiasmo.

Iniziative come le giornate del FAI sono preziose per scoprire e comprendere alcuni “segreti della città” e suscitare l’interesse per il suo patrimonio culturale, così come operazioni più mirate, quali la candidatura di Bari a Capitale Italiana della Cultura. Sebbene non sia andata a buon fine, il lavori preparatori alla partecipazione e la comunicazione correlata hanno reso possibile approfondire il culto nicolaiano in tutte le sue sfaccettature, non solo religiose. E’ nel nome di San Nicola - forse uno dei santi più popolari del cristianesimo, che unisce cattolici e ortodossi, l'Occidente e l'Oriente, e il cui culto è tuttora diffuso in molte parti del mondo - che si fondono infatti arte, tradizione, letteratura, architettura e folklore della città di Bari.

Per saperne di più, ascolta il podcast (https://open.spotify.com/episode/0Kkr8hC6e20IzYsLgAEzVT?si=83c5549be05a44ca).

 

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