Entra nel vivo Polifonia, il progetto da 3 milioni di euro finanziato dal programma Quadro Europeo Horizon 2020 con lo scopo di indagare il patrimonio musicale europeo per migliorare la comprensione dell’evoluzione dei generi musicali, la loro diffusione nel tempo e nello spazio e le relazioni esistenti tra musica e società. Il progetto si svilupperà nel corso dei prossimi 40 mesi, e i risultati - che saranno pubblici e disponibili via web sotto forma di un dataset globale e interconnesso - forniranno un contributo fondamentale al miglioramento della comprensione del patrimonio musicale europeo. Lo scopo di Polifonia è creare una risorsa vasta e accessibile da chiunque - ricercatori, artisti, produttori musicali, musicisti e amanti della musica - attraverso un portale web, permettendo in tal modo di svelare fenomeni di connessione in modo sistematico.

Il progetto vede coinvolti per l’Italia l’Università di Bologna come coordinatore e il Ministero della Cultura attraverso l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Iccd) e l’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (Icbsa), entrambi guidati da Carlo Birrozzi. “Ci siamo resi conto di quanto sia importante il suono nelle città e nella campagna e abbiamo deciso di cominciare questa indagine a partire dal suono della campane, che per secoli hanno caratterizzato la vita delle nostre città”, ha spiegato Birrozzi ad AgCult. “Quindi il suono delle campane della vita pubblica - dei campanili dei palazzi pubblici - ma anche quelle delle chiese. L’indagine è molto importante, è un tema estremamente complesso e non così trattato, e stiamo cominciando ad affrontarlo cercando di sistematizzare l’approccio con un’importante ricerca bibliografica; abbiamo chiamato diversi specialisti a partecipare a questo progetto, dagli etnomusicologi agli specialisti dell’oggetto campana, dagli storici dell’arte che hanno studiato l’evoluzione della campana nel tempo agli antropologi che studiano le modalità con cui la campana viene suonata, dalla semplice scansione del tempo degli orologi fino al tempo scandito dalle ore del sacro”.

Obiettivo dell’indagine, prosegue Birrozzi, “è in qualche modo recuperare le modalità con le quali la campana ha scandito la vita delle persone, penso alle rivalità tra le città oppure all’avviso in casi di pericolo. Stiamo iniziando a fare i primi incontri tecnici cercando di individuare le modalità con le quali pianificare l'attività di registrazione dei suoni delle campane. Abbiamo scelto di partire dalla fascia ligure, scendere per l’Emilia Romagna e risalire per la foce del Po. Nella pianura Padana dove per molto tempo c’era la nebbia, per esempio, il messaggio sonoro serviva alle persone ad orientarsi. Abbiamo poi capito che è possibile anche individuare il periodo di realizzazione della campana a seconda dei toni che suona. Abbiamo fatto anche delle indagini per capire quali materiali sono stati utilizzati”.

Il consorzio di Polifonia è un gruppo interdisciplinare composto da ricercatori e amanti della musica (di seguito la lista dei partner): informatici, antropologi ed etnomusicologi, storici della musica, linguisti, archivisti del patrimonio musicale, amministrativi e professionisti creativi.

 

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