Fare del recupero dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene “un luogo che non solo ricordi il passato, ma che sia rivolto anche ai giovani, un luogo di formazione, di alti studi e di ricerca dedicati ai grandi temi dell’Europa e al Mediterraneo. Si tratta di una grande sfida italiana che vinceremo”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenuto alle Terme di Diocleziano all’inaugurazione della mostra fotografica curata da Marco Delogu “La memoria del dolore. Un progetto di rinascita” sul recupero dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene. “Per alcuni anni, un po’ come capita nelle cose italiane, il progetto di recupero sembrava che dovesse arenarsi perché troppo ambizioso – ha ricordato Franceschini -. Poi la scelta di nominare Silvia Costa commissaria del Governo ha consentito di ripartire nel migliore dei modi. Oggi abbiamo di fronte un obiettivo raggiungibile in un tempo non troppo lungo”. 

Nell’iniziativa ospitata alle Terme di Diocleziano, ha sottolineato Franceschini. “stanno insieme diverse cose: la fotografia, che è uno dei settori che la politica ha più trascurato negli ultimi anni insieme al contemporaneo, al presente e alla creatività italiana e sulla quale il MiC si è posto la priorità di investire nei prossimi anni; la valorizzazione di un luogo della memoria come Ventotene, dove è passata la storia d’Italia e d’Europa che rischiava di perdersi nel tempo; il grande disegno per il futuro, perché questo luogo non può che essere europeo, un luogo del Mediterraneo. Ci vorranno forse dieci o cento anni, ma il Mediterraneo è destinato a diventare un lago di pace, in cui i popoli gireranno liberamente da una sponda all’altra e l’Italia, con Santo Stefano e Ventotene, è al centro di questo lago”. 

 

Articoli correlati