La storia e il futuro del progetto di recupero dell’ex carcere di S.Stefano/Ventotene, dal coinvolgimento della cittadinanza alla prospettiva europea, sono al centro della mostra fotografica “La memoria del dolore. Un progetto di rinascita” a cura di Marco Delogu, che si terrà fino al 13 giugno presso il Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano. L’inaugurazione dell’esposizione si è svolta alla presenza, tra gli altri, della Commissaria del Governo per il recupero dell'ex struttura carceraria, Silvia Costa, del ministro della Cultura, Dario Franceschini, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, del direttore della dg Musei, Massimo Osanna, del sindaco di Ventotene, Gerardo Santomauro, del direttore del Museo Nazionale Romano, Stephane Verger. Presente anche il fotografo Marco Delogu e lo scrittore e sceneggiatore Edoardo Albinati, che ha letto un suo testo scritto dopo una visita a Santo Stefano.

FRANCESCHINI: SARÀ UN LUOGO DELLA MEMORIA RIVOLTO AI GIOVANI

Fare del recupero dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene “un luogo che non solo ricordi il passato, ma che sia rivolto anche ai giovani, un luogo di formazione, di alti studi e di ricerca dedicati ai grandi temi dell’Europa e al Mediterraneo. Si tratta di una grande sfida italiana che vinceremo”, ha evidenziato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. “Per alcuni anni, un po’ come capita nelle cose italiane, il progetto di recupero sembrava che dovesse arenarsi perché troppo ambizioso – ha ricordato Franceschini -. Poi la scelta di nominare Silvia Costa commissaria del Governo ha consentito di ripartire nel migliore dei modi. Oggi abbiamo di fronte un obiettivo raggiungibile in un tempo non troppo lungo”.

Nell’iniziativa ospitata alle Terme di Diocleziano, ha sottolineato Franceschini, “stanno insieme diverse cose: la fotografia, che è uno dei settori che la politica ha più trascurato negli ultimi anni insieme al contemporaneo, al presente e alla creatività italiana e sulla quale il MiC si è posto la priorità di investire nei prossimi anni; la valorizzazione di un luogo della memoria come Ventotene, dove è passata la storia d’Italia e d’Europa che rischiava di perdersi nel tempo; il grande disegno per il futuro, perché questo luogo non può che essere europeo, un luogo del Mediterraneo. Ci vorranno forse dieci o cento anni, ma il Mediterraneo è destinato a diventare un lago di pace, in cui i popoli gireranno liberamente da una sponda all’altra e l’Italia, con Santo Stefano e Ventotene, è al centro di questo lago”.

SILVIA COSTA: SARÀ UN PROGETTO CHE PARLERÀ ALLE NUOVE GENERAZIONI

“Abbiamo un’idea molto ambiziosa condivisa con il Governo, S.Stefano/Ventotene dovrà essere una ‘scuola di alti pensieri’ proprio come disse Perucatti, l’ex direttore che rivoluzionò in positivo questo carcere nel nome della dignità della persona e del no alla tortura; e noi ci ricolleghiamo idealmente a quei valori con un progetto che vuole parlare alle nuove generazioni, che parlerà di ambiente ma anche di arte, creazione culturale e artistica. Entro giugno lanceremo il concorso internazionale di progettazione e presenteremo al museo Maxxi l’idea progettuale che è alla base di questo concorso”, ha detto Silvia Costa, Commissaria del Governo per il recupero dell’ex carcere di S.Stefano/Ventotene.

“Sono felice di avere qui il ministro Franceschini, la persona che nel Governo precedente, e in questo, ha dimostrato di credere davvero al rilancio di questo progetto. Il nostro approccio non è solo quello importantissimo di restituire un bene prezioso alla comunità di Ventotene, ma anche di utilizzare questa opportunità per lo sviluppo sostenibile di un’intera comunità. Per questo ringrazio il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, perché inserirà questo progetto nel più grande alveo delle Isole Pontine e dello sviluppo regionale”.

OSANNA (MIC): AL LAVORO PER LINEE GUIDA MUSEO

Presso la Direzione Musei del Ministero della Cultura si sta per insediare un tavolo di lavoro per emanare le linee guida per allestire il museo dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano. Lo ha annunciato ad AgCult il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna, a margine della presentazione della mostra fotografica curata da Marco Delogu. Il recupero dell’ex carcere, ha detto Osanna che il 4 giugno sarà a Ventotene per un sopralluogo, “è un bellissimo progetto per il quale bisogna ringraziare il commissario straordinario Silvia Costa per l’impegno profuso. E’ un progetto che parte e tutte le istituzioni devono lavorare insieme. La Direzione generale Musei del ministero della Cultura ha già assicurato la propria collaborazione e si sta istituendo un tavolo proprio presso la Dg Musei per emanare linee guida per il museo che sarà una parte significativa del nuovo restauro. Il prossimo 4 giugno farò un sopralluogo a Santo Stefano Ventotene proprio per iniziare a lavorare insieme”.

ZINGARETTI: UN LUOGO DEL MONDO PER LA SUA STORIA E PER IL SUO FUTURO

L'ex carcere borbonico di Santo Stefano a Ventotene "è un luogo del mondo. Appartiene a noi, ma è un luogo del mondo per la sua storia, per quello che è avvenuto in questo carcere, perché in quelle celle si è cominciato a parlare del manifesto di Ventotene. Ma è un luogo del mondo non solo per il suo passato, ma anche per quello che sarà, per quello che sarà il ruolo dell'Europa che vogliamo", ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Zingaretti ha voluto poi rivolgere "un immenso sincero grazie a Silvia Costa (commissaria straordinaria per il recupero dell'ex carcere, ndr) per la passione che sta mettendo in questo progetto e all'intelligenza e al coraggio del ministro della Cultura Dario Franceschini che ha capito che questo progetto si sarebbe potuto disincagliare solo con un intervento forte dal punto di vista delle regole".

Il presidente del Lazio ha sottolineato come questo carcere sia parte della nostra memoria e come "la memoria sia parte della nostra identità, ma questo luogo potrà diventare anche uno dei luoghi più importanti della cultura europea". Zingaretti ha poi ricordato come è nata l'idea di recuperare questo luogo della memoria italiana ed europea. "Alcuni anni fa - ha detto - un po' da pazzi sbarcammo su quell'isolotto e fu subito chiaro l'enormità del lavoro da fare ma anche l'enormità della follia che aveva permesso che questo luogo cadesse nel degrado. Da qui nacque l'idea di avviare comunque un progetto di recupero".

VERGER: LEGAME STRETTO TRA VENTOTENE E IL MUSEO NAZIONALE ROMANO

“C’è un legame stretto tra Ventotene e il Museo Nazionale Romano. Un legame innanzitutto storico perché diverse donne di Augusto sono andate in esilio a Ventotene. Inoltre, c’è un legame forte tra l’archeologia, la storia e la creazione contemporanea”, ha sottolineato Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano, presentando alle Terme di Diocleziano la mostra fotografica curata da Marco Delogu “La memoria del dolore. Un progetto di rinascita” sul recupero dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene. “La mostra poteva anche chiamarsi ‘archeologia del dolore’ perché ci sono eventi dove dialogano archeologi e artisti contemporanei”, ha aggiunto Verger che ha poi ricordato come il Museo Nazionale Romano sia coinvolto nel progetto di recupero e di valorizzazione dell’isolato della Crypta Balbi. “Per noi il programma di Santo Stefano sarà un modello da seguire - ha concluso Verger rivolgendosi a Silvia Costa, commissaria del Governo per il recupero dell’ex carcere -. Spero che si possa fare un partenariato a più lunga durata che coinvolga la tua squadra di Ventotene”.

SINDACO VENTOTENE: DA QUI PARTE GRANDE MESSAGGIO DI UNITA'

“Da Ventotene parte un grande messaggio di unità, è un progetto di area vasta che mi auguro contagi il resto del territorio laziale, flegreo, italiano ed europeo”, ha detto il sindaco di Ventotene, Gerardo Santomauro. “La presenza di Zingaretti e Franceschini - ha aggiunto il primo cittadino - testimonia quanto l’Italia sta facendo adesso per la cultura".

LA MOSTRA

Lo sguardo di artisti di fama internazionale come Marco Delogu, Raffaela Mariniello, Mohamed Keita racconterà la storia densa e simbolica dell’ex carcere, che rinasce con un progetto del Governo affidato alla Commissaria Silvia Costa. La narrazione fotografica è affiancata da 8 brevi testimonianze scritte dai detenuti comuni e politici che per 170 anni hanno vissuto tra quelle mura, selezionate dallo scrittore Pier Vittorio Buffa. A completamento della narrazione, un video del regista Salvatore Braca che illustra, attraverso diverse testimonianze, la storia e il futuro del progetto di recupero dell’ex carcere, dal coinvolgimento della cittadinanza alla prospettiva europea.

Saranno esposte anche le immagini donate da fotografi appassionati di Ventotene come gesto di solidarietà in favore del Laboratorio fotografico a Bamako (Mali) realizzato dalla associazione Kene di Mohamed Keita.

 

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