“Sono stato arrestato, qui non si sta molto male, sono isolato ma ho molto da leggere e da fumare…caro babbo, non ti dirò sto bene, sarebbe ridicolo, tra quattro mura che non ti permettono di fare sei passi in linea retta, con una finestra inferriata che non ti permette di vedere che un rettangolo di cielo…è una vita noiosa…” Queste le parole che Altiero Spinelli indirizzava dal confino ai suoi cari, interpretate dall’attore e regista Vinicio Marchioni in occasione della prima tappa del progetto interdisciplinare “Ventotene e Santo Stefano: due isole, una sola storia europea”, promosso dal MIC - Ministero della Cultura, ideato e diretto da Loredana Commonara e prodotto dall’associazione Artistic Soul. Un progetto che nasce dalla volontà di celebrare gli 80 anni della nascita del “Manifesto di Ventotene”, uno dei testi fondanti dell'Unione Europea, redatto da Altiero Spinelli, Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Ursula Hirshmann durante il loro confino sull’isola, avente come titolo originale “Per un Europa Libera e Unita”. Obiettivo è anche quello di trasmettere la storia del carcere borbonico di Santo Stefano in occasione del restauro della struttura portato avanti dal MiC.

Inizialmente prevista nella sede dell’associazione Artistic Soul, la serata si è poi svolta al Teatro Patologico di Roma, alla presenza, fra gli altri, di Pietro Graglia, biografo di Altiero Spinelli e docente di Storia dell'integrazione europea presso l'Università degli Studi di Milano, di Gabriele Panizzi, vicepresidente dell'Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli” e di Silvia Costa, Commissario straordinario per il Governo per il recupero e la valorizzazione dell’ex Carcere borbonico dell’isola di S.Stefano-Ventotene. La serata è stata moderata dal giornalista Giampiero Gramaglia.

“A Santo Stefano – ha sottolineato la Commissaria Costa - vogliamo parlare ai giovani di diritti umani, della cultura carceraria, della libertà di pensiero, vogliamo ridare un senso di contemporaneità a queste tematiche. Deve essere un luogo che possa ispirare anche una riflessione sui valori costituzionali. In questo penso alla figura di Eugenio Perucatti, che rivoluzionò il carcere in nome dell’articolo 27 della Costituzione, anticipando di 20 anni la riforma carceraria”. La Commissaria del Governo ha fatto quindi il punto sullo stato dei lavori sull’ex carcere di S.Stefano: “Abbiamo già fatto la gara e stiamo per assegnare i vincitori per i lavori di messa in sicurezza e restauro conservativo che partono ad ottobre; stiamo discutendo di una cosa molto complessa e difficile di realizzare, ovvero un approdo, che tenga conto di tutti i vincoli e tutte le tutele; a metà giugno presenteremo poi il concorso internazionale di progettazione. Vogliamo che sia anche un luogo di produzione culturale, vorremmo fare delle residenze d’artista, delle installazioni artistiche ed eventi che siano coerenti con il luogo”.

 

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