Sei a favore o contrario a internet? La domanda, ovviamente provocatoria, è tratta da una più estesa riflessione che compie Yuval Harari nel bellissimo libro “21 Lezioni per il Ventunesimo Secolo”. Harari evidenzia come non siamo mai stati chiamati ad esprimerci con un voto rispetto ad uno dei fenomeni che maggiormente ha contribuito alle trasformazioni degli ultimi 30 anni della storia mondiale. L’interrogativo che ne consegue è: chi sta governando il suo sviluppo? I sistemi politici ancora non hanno preso del tutto dimestichezza con le trasformazioni che ne sono conseguite e sono già chiamati a gestire la diffusione di altre tecnologie dirompenti, quali i sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale. Innovazioni capaci di ridisegnare non solo le economie ma anche i sistemi sociali: dagli algoritmi progettati per l’attribuzione del credito finanziario a quelli per definire il credito sociale, come accade oggi in Cina. Fino a ridefinire radicalmente la nostra idea di corpo e mente, come lasciano presagire le sperimentazioni rispetto alle interfacce neurali portate avanti da Elon Musk e il team di Neuralink.

L’accelerazione pandemica ha già portato alla definizione di nuovi equilibri: sperimentiamo il phygital e l’onlife, in un superamento costante della classica dicotomia tra fisico e digitale. Una pervasività che ci porta ad avere sempre con noi oggetti che acquisiscono dati e ne generano, lasciando tracce dei nostri passaggi digitali: una quantità di dati tale da diventare un vero e proprio asset monetizzabile, a disposizione delle piattaforme che ne estraggono valore. Il modello della platform economy consente di muoversi da una parte all’altra del mondo, ma anche da un settore ad un altro, coprendo nuove frontiere legate a genetica, robotica, auto senza conducente, città intelligenti, sanità ed educazione. Amazon, che tutti noi conosciamo come piattaforma di e-commerce ad esempio, dall’estate di quest’anno lancerà i suoi servizi di telemedicina. Un potere economico enorme detenuto da 10 imprese, rispetto a cui è difficile far valere regole di antitrust o adeguata tassazione. Un monopolio in continua crescita che per la prima volta nella storia ha visto le azioni tecnologiche statunitensi arrivare a valere più dell’intero mercato azionario europeo.

Il potere che ne deriva non è circoscritto alla dimensione economica ma rischia di sconfinare in quella dei diritti democratici, come dimostrato dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica. Eppure abilitare nuovi spazi di dialogo, confronto e attivazione potrebbe essere uno strumento prezioso per la democrazia: esempi come Decidim Barcelona raccontano di possibilità diverse. Nasce da queste riflessioni Civiltà Digitale: un progetto pluriennale che ha l’obiettivo di dare un contributo decisivo alla crescita della consapevolezza e delle competenze dei cittadini in tema di digitale e di diritti. È promosso da Ex Idea Soc. Benefit, con lo stimolo generativo di Don Luca Peyron e on. Luciano Violante. Il progetto si basa sulla creazione di dialoghi sulle tematiche più urgenti. Si basa su una piattaforma di edutainment innovativa e di concezione avanzata, fruibile attraverso l’apposita app scaricabile qui. I dati generati dalla community che ne usufruirà, orienterà la creazione di contenuti dedicati e campagne di sensibilizzazione tailor made rispetto ai bisogni e agli interessi emersi dalle interazioni. L’app permetterà non solo di fruire dei contenuti presenti sulla piattaforma, articoli e video, ma di dialogare con gli altri utenti. Inoltre, un calendario degli eventi renderà possibili occasioni di scambio e dibattito.

Enrico Gentina, tra i promotori del progetto racconta: “penso che le grandi idee nascano solo quando ci si prende cura del ‘terreno’ da cui possono scaturire, traendo linfa vitale dalle relazioni, dagli incontri fertili. Il progetto civiltà digitale nasce da lunghi dialoghi, da incontri sorprendenti: ha l'ambizione di essere un ‘luogo’ dove nuove relazioni generative, nuove reti possano trovare lo stimolo per nascere, crescere e costituire il tessuto nuovo dell'era digitale.

Questo progetto nasce da dialoghi serrati, da pensieri condivisi, da persone prima di tutto, con esperienze, storie, formazioni e professioni anche diverse, unite nel condividere il meglio e metterlo a disposizione della comunità. generosamente e senza sconti o scorciatoie.

Mi ritengo fortunato, mi sento nutrito.”

In questo primo anno di attività, Civiltà Digitale è promotore del primo evento TEDx di rilevanza nazionale: una maratona di 12 ore che include più di 50 speaker, nazionali e internazionali, e 24 gruppi TEDx italiani. Un evento realizzato significativamente nella data del 2 giugno: una staffetta che connette virtualmente Ascoli Piceno, Bologna, Bolzano, Brescia, Capo Peloro (Messina), Castelfranco Veneto, Cortina, Firenze, Foggia, Genova, Mestre, Napoli, Padova, Pescara, Reggio Emilia, Roma, Schio, Trento, Treviso, Udine, Milano, Verona. Si parlerà di blockchain e governance condivisa, di diritti e diritto del futuro, di potenziamento del corpo, di viaggio spaziale, di intelligenza artificiale.

Una ricchezza di voci e punti di vista difficile da riassumere, che spazia dalle riflessioni di Luciano Floridi (Professore di filosofia presso l'Università di Oxford / Direttore del Digital Ethics Lab / Professore di Sociologia della comunicazione presso l'Università di Bologna) alla ricerca di Maria Teresa Ferretti (Neuroscienziata, Co-fondatrice del Womens Brain Project, esperta di medicina di precisione). Merita un focus particolare la presenza del Trio Ezio Bosso, e del duo artistico Oriana Persico/Salvatore Iaconesi (fondatori del nuovo centro di ricerca HER – She Loves Data in collaborazione con l’Ecomuseo Memoria Viva).

Una giornata per scoprire che il nostro futuro digitale, per quanto sembri già tracciato, non è già deciso e richiede ancora tutta la nostra immaginazione perché possa contribuire ad un presente equo e sostenibile.

 

Azzurra Spirito è una designer di processi collaborativi impegnata nello sviluppo di azioni, pratiche e strumenti volti alla cooperazione online e offline di sistemi (omogenei e non), con particolare attenzione a quelli che connettono pubblico-privato-comunità. Supporta l'identificazione di strategie a prova di futuro, adottando futures methods. Accompagna processi community-based nella generazione di servizi, progetti, modelli e policy. Grazie al framework design thinking, ibridato a diversi metodi e approcci, facilita l'identificazione di opportunità di impatto sociale positivo, la strutturazione di progettualità, la definizione di prototipi attraverso cui arrivare all'implementazione di soluzioni innovative in ambiti diversi: dalla rigenerazione urbana all'healthcare. È parte del team ForwardTO | Studi e competenze di scenari futuri. Ha lavorato per cinque anni all'interno di SocialFare | Centro per l'Innovazione Sociale. Come libera professionista ha collaborato, tra le altre, con realtà quali Univeristà Luiss Guido Carli di Roma, LabGov.city, TechSoup, Ong 2.0, Croce Rossa, Ires Piemonte.

ABSTRACT

Phygital and onlife lead to overcoming the classic dichotomy between physical and digital, while the experiments on neural interfaces radically redefine our idea of body and mind. Old and new objects acquire data and generate it, leaving traces of our digital passages: a quantity of data that becomes a real monetizable asset, available to the platforms that extract value from it. New algorithmic institutions take on growing power, not limited to the economic dimension but increasingly bordering on that of democratic rights. It seems that everything is already predetermined, but is it really so?

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