È attesa per la seconda metà di giugno, l’apertura dei primi bandi di Horizon Europe, il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione, dove al patrimonio, alla cultura e alla creatività viene assegnato, per la prima volta, un proprio piano di lavoro. Si tratta del Cluster 2: Culture, Creativity and Inclusive Society, una delle sei sfide globali e per la competitività industriale europea alle quali si rivolge il secondo pilastro di Horizon Europe, quello destinato alla ricerca collaborativa e multidisciplinare.

CLUSTER 2: CULTURE, CREATIVITY AND INCLUSIVE SOCIETY

Il Cluster 2: Culture, Creativity and Inclusive Society è uno dei successi a livello europeo del nostro Paese. È stata l’Italia che, negli anni, si è fatta portavoce dell’importanza del settore anche per l’Europa e ha saputo far valere nei tavoli negoziali l’urgenza di una forte sinergia fra le politiche della ricerca e quelle per la cultura, grazie a un’azione congiunta, determinata e tenace, dei due ministeri competenti, il Ministero dell’università e della ricerca e il Ministero della cultura, del lavoro dei membri italiani del Parlamento europeo nelle commissioni ITRE (industria, ricerca ed energia) e CULT (cultura e istruzione) e, non da ultimo, alla perseveranza della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea. 

Con l’area di intervento Cultural Heritage, una delle tre linee d’investimento che scandiranno l’azione del Cluster 2 di Horizon Europe fino al 2027 (le altre due sono Democracy and Governance e Social and Economic Transformations), viene superata la frammentazione che aveva caratterizzato la ricerca sul patrimonio culturale nei precedenti programmi quadro europei per la ricerca e l’innovazione, nei quali gli aspetti tecnologici e quelli legati all’innovazione culturale erano considerati subordinati ad altre azioni, a volte sovrapponendosi, creando disorientamento e diluendo l’efficacia delle politiche di ricerca nel settore. 

RISULTATI 2014-2020 E OPPORTUNITÀ FUTURE

I prodromi di una messa a sistema e maggiore riconoscibilità del settore erano già individuabili nella precedente programmazione 2014-2020 di Horizon 2020, dove, negli ultimi anni, i bandi relativi alla cultura e alla creatività nelle sue varie sfaccettature si sono sempre più concentrati nell’ambito della Societal Challenge 6: Europe in a changing world: inclusive, innovative and reflective societies. Non sono tuttavia mancati interventi nei settori ambiente, energia, sicurezza, nanomaterali. 

Guardando alle performance italiane, i dati elaborati da APRE, l’Agenzia per la promozione della ricerca europea che opera come punto di contatto nazionale per sostenere e accompagnare la partecipazione di soggetti pubblici e privati ai programmi dell’Unione europea per il finanziamento di ricerca e innovazione, ci confermano che gli italiani partecipano molto (il 13% dei bandi presentati ha almeno un partner italiano) e, nonostante il loro tasso di successo sia ancora basso (7,6% contro il 9,7% europeo), i nostri connazionali coordinano il 16% dei progetti attualmente finanziati e hanno portato a casa 92,5 milioni di euro, il 10% del finanziamento totale, con picchi del 18% proprio in quelle azioni specifiche che hanno posto al centro il patrimonio culturale. Considerando la forte competizione europea tra tutti gli Stati membri, si tratta di un ottimo risultato da attribuirsi al riconoscimento di cui l’Italia gode nell’eccellenza delle ricerche in heritage science (nanomateriali e nuove tecnologie per diagnosi, studio, conservazione), digital heritage (ricostruzioni 3D, realtà immersiva, digitalizzazione per restauro e fruizione) e humanities (storia, archeologia, arte, filosofia).

La leadership che l’Italia si è conquistata dovrà essere difesa nella nuova programmazione 2021-2027 di Horizon Europe dove, su un budget totale per i sette anni di 95,5 miliardi di euro, per il Cluster 2. Culture, Creativity and Inclusive Society verranno assegnati circa 2,3 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto al precedente programma Horizon 2020. 

STRATEGIC PLAN 2021-2024 E TEMI DI RICERCA E INNOVAZIONE

Ma quali sono le tematiche con le quali la comunità di ricerca e innovazione e il mondo della cultura e creatività dovranno confrontarsi più da vicino?

Ancora non è stato pubblicato il programma di lavoro per il biennio 2021-2022, che riporterà la descrizione delle tematiche specifiche oggetto dei bandi. Possiamo però avere un’idea di cosa ci aspetta guardando il Programma specifico di attuazione di Horizon Europe, approvato dal Consiglio d’Europa a metà maggio, e il First Strategic Plan 2021-2024, che è una delle novità di Horizon Europe. Preparato attraverso un ampio processo di co-progettazione, lo Strategic Plan prevede un’architettura complessa pensata per decodificare e accompagnare i diversi passaggi del processo che porterà i risultati dei progetti di ricerca e innovazione ad avere un impatto di lungo periodo sulla società, l’ambiente, l’economia e la scienza.

Muovendo dalle sei priorità politiche della Commissione Europea, per il periodo 2021-2024 di Horizon Europe, lo Strategic Plan individua quattro orientamenti strategici (Key Strategic Orientations), a due dei quali sono chiamati a contribuire gli interventi di ricerca e innovazione indirizzati alla cultura e alla creatività del Cluster 2. Si tratta della Key Strategic Orientation A, relativo allo sviluppo di tecnologie abilitanti ed emergenti per accelerare e guidare le transizioni verde e digitale attraverso innovazioni che pongano al centro le persone, e della Key Strategic Orientation D, che mira a creare una società europea, resiliente, inclusiva e democratica. La destination – termine con il quale nel nuovo gergo di Horizon Europe si indica l’impatto atteso nel lungo periodo – è sbloccare appieno il potenziale del patrimonio culturale, delle arti e dei settori culturali e creativi, come motore dell’innovazione sostenibile e del senso di appartenenza europeo attraverso il coinvolgimento della società, dei cittadini e dei settori economici e una migliore protezione, un più efficace restauro e una più inclusiva valorizzazione della nostra eredità culturale.

Le linee d’azione degli investimenti di ricerca e innovazione riguarderanno sia il patrimonio intangibile – i valori, le tradizioni, le diverse influenze culturali nella storia, le comuni radici del ricco e variegato patrimonio europeo, il ruolo della cultura nelle società multiculturali, la conservazione delle lingue in via di estinzione – sia i beni culturali tangibili con la promozione di un migliore coordinamento fra le istituzioni e lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, di tecniche di digitalizzazione avanzata, di standard di alta qualità degli interventi e di misure preventive per la lotta al traffico illecito dei beni culturali e la protezione del patrimonio culturale minacciato dai disastri. Altre azioni riguarderanno il turismo culturale sostenibile e inclusivo e il rafforzamento del potenziale di innovazione delle imprese culturali e creative per la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro.

CULTURA E CREATIVITÀ NEL PROGRAMMA NAZIONALE PER LA RICERCA 2021-2027

Il nostro Paese dispone di solide competenze e capacità per continuare a essere competitivo nel Cluster 2 di Horizon Europe, ma dovrà perseverare nel rafforzare la collaborazione fra università, istituti di ricerca, enti preposti alla tutela, musei, biblioteche, soprintendenze, parchi archeologici e il settore privato delle imprese culturali e creative. Una sfida che l’Italia ha già fatto sua con il Programma nazionale per la ricerca 2021-2027. Approvato lo scorso gennaio dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, il Programma nazionale per la ricerca 2021-2027 prevede aree d’intervento dedicate al patrimonio culturale, alle discipline storico, letterarie e artistiche, all’antichistica, alla creatività, al design e al Made in Italy che gli esperti del settore della ricerca hanno elaborato guardando all’Europa e tenendo in considerazione le specificità e le necessità del nostro sistema-Paese e degli operatori di settore.

Vania Virgili, dirigente tecnologo all’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio nazionale delle ricerche. Laurea in Scienze applicate ai beni culturali e PhD in Scienze chimiche, è esperta nella gestione di progetti di ricerca per il patrimonio culturale, le scienze umane e sociali e il loro impatto sociale. Dal 2019 al 2021, esperta distaccata nella segreteria tecnica del Ministero dell’università e della ricerca, dal 2014 al 2018, consigliere per i fondi europei al Ministero della cultura. 

ABSTRACT

The first calls for proposals of Horizon Europe, the ninth European framework programme for research and innovation, are expected in the second half of June 2021. Heritage, culture and creativity are assigned, for the first time, their own work-plan in Cluster 2: Culture, Creativity and Inclusive Society, one of six Global Challenges and EU Industrial Competitiveness of Horizon Europe. Cluster 2 is one of Italy’s successes at the European level. It was Italy who, over the years, became a spokesman for the importance of the sector in Europe and was able to assert in the negotiating tables the urgency of a strong synergy between research policies and culture policies. The leadership that Italy has won needs to be defended in the new 2021-2027 programming of Horizon Europe in which, out of a total budget for the seven years of 95,5 billion euros, approximately 2,3 billion euros will be allocated for Cluster 2, one billion more than in the previous Horizon 2020 programme.

 

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