“Ventotene e Santo Stefano costituiscono due capisaldi della nostra storia comune, punto di riferimento imprescindibile”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un videomessaggio inviato in occasione dell’evento “Dalla memoria il futuro d’Europa: il ruolo della ricerca storica” in corso a Ventotene. 

A seguito di un periodo di abbandono e di degrado, il governo italiano insieme alle istituzioni regionali e locali, ha ricordato Sassoli, “ha deciso di recuperare il complesso architettonico dell’ex carcere di Santo Stefano e di farlo diventare un centro di alta formazione, un polo espositivo e al tempo stesso un luogo di incontro e di scambio per i giovani europei. Il processo di recupero e di digitalizzazione degli archivi dell’ex carcere, a cui Silvia Costa ha dato l’avvio nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni del Manifesto di Ventotene, assume un significato particolare: permette attraverso la riscoperta di documenti e testimonianze di rafforzare la nostra identità comune. Di questo abbiamo bisogno oggi, in questa fase storica. Questa iniziativa deve essere fortemente sostenuta”. 

Oggi “l’Europa ha di fronte sfide impegnative: serve creare un legame forte, robusto, con le future generazioni. Attraverso questi archivi i giovani potranno riscoprire le proprie radici, aprirsi alla complessità del mondo e rafforzare i valori europei basati su diritti, giustizia, equità. Per impedire negazionismi, amnesie è necessario impegnarsi per una lucida e vigile coscienza storica. Recuperare oggi l’ex carcere di Santo Stefano e valorizzarne la memoria attraverso il recupero degli archivi vuol dire affermare la nostra identità comune”. 

 

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