Francesco Vezzoli, Achille!, 2021, foto © Alessandra Chemollo, Fondazione Brescia Musei

Si terrà da venerdì 11 giugno sino a domenica 9 gennaio 2022 il progetto espositivo “Palcoscenici Archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli”, iniziativa site-specific che si inserisce nel filone progettuale di mostre ideate dalla Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, per coniugare il proprio, grande patrimonio storico e archeologico con le più interessanti voci dell’arte contemporanea.

“Per noi è fondamentale che il progetto di rivitalizzazione del nostro patrimonio archeologico abbia anche la voce dell’arte contemporanea”, ha sottolineato Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei. Questa iniziativa “si inserisce come una tappa molto importante del progetto di valorizzazione del ritorno a Brescia della Vittoria Alata. Una tappa importantissima perché riteniamo - pur non avendo Brescia Musei una collezione d’arte contemporanea consolidata ma avendo invece in gestione un patrimonio enciclopedico che copre 2000 anni di storia - che anche per noi sia ineludibile il confronto con l’arte contemporanea. Nella convinzione che da questo confronto possano scaturire degli spunto di dialogo e arricchimento reciproci molto importanti”.

“Palcoscenici Archeologi coincide con la ripresa della vita culturale della nostra città; quella vita culturale sulla quale scommettiamo pieni di entusiasmo e di speranza. La cultura, come ricordato dal presidente Mattarella, come motore di rinascita”, ha evidenziato Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura di Brescia. “Non esiste migliore medicina per la nostra vita ferita se non la bellezza”.

Palcoscenici Archeologici vede Francesco Vezzoli (Brescia, 1971) tra gli autori italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, protagonista nella duplice veste di artista e curatore di un percorso di collocazione di otto sue opere installate nei suggestivi spazi archeologici di Fondazione Brescia Musei. L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione alla città di Brescia della Vittoria Alata, il bronzo romano che, dopo il restauro effettuato presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allestito nuovamente nella sua antica collocazione nel Capitolium del Parco Archeologico di Brescia Romana, dispiega ora le proprie ali sino a toccare la contemporaneità. Il progetto ha partecipato e vinto il bando dell’Italian Council (7. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, grazie al quale l’opera Nike Metafisica (2019) di Francesco Vezzoli entrerà a far parte delle collezioni del Comune di Brescia gestite da Fondazione Brescia Musei. Palcoscenici Archeologici è stato premiato per la grande qualità ideativa e per la capacità di far risuonare l’arte contemporanea con l’archeologia e l’arte antica, in maniera coerente e armoniosa.

Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, ha detto: "Sono felice che con il progetto Palcoscenici archeologici la città di Brescia, il Comune e la Fondazione possano instaurare un dialogo con due importanti istituzioni - Fondazione MAXXI di Roma e King's College di Londra - intorno alle tematiche del dialogo tra arte classica e contemporanea. Si tratta di un'occasione in cui sviluppare delle riflessioni grazie all'impiego di linguaggi, talvolta anche dissonanti, che mescolano i registri alti e quelli bassi, la cultura mediatica e la solennità antica. Sono felice che questo tipo di dibattito possa avere luce nella nostra Brescia, ispirata dal grande programma creato intorno alla Vittoria Alata. La città potrà da qui partire per porre un dialogo internazionale su temi rilevanti del contemporaneo".

Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei sottolinea come "Con la mostra Palcoscenici archeologici di Francesco Vezzoli compiamo, come Fondazione Brescia Musei, un ulteriore passo in avanti nella direzione della reinterpretazione del nostro Patrimonio, per poterlo valorizzare. Dopo le "escursioni" nella fotografia contemporanea di Alfred Seiland, nel design di Paolo Tassinari, nell'arte contemporanea "classica" di Emilio Isgrò, poniamo un nuovo tassello con le otto scenografiche contestualizzazioni di Francesco Vezzoli, nelle quali la creazione artistica contemporanea si pone in contrappunto ai nostri spazi monumentali. Francesco Vezzoli rende vivo e vitale il rapporto tra gli artisti contemporanei e il retaggio antico, e lo fa nella nostra piazza del Foro rievocando l'invenzione della piazza Novecentesca di Giorgio De Chirico. Un modo per ricordare che l'archeologia è il vivo esempio su cui improntare l'interpretazione del nostro habitat urbano. Il progetto Palcoscenici archeologici ci permette di percorrere un ulteriore metro nella direzione dell'ibridazione dello spazio museale, con lo spazio civico dell'abitare quotidiano. Questa e le altre collocazioni rendono la nostra archeologia elemento vivo e creativo per il contemporaneo".

Gli interventi curatoriali di Francesco Vezzoli si snodano attraverso Brixia. Parco archeologico di Brescia Romana, dove si trova la Vittoria Alata, e proseguono nel Santuario Repubblicano, nella terrazza del Capitolium, nella prima e seconda cella, ma anche nel Teatro Romano, per poi passare nel complesso museale di Santa Giulia, più precisamente nella cappella di Sant’Obizio della Basilica di San Salvatore, nelle Domus dell’Ortaglia e lungo la sezione romana del museo. In ognuna di queste tappe, l’allestimento – curato da Filippo Bisagni – prevede la presenza di una scultura recente di Vezzoli che entrerà così in dialogo con le principali vestigia romane e longobarde della città. Un percorso espositivo che porterà fisicamente il visitatore ad attraversare in ordine cronologico quasi mille anni di storia dell'arte e dell’architettura.

Palcoscenici Archeologici prevede una serie di appuntamenti legati a importanti istituzioni partner: il primo vedrà la Fondazione MAXXI di Roma ospitare un talk sul tema dell’archeologia in dialogo con l’arte contemporanea.

 

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