La commissione Cultura del Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione sui cammini per la promozione di cammini interregionali quali itinerari culturali, al termine dell'esame di un affare assegnato iniziato lo scorso marzo. Il documento prodotto dalla 7a di Palazzo Madama sottolinea “l'opportunità di definire una normativa statale di principio che offra uno strumento di salvaguardia sistemica dei cammini stessi in quanto beni culturali complessi, considerati quindi nella loro unitarietà e per il loro significato di arricchimento della comunità e di conservazione del suo patrimonio identitario, oltre che come opportunità di sviluppo economico dei territori”. Tale normativa deve delineare “una disciplina di principio omogenea e valida in tutto il territorio nazionale in materia di tutela, valorizzazione e promozione unitaria per i cammini e per gli itinerari culturali tutti, destinata quindi a creare un quadro comune di riferimento per le normative regionali”. 

La risoluzione impegna il governo a “istituire un tavolo permanente cui siano chiamati a partecipare rappresentanti delle amministrazioni centrali competenti, delle Regioni e delle Province autonome, degli enti locali, di operatori del settore culturale e di quello turistico, di associazioni, di enti del Terzo settore e di altri organismi attivi nel settore, di istituzioni religiose, nonché esperti, al fine di favorire il confronto e il monitoraggio di problematiche, esigenze e profili di evoluzione dei cammini”. 

Si impegna inoltre il governo a “rafforzare le forme di coordinamento tra i diversi livelli di governo competenti in materia, assicurando una efficiente forma di governance, mediante la costituzione di una cabina di regia, con il compito di individuare, tenendo conto dei lavori del tavolo permanente e dei dati raccolti dall’Osservatorio nazionale, le best practices e le linee guida per i vari aspetti riguardanti i cammini stessi, di coordinare i gestori dei cammini, di definire disciplinari di qualità dei servizi, con particolare riferimento alla sicurezza, alla segnaletica e alla manutenzione dei percorsi”. 

Va inoltre garantita “l'attivazione di uno specifico settore di analisi dell'Osservatorio nazionale del turismo istituito presso l'Agenzia nazionale del turismo (Enit) dedicato ai cammini, al fine di raccogliere e analizzare, per quanto di competenza, i dati concernenti i cammini, con particolare riferimenti ai flussi delle presenze e alla rilevazione delle criticità, e favorire la creazione di una rete di Osservatori regionali dei cammini, anche al fine di consentire l'implementazione dei dati e delle informazioni in materia afferenti all'Osservatorio nazionale del turismo, favorendo la costituzione di un'apposita banca dati, nonché l'interoperabilità tra Osservatori”. 

Va inoltre realizzata e implementata “con continuità la mappatura, da realizzare anche in forma digitale, e la digitalizzazione dei cammini, usufruendo delle opportunità offerte dal PNRR e dalle iniziative connesse al Giubileo del 2025, valutando la possibilità di ricorrere alla misura Hub Digitale 4.1 e Caput Mundi 4.3, ove è prevista l'implementazione di una piattaforma digitale, o creando una piattaforma digitale, con collegamento ai siti regionali o dei singoli cammini con i quali sia garantita l’interoperabilità, operante anche come portale unico che fornisca elementi di conoscenza e approfondimento, anche mediante la fruizione di contenuti multimediali, degli aspetti storici, artistici, naturalistici, religiosi, e così via, che connotano i cammini come itinerari culturali, e che indirizzi a servizi strumentali alla fruizione”. 

La risoluzione impegna ancora il governo a “promuovere e sostenere studi, approfondimenti, ricerche e iniziative connesse ai cammini e al loro patrimonio materiale e immateriale, anche in collaborazione con Università, istituzioni culturali, associazioni, valorizzando biblioteche e musei locali, prevedendo iniziative che favoriscano il dialogo interculturale e interreligioso, anche mediante appositi finanziamenti e forme di sostegno”. Così come vanno promosse “mirate iniziative di formazione destinate a operatori dell'accoglienza e a guide, anche connesse all'attività di studio e ricerca di cui alla precedente lettera, al fine di diffondere la conoscenza dei luoghi, della loro storia, del loro patrimonio culturale e naturalistico, e delle tradizioni, nonché iniziative presso le istituzioni scolastiche volte a sensibilizzare docenti e studenti in materia e a consentire l’eventuale coinvolgimento, in raccordo con gli enti locali o con enti e associazioni, in percorsi di studio e attività di accoglienza dei visitatori”.

Necessarie anche “con il coinvolgimento dei competenti enti territoriali, misure di semplificazione amministrativa per la realizzazione e la valorizzazione dei cammini, nonché di semplificazione delle procedure di finanziamento”. E, “con il coinvolgimento dei competenti enti territoriali, processi di riqualificazione culturale delle comunità locali, incrementando le risorse destinate al finanziamento di attività culturali, con l’obiettivo di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani, attraverso la valorizzazione delle risorse culturali, ambientali e turistiche e di favorirne anche lo sviluppo socio-economico, in collaborazione con le scuole, con le istituzioni culturali e con le associazioni attive sul territorio, promuovendo in particolare interventi di valorizzazione dei borghi attraversati o limitrofi ai cammini, in coerenza con gli obiettivi del PNRR, con particolare riferimento ai borghi minori e alle aree interne”.

C’è poi l’invito al governo a “promuovere campagne di sensibilizzazione e valorizzazione dei cammini come importante strumento di promozione di corretti stili di vita e per il positivo impatto del movimento sul benessere psicofisico e sulla salute, con effetti positivi sul rafforzamento del sistema immunitario e sulla prevenzione primaria delle maggiori patologie, in particolare quelle cardiovascolari e oncologiche”. Così come serve “valorizzare le capacità inclusive di cammini specificamente pensati e ideati anche per persone con disabilità o con mobilità ridotta anche con appositi finanziamenti”. 

L’ultimo impegno per il governo, contenuto nella risoluzione approvata dalla commissione Cultura del Senato, riguarda la promozione, in coordinamento con Regioni ed enti locali, della “pianificazione territoriale soprattutto in termini di realizzazione di aree di rispetto lungo i cammini, e una pianificazione delle infrastrutture - prevedendo anche piani di infrastrutturazione leggera a basso impatto e alta resa - funzionali ai cammini, soprattutto in termini di connettività digitale, di sostenibilità ambientale, di collegamento tra diversi cammini o con itinerari limitrofi con mezzi di trasporto pubblico favorendo l’intermodalità e valorizzando anche le ferrovie storiche-turistiche di cui all'articolo 2 della legge 9 agosto 2017, n. 128 - come previsto dal PNRR - e sostenendo il recupero e il riutilizzo di stazioni ferroviarie dismesse e di edifici rurali”.

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