Francesco Vezzoli, God is a Woman (after Constantin Brâncuşi), 2019, foto © Alessandra Chemollo, Fondazione Brescia Musei

Fondazione Brescia Musei presenta da venerdì 11 giugno 2021 sino a domenica 9 gennaio 2022 Palcoscenici Archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli, inedito progetto espositivo site-specific che si inserisce nel filone progettuale di mostre ideate dalla Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, per coniugare il proprio, grande patrimonio storico e archeologico con le più interessanti voci dell’arte contemporanea.

Palcoscenici Archeologici vede Francesco Vezzoli (Brescia, 1971) tra gli autori italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, protagonista nella duplice veste di artista e curatore di un percorso di collocazione di otto sue opere all’interno dei suggestivi spazi archeologici di Fondazione Brescia Musei.

L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione alla città di Brescia della Vittoria Alata, il bronzo romano che, dopo il restauro effettuato presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allestito nuovamente nella sua antica collocazione nel Capitolium del Parco Archeologico di Brescia Romana, dispiega ora le proprie ali sino a toccare la contemporaneità.

Il progetto ha partecipato e vinto il bando dell’Italian Council (7. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, grazie al quale l’opera Nike Metafisica (2019) di Francesco Vezzoli entrerà a far parte delle collezioni del Comune di Brescia gestite da Fondazione Brescia Musei. Palcoscenici Archeologici è stato premiato per la grande qualità ideativa e per la capacità di far risuonare l’arte contemporanea con l’archeologia e l’arte antica, in maniera coerente e armoniosa.

Gli interventi curatoriali di Francesco Vezzoli si snodano attraverso Brixia. Parco archeologico di Brescia Romana, dove si trova la Vittoria Alata, e del Complesso museale di Santa Giulia. Il percorso parte dalla terrazza e dalle prime due celle del Capitolium, proseguendo nel Santuario Repubblicano, fino a giungere nel Teatro Romano, per poi passare alla cappella di Sant’Obizio della Basilica di San Salvatore, nelle Domus dell’Ortaglia e lungo la sezione romana del museo, interessando gli spazi più significativi del sito UNESCO di Brescia, iscritto nella World Heritage List dal 2011 nel sito seriale “I Longobardi in Italia i Luoghi del potere (568-774 d. C.)”.

L’allestimento, ideato e curato da Filippo Bisagni, colloca le otto sculture su alcuni plinti specificatamente concepiti e realizzati per l’occasione con lo scopo di valorizzare le opere di Vezzoli e, allo stesso tempo, metterle in dialogo con le vestigia romane e longobarde. La scelta delle forme e delle cromie di tali plinti nasce da un approfondito lavoro in situ di osservazione e analisi del contesto archeologico e museografico.

Il percorso espositivo porterà fisicamente il visitatore ad attraversare in ordine cronologico quasi mille anni di storia dell'arte e dell’architettura. Nel percorso si troveranno la Nike Metafisica e altre sette opere dell’artista, tra cui due assolutamente inedite: Achille! un busto settecentesco dell’eroe greco celebrato da Omero, qui rielaborato da Vezzoli in chiave contemporanea, e La Colonne Avec Fin, una statua in bronzo con un’originale testa romana antica. Protagonista incontrastata rimane la Vittoria Alata, vera e propria musa ispiratrice del presente, del cui messaggio l'artista Vezzoli si fa tramite nei confronti del pubblico.
 
Artista eclettico, capace di mettere in dialogo l’immaginario di oggi con raffinati rimandi storico artistici, Vezzoli da sempre rivolge la sua poetica all’arte antica, connettendola al passato e alle sue icone. La sua pratica si districa tra diversi linguaggi, espressioni di un tempo trascorso più o meno remoto della storia dell’umanità, e lo fa in un gioco di riferimenti e mescolanze tra alto e basso, tra cultura classica, solenne, eterna, e cultura pop, mediale, fugace meteora. L’artista esporrà per la prima volta le sue sculture – realmente antiche e poi rimodellate, o direttamente ispirate all’antichità – all’interno di uno spazio non contemporaneo ma anch’esso storico, ricongiungendo in qualche modo le opere al loro contesto archeologico originario. Un’operazione di questo tipo, unica e ambiziosa, la si può mettere in pratica solo in una città come Brescia, polo archeologico romano del Nord d’Italia.

Palcoscenici Archeologici prevede una serie di appuntamenti legati a importanti istituzioni partner: martedì 22 giugno la Fondazione MAXXI di Roma ospiterà un talk sul tema dell’archeologia in dialogo con l’arte contemporanea, coerente con il percorso internazionale del progetto di Fondazione MAXXI Classic Reloaded; nell’autunno 2021 il King’s College di Londra ospiterà un incontro sulle tematiche del dialogo tra arte classica e contemporanea. Infine, il catalogo edito da Skira verrà presentato a settembre 2021 presso le sedi di Fondazione Brescia Musei.

Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, ha detto: Sono felice che con il progetto Palcoscenici archeologici la città di Brescia, il Comune e la Fondazione possano instaurare un dialogo con due importanti istituzioni - Fondazione MAXXI di Roma e King's College di Londra - intorno alle tematiche del dialogo tra arte classica e contemporanea. Si tratta di un'occasione in cui sviluppare delle riflessioni grazie all'impiego di linguaggi, talvolta anche dissonanti, che mescolano i registri alti e quelli bassi, la cultura mediatica e la solennità antica. Sono felice che questo tipo di dibattito possa avere luce nella nostra Brescia, ispirata dal grande programma creato intorno alla Vittoria Alata. La città potrà da qui partire per porre un dialogo internazionale su temi rilevanti del contemporaneo.
 
Il riconoscimento della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, con l'aggiudicazione del 7° bando Italian Council 2019, - commenta Laura Castelletti, Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Brescia – rinforza gli intendimenti del Comune di Brescia e di Fondazione Brescia Musei di procedere in modo armonioso nel recupero e nella riqualificazione dell'arte antica da un lato, e dall'altro in un percorso di accostamento a riflessioni e linguaggi della contemporaneità. Nelle interpretazioni metafisiche di Francesco Vezzoli, come nelle sue dissacranti reinterpretazioni dell'antico in chiave pop, vi è la ragione profonda di un progetto espositivo che si pone in continuità con i precedenti interventi di grandi artisti contemporanei come Emilio Isgrò e Mimmo Paladino e che, ancora una volta, sovverte schemi mentali e spaziali. Come solo l'arte sa fare.

Lungi dall’essere una moda del momento, come qualcuno afferma, io credo che il dialogo diretto ed esplicito tra arte antica e contemporanea abbia un grandissimo potenziale di reciproco arricchimento interpretativo, - Francesca Bazoli, Presidente di Fondazione Brescia Musei così si è espressa – gettando luce da un lato sulla perdurante capacità del classico di permeare la contemporaneità e dall’altro sulle ineludibili fonti d’ispirazione e confronto dell’arte dei nostri giorni. Sono quindi davvero felice che il ritorno nella nostra città della Vittoria Alata sia onorato anche dalla mostra che oggi presentiamo di Francesco Vezzoli, uno degli artisti italiani più noti al mondo, che ha accettato il nostro invito ad esporre, per la prima volta, le sue opere nella sua città di origine. Così come sono anche felice che proprio Brescia possa offrire a Francesco l’occasione di collocare per la prima volta le sue opere in uno spazio archeologico, dando profondità ed evidenza quasi plastica al dialogo che da lungo tempo l’artista coltiva. Infine, la premiazione dell’Italian Council ha permesso alla Fondazione di acquisire l’opera Nike Metafisica che entrerà a far parte delle nostre collezioni permanenti.

Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei sottolinea come Con la mostra Palcoscenici archeologici di Francesco Vezzoli compiamo, come Fondazione Brescia Musei, un ulteriore passo in avanti nella direzione della reinterpretazione del nostro Patrimonio, per poterlo valorizzare. Dopo le "escursioni" nella fotografia contemporanea di Alfred Seiland, nel design di Paolo Tassinari, nell'arte contemporanea "classica" di Emilio Isgrò, poniamo un nuovo tassello con le otto scenografiche contestualizzazioni di Francesco Vezzoli, nelle quali la creazione artistica contemporanea si pone in contrappunto ai nostri spazi monumentali. Francesco Vezzoli rende vivo e vitale il rapporto tra gli artisti contemporanei e il retaggio antico, e lo fa nella nostra piazza del Foro rievocando l'invenzione della piazza Novecentesca di Giorgio De Chirico. Un modo per ricordare che l'archeologia è il vivo esempio su cui improntare l'interpretazione del nostro habitat urbano. Il progetto Palcoscenici archeologici ci permette di percorrere un ulteriore metro nella direzione dell'ibridazione dello spazio museale, con lo spazio civico dell'abitare quotidiano. Questa e le altre collocazioni rendono la nostra archeologia elemento vivo e creativo per il contemporaneo.

Con questo progetto Fondazione Brescia Musei si conferma un polo culturale dinamico, progettuale e visionario, capace di realizzare inediti dialoghi con l’arte del nostro tempo. Palcoscenici Archeologici si inserisce lungo questa linea di interventi in cui l’arte contemporanea è indagata in relazione al suo tempo presente e alla sua capacità di costruire nuovi interrogativi. Il progetto è infatti parte integrante del programma di valorizzazione dell’arte contemporanea sostenuto anche grazie all’eredità Romeda-Courtright. Nel 2019, con la mostra Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche l’artista curda Zehra Doğan ha condotto una vibrante riflessione attuale che ha evidenziato la relazione tra opere contemporanee e diritti umani.

 

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