Realizzare presso l’isola di Santo Stefano un Centro internazionale di ricerca sulla pena, che potrebbe vedere la luce già in autunno, coinvolgendo il più possibile i giovani e prevedendo anche residenze per studenti stranieri. Questo il progetto annunciato da Marco Ruotolo, ordinario di Diritto costituzionale a RomaTre, nel corso del convegno “Dalla memoria il futuro d’Europa: il ruolo della ricerca storica”, organizzato nelle scorse settimane a Ventotene dalla Commissaria del Governo per il recupero dell'ex carcere borbonico, Silvia Costa. Scopo del Centro sarà quello di promuovere la ricerca e la formazione, in una dimensione internazionale, sui temi connessi all’esecuzione penale, privilegiando gli aspetti costituzionalistici e contribuendo alla valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, che hanno segnato la storia della penalità. Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi delle concrete modalità di gestione dell’esecuzione penale e alle pratiche inclusive nella prospettiva del reinserimento sociale, anche con studi sulle loro conseguenze rispetto alla riduzione del rischio di ricaduta nel reato del singolo condannato. “Il progetto riguarda la costituzione di un Centro internazionale di ricerca sulla pena, che avrà una sede a RomaTre e una a Ventotene/S.Stefano”, spiega Ruotolo ad AgCult. “Il Centro nasce dall’esperienza pluriennale del master di RomaTre in Diritto penitenziario e Costituzione, un master che ha una connotazione prevalentemente giuridica ma che è aperto alla multidisciplinarietà”, spiega.

LA FIGURA DI PERUCATTI

“Con la Commissaria Silvia Costa – spiega Ruotolo - c’è stato un incontro quasi naturale, abbiamo cominciato a lavorare e a ragionare insieme sulla figura dell’ex direttore del carcere Eugenio Perucatti e non è un caso che l’ultima pubblicazione della collana nata dal master sia la riedizione del volume del 1955 di Perucatti ‘Perché la pena dell’ergastolo deve essere attenuata’. Un volume di estrema attualità per quanto riguarda il tema dell’ergastolo ma attualissimo anche dal punto di vista della ricostruzione del modo di gestire l’esecuzione penale. Perucatti in questo fu un precursore perché, di fatto, a S.Stefano decise di applicare la Costituzione disapplicando il regolamento allora vigente, nato in epoca fascista”. Perucatti, spiega Ruotolo, “riuscì ad adattare la struttura alle esigenze della finalità rieducativa della pena, aprendo le celle, creando la foresteria, creando occasioni di lavoro e consentendo lo svolgimento di attività sportive”.

“Noi – prosegue il professore dell'Università di RomaTre - vogliamo collocare l’opera di Perucatti in una dimensione internazionale ed europea – e anche su questo c’è una grandissima intesa con la Commissaria – per poter aprire il nostro Centro all’apporto di studiosi europei, creando un Comitato scientifico che sia in grado di aiutarci in questa operazione culturale. Credo che la sinergia tra l’Università e la realtà di Ventotene/S.Stefano sia molto positiva, anche grazie al contributo decisivo del Comune con il quale abbiamo sottoscritto un accordo quadro che riguarda i temi della memoria, della storia, dell’architettura ma nel quale si inserisce anche il Centro di ricerca internazionale sulla pena che contiamo di far partire già nel prossimo autunno”.

LE ATTIVITA’ DEL CENTRO

Il Centro viene costituito, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, in attuazione del Progetto di sviluppo per il Dipartimento universitario di Eccellenza e dell’Accordo quadro tra Comune di Ventotene, Università degli Studi Roma Tre e Commissario Straordinario del Governo per il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’Isola di Santo Stefano-Ventotene, nonché in stretta connessione con l’esperienza di formazione e di ricerca maturata nell’ambito del Master di II livello in “Diritto penitenziario e Costituzione”, attivato dall’anno accademico 2013/2014. La sede di rappresentanza sarà presso Ventotene-Santo Stefano, dove si terrà, a cadenza almeno biennale, il Convegno del Centro.

Il Centro nasce all’esito di un’esperienza pluriennale maturata presso l’Università Roma Tre sui temi dell’esecuzione della pena, proposta attraverso diverse iniziative, coordinate da Ruotolo, che formano, propriamente, una filiera di azioni formative, informative, culturali tra loro interconnesse e pensate unitariamente in modo strategico. La formazione dei propri studenti, l’informazione legale per i detenuti, la valorizzazione dei progetti di teatro carcerario, la promozione dell’attività sportiva che vede insieme studenti e detenuti, l’istruzione universitaria in carcere sono tasselli di un unico mosaico che si propone la piena attuazione del dettato costituzionale, che considera la pena nella prospettiva del reinserimento nella società.

Il Centro promuove e realizza ricerche sui temi dell’esecuzione penale sia in prospettiva storica sia con riguardo a problematiche attuali di stringente attualità non soltanto per il sistema italiano. Il Centro intende, anzitutto, offrire il suo contributo per la valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, nella convinzione che "la conoscenza storica sia di estrema importanza per indagare il presente e per guardare al futuro". Un ambito di sicuro interesse sarà quello dello studio dell’esperienza dell’Ergastolo di Santo Stefano, non solo quale luogo della memoria del dolore ma anche come sede di un tentativo di modernizzazione della gestione dell’esecuzione penale, senz’altro portato avanti nel periodo 1952-1960 dal direttore Eugenio Perucatti. Un luogo di alti pensieri, come lo definiva lo stesso Perucatti, che diverrà sede di una riflessione interdisciplinare e internazionale sulle problematiche attuali della pena, sul suo stesso senso, nella prospettiva della auspicabile ricostruzione del legame sociale, la cui lacerazione è conseguenza della commissione del fatto di reato.

“Prevediamo - anticipa Ruotolo - che il convegno del Centro si tenga prima a Ventotene e poi quando sarà possibile a S. Stefano; l’idea è poi quella di coinvolgere il più possibile i giovani – da qui il collegamento con il master – prevedendo residenze con studenti stranieri, in particolare abbiamo ottimi rapporti di ricerca già avviati con Barcellona”.

Prima tappa sarà sabato 26 giugno quando il libro di Perucatti sarà presentato a Ventotene alla presenza della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e della Commissaria del Governo, Silvia Costa.

 

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