Gli organi tecnici di Unesco hanno reso nota la propria proposta di decisione per il Comitato del Patrimonio Mondiale relativa a Venezia e la sua laguna, sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 1987. La proposta è di iscrivere Venezia e la sua laguna nella Lista del Patrimonio in pericolo. "Purtroppo la decisione dell'Unesco era nell'aria da tempo", ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. "Sarebbe una cosa molto grave per il nostro Paese e credo che non ci sia più tempo per esitare. Abbiamo già fatto un passo importante con l'ultimo decreto legge sulla destinazione definitiva dell'approdo delle grandi navi fuori laguna. Adesso credo che vada fatto qualcosa in più, come impedire subito il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca. È la prima risposta che dobbiamo dare all'Unesco". 

Degli oltre 1.100 siti Patrimonio Mondiale Unesco, una cinquantina sono definiti a rischio. La conseguenza dell’iscrizione è l’avvio di un negoziato con lo Stato Parte volto a verificare la rimozione delle condizioni di pericolo per la sostenibilità del sito e per il mantenimento delle valenze culturali che ne hanno determinato l’iscrizione stessa nella Lista del Patrimonio Mondiale. La proposta di decisione verrà presa in esame dalla 44ma sessione annuale del Comitato del Patrimonio Mondiale prevista per il 16-31 luglio 2021. Il Comitato è un organo elettivo dell’Assemblea Generale Unesco, di cui fan parte 21 Stati membri, e si pronuncia a maggioranza semplice. L’Italia non è parte del Comitato da circa 20 anni. La proposta fa seguito a un pluriennale dialogo tra Unesco, gli Organismi tecnici internazionali collegati quali l’Icomos ed autorità italiane, in merito allo stato di conservazione di Venezia e la sua laguna. L’ultima missione di monitoraggio congiunta UNESCO/ICOMOS/RAMSAR si è svolta nel gennaio 2020. Da tempo l’Unesco attira l’attenzione sui rischi causati per Venezia dai trasporti, in particolare dalle c.d. grandi navi, dai flussi turistici, dalle opere infrastrutturali ed industriali. 

Unesco ha seguito con attenzione l’evoluzione della disciplina italiana relativa alle grandi navi, in particolare oltre le 40.000 tonnellate. L’agenzia delle Nazioni Unite nota oggi che la proibizione “teorica” per l’ingresso di queste navi nella laguna non ha effetti pratici, poiché non vi sarebbe ancora un’alternativa alla laguna per l’ormeggio. Si continuano ad esplorare soluzioni temporanee per il transito tra bacino di San Marco e canale della Giudecca; ma secondo Unesco occorre “urgentemente” una “soluzione di lungo periodo”, che dia massima priorità all’ipotesi di “impedire totalmente” l’accesso in Laguna, preferibilmente “reindirizzandole verso porti piu’adatti nell’area”. Unesco esprime particolare preoccupazione per l’impatto cumulativo sulla città lagunare dei grandi flussi turistici, del calo della popolazione, delle “lacune” nella gestione. L’effetto combinato danneggia, secondo Unesco, “le caratteristiche salienti” di Venezia. I continui effetti “degradanti” dell’intervento umano sul vulnerabile ecosistema lagunare, combinati con il cambiamento climatico, minacciano di determinare danni irreversibili. Se approvata dal Comitato Mondiale del Patrimonio a luglio, la proposta richiederà all’Italia di sviluppare un piano d’intervento e misure correttive volte alla rimozione di Venezia dalla lista dei siti “in pericolo” e di presentare entro febbraio 2022 un suo rapporto di attuazione.

 

Articoli correlati