“Il decreto Semplificazioni? Sembra un via libera totale per la realizzazione delle opere, senza alcun controllo preventivo”. E la Soprintendenza speciale per l'attuazione del Pnrr “è un accentramento in capo al Ministero che esautora le Soprintendenze territorialmente competenti”. Così Vilma Moronese (Misto), presidente della commissione Ambiente del Senato, intervistata da AgCult sul tema della rigenerazione urbana e delle misure contenute nel provvedimento attualmente al vaglio della Camera. 

“Il decreto più che un ‘semplificazioni’ è una sorta di Legge Obiettivo super potenziata, studiata per piegare e comprimere i diritti e l'autonomia dei territori che vedranno calarsi dall'alto qualsiasi tipo di opera e impianto”, commenta Moronese che si dice “preoccupata” anche dalla soluzione della Soprintendenza speciale, perché se per “il Ministero della Cultura rappresenta un rafforzamento della PA”, taglierebbe fuori, invece, le soprintendenze “che sono quelle deputate al controllo del territorio e al rispetto dei vincoli”. 

Ma anche altri due punti contenuti nel Dl Semplificazioni suscitano perplessità alla presidente della commissione Ambiente di Palazzo Madama. Il primo concerne la riduzione dei tempi del processo di valutazione dei progetti per i quali scatta il silenzio-assenso. “Sulla riduzione dei tempi di valutazione d'impatto dei progetti e valutazione strategica – afferma Moronese - non concordo molto sulla scelta di dimezzare sempre i tempi per l'autorità procedente e di lasciare inalterati i tempi per il proponente, così si ottiene l'indebolimento del soggetto che deve operare la valutazione”. E poi c’è la possibilità di sospensione dell’archeologia preventiva nei cantieri legati alle rinnovabili. “Rappresenta un grave pregiudizio nei confronti di quegli Enti che sono chiamati per istituto a tutelare i beni culturali”, taglia corto la senatrice. 

Nel frattempo, in Senato la 13a commissione sta portando avanti i lavori sul ddl Rigenerazione Urbana. “Abbiamo concluso la fase dell'illustrazione degli emendamenti – spiega la presidente Moronese -, ora i relatori stanno lavorando con il ministro Giovannini e con la maggioranza per sciogliere sicuramente alcuni punti cruciali che trovano diversità di vedute che inevitabilmente ci sono all'interno di questa compagine di governo variegata. Solo se riusciranno a trovare un punto di equilibrio si potrà proseguire con i lavori”. 

In particolare l’articolo 13 del ddl tocca i beni culturali e i centri storici. Prevede, infatti, che il piano di rigenerazione urbana del centro storico venga approvato dal Comune con l'intesa delle competenti soprintendenze: questo darebbe modo di superare quella che è l'autorizzazione paesaggistica ma non i pareri ministeriali nei casi previsti per legge per le aree soggette a vincolo ai sensi del decreto legislativo 42/2004. L’articolo resterà così formulato o potrebbe essere modificato nel corso dell’esame in commissione? “Il testo unificato in esame in commissione è la sintesi dei vari disegni di legge depositati dai vari gruppi – risponde Moronese -. Inevitabilmente, quindi, questo testo potrebbe subire modifiche attraverso gli emendamenti e in base al lavoro dei relatori nel trovare un punto di caduta fra le varie posizioni”.

Ddl Rigenerazione Urbana e Dl Semplificazioni sono testi destinati a mescolarsi o resteranno comunque separati? “Non credo che i due provvedimenti interferiscano troppo l'uno sull'altro – sostiene Moronese -. Il pericolo era sulla revisione del famoso art. 10 del precedente decreto Semplificazioni che modificava un comma del Testo Unico sull'edilizia che disciplina le demolizioni e ricostruzioni in fatto di distanze e aumenti volumetrici, ma che fortunatamente poi non è stato inserito nel testo del decreto legge 77, il Semplificazioni, cioè, attualmente all’esame della Camera”.

 

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