Il 2020 è stato un banco di prova per l’Art bonus che ha confermato la bontà della norma. Sono state realizzate 700 raccolte con oltre 90 mln di erogazioni ricevute. Lo ha detto il direttore di Ales, Carolina Botti, che per conto della società in house del Ministero della Cultura si occupa proprio della gestione e promozione dell’Art Bonus. Botti - intervenuta alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio CULTURA+IMPRESA 2020-2021, il più importante riconoscimento che valorizza la cooperazione tra il “Sistema Cultura” e la Comunicazione d’Impresa - ha spiegato che nel 2020 “sono state mantenute le erogazioni e le movimentazioni che ci sono dietro alla norma. Sono infatti gli enti che devono promuovere le raccolte fondi ad avere le leve in mano per raggiungere buoni risultati. Abbiamo avuto oltre 700 raccolte nell’anno e i mecenati (privati cittadini, fondazioni bancarie, imprese) hanno contribuito agli oltre 90 milioni di fondi raccolti”. 

“Si è confermato così il ruolo di sostegno dei privati alla cultura che hanno ascoltato l’appello di molte istituzioni culturali. Molti interventi sono stati infatti di sostegno alle istituzioni, spesso dello spettacolo, ad esempio attraverso la trasformazione di voucher in atti di mecenatismo. Si sta entrando sempre di più in un utilizzo consapevole dell’Art bonus in cui si alimentano questi rapporti di medio-lungo termine tra gli enti che producono cultura e i privati che sostengono e che danno sempre più fiducia a chi dimostra di saper realizzare quanto prospettato”. Alla fine - ha aggiunto Botti - non essendoci controprestazioni, “l’Art bonus si basa su un rapporto di fiducia e di supporto a fronte del raggiungimento di risultati da parte degli enti che chiedono. Altrimenti viene a mancare l'aspetto motivazionale”.

 

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