Una squadra europea/internazionale imparziale di esperti per accedere alla regione del Nagorno-Karabakh al fine di condurre un'indagine scientifica completa e obiettiva del ricco e diversificato patrimonio culturale di quest'area, con una relativa valutazione del suo stato di conservazione. A chiederlo è Europa Nostra e l'Associazione Europea degli Archeologi in una dichiarazione congiunta in cui lanciano un appello per “una protezione olistica dell'integrità, dell'autenticità e della diversità del ricco patrimonio multiculturale all'interno e intorno all’area”. Le due organizzazioni non governative europee impegnate nella promozione e protezione del patrimonio culturale esprimono soddisfazione per la recente risoluzione adottata dal Parlamento europeo in risposta al conflitto nella regione, in particolare nella parte in cui si insiste affinché Azerbaigian e Armenia “si astengano da qualsiasi azione che distrugga il patrimonio armeno in Azerbaigian e il patrimonio azero in Armenia” chiedendo “il completo ripristino dei siti demoliti e un maggiore coinvolgimento della comunità internazionale nella protezione del patrimonio mondiale nella regione”.

Europa Nostra e l'Associazione Europea degli Archeologi esortano inoltre l'Unesco, il Consiglio d'Europa e il gruppo di Minsk dell'Osce a “unire le forze per incoraggiare e assistere gli sforzi verso la salvaguardia olistica del patrimonio multiculturale e multireligioso in pericolo nell'area colpita”. Per quanto riguarda l'Unione europea, le due organizzazioni invitano le istituzioni e gli Stati membri ad “applicare all'area del Nagorno-Karabakh i principi delle conclusioni del Consiglio Ue e ad adottare misure concrete e positive in linea con il relativo concept paper sul patrimonio culturale nelle aree di crisi”. Europa Nostra e l'Associazione Europea degli Archeologi offrono infine la loro “vasta competenza ed esperienza sul patrimonio per contribuire alla protezione dell'integrità, dell'autenticità e della diversità del ricco patrimonio culturale all'interno e intorno all'area del Nagorno-Karabakh, come in altre regioni del Caucaso. Siamo disposti a lavorare con tutte le parti interessate - sottolineano - per aiutare a ‘utilizzare’ il patrimonio culturale (materiale e immateriale) come ponte tra le varie comunità e come vettore per ri-costruire rispetto, fiducia e dialogo come prerequisiti per una pace e una prosperità durature”.

 

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