“Il ddl sulla riforma dello spettacolo nella versione approvata dal Cdm propone la riapertura della delega legislativa di riforma dello spettacolo, in forza della quale il Governo potrà adottare decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni riguardanti l’intero settore. Il percorso parlamentare è del tutto aperto, il Governo si presenta con una volontà di massima apertura per raccogliere tutte le osservazioni e le proposte che il Parlamento farà perché sono frutto di un lavoro durato mesi e che è culminato con l’indagine conoscitiva”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo al question time alla Camera per rispondere a un’interrogazione a prima firma Di Giorgi (Pd) sui contenuti e i tempi di presentazione alle Camere del disegno di legge delega sulla riforma dello spettacolo approvato il 10 giugno 2021 dal Consiglio dei ministri. “La crisi pandemica ha drammaticamente reso evidente la carenza di tutele dei lavoratori dello spettacolo, portando al centro dell’agenda politica il tema dell’assetto giuslavoristico e previdenziale dell’intero settore. Dalle iniziative di riforma del settore contenute nelle numerose proposte di legge presentate in Parlamento, il ministero ha avviato il lavoro per la realizzazione di un disegno di legge che prevedesse misure per assicurare adeguate tutele assistenziali e previdenziali ai lavoratori dello spettacolo, in modo da corregger tutte le storture esistenti. Molte di queste misure che erano inizialmente inserite nel ddl sono state anticipate con l’articolo 66 del dl Sostegni Bis per farle entrare in vigore subito”.

 

Articoli correlati