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Anche in considerazione dell'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle relative riforme, si chiede di sapere se il Ministro dell’Università e della ricerca “intenda esercitare, anche secondo quanto evidenziato dal Consiglio di Stato, la delega di cui alla legge n. 508 del 1999 adottando un testo regolamentare unico che consenta una profonda rimeditazione del sistema dell'alta formazione artistica nel nuovo contesto ordinamentale degli studi universitari oppure se non sia più opportuno procedere con iniziative, anche di carattere normativo, che nei criteri direttivi cristallizzino e confermino i principi autonomistici sottesi all'originaria legge di riforma ovvero dare corso al riordino del settore dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica come peraltro previsto tra i disegni di legge collegati alla legge di bilancio (nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2020)”. E’ quanto chiede la senatrice M5S Loredana Russo in un’interrogazione - co-firmata anche dalla capogruppo pentastellata in commissione Cultura di Palazzo Madama, Danila De Lucia - indirizzata al ministro dell’Università e della ricerca. 

La legge n. 508 del 1999, ricordano, "ha qualificato espressamente le accademie di belle arti, i conservatori di musica, l'accademia nazionale di danza, l'accademia nazionale di arte drammatica, gli istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA) e gli istituti musicali pareggiati quali istituti di alta cultura, cui l'art. 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi; la qualificazione di istituti di alta cultura consente di estendere ad essi profili di autonomia che la precedente normativa aveva negato e in particolare è risultata un'assoluta novità il riconoscimento dell'autonomia statutaria, scientifica e contabile, oltre che, come logico corollario, l'eliminazione dei poteri di vigilanza del Ministero dell'università e della ricerca; tuttavia, i commi 7 e 8 dell'art. 2 hanno rinviato l'attuazione concreta di tale autonomia (statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile eccetera) ad uno o più regolamenti che avrebbero dovuto seguire tempestivamente; a far tempo dall'entrata in vigore della legge, si deve registrare tuttavia la mancanza di tali regolamenti fondamentali per il funzionamento e il buon andamento delle istituzioni AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica)". 

"Sul tema si veda anche, in particolare, il parere espresso dal Consiglio di Stato circa lo schema di regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge n. 508 del 1999; si legge che: 'l'amministrazione indica che, nel dare attuazione alla legge 508, ha ritenuto pertanto opportuno procedere, in via preliminare, alla predisposizione del regolamento avente ad oggetto i criteri generali per l'adozione degli statuti di autonomia e per l'esercizio dell'autonomia regolamentare (articolo 2, comma 7, lettera f), posto che costituisce premessa indispensabile per avviare concretamente il processo di riforma voluto dal legislatore dotare di autonomia le predette istituzioni, consentendo che esse provvedano a dotarsi di propri statuti nel rispetto dei principi definiti dallo schema di regolamento in oggetto"; l'organo (consultivo in questo caso) ha tuttavia specificato che, se l'esigenza prioritaria è che la riforma cominci ad essere attuata, ancor più rilevante è che "sia completata al più presto attraverso un testo regolamentare unitario'. Nel parere i giudici hanno quindi chiaramente evidenziato la necessità di procedere all'attuazione della riforma attraverso l'emanazione di 'un unico testo regolamentare' al fine di garantire la piena operatività del principio autonomistico su cui è fondata la legge n. 508. Per l'organo consultivo, infatti, alla fase di produzione dei regolamenti adottati singolarmente per ragioni di urgenza, doveva necessariamente seguire l'emanazione di un testo regolamentare unitario; dovendo l'ultimo, o gli ultimi specifici regolamenti quindi essere emanati in un unico testo coordinato con i regolamenti in precedenza emanati; tale riflessione appare particolarmente significativa, oltre che presumibilmente cogente, in ragione del fatto che nel ventennio appena trascorso il sistema della formazione superiore è stato attraversato da profonde riforme. Non si può trascurare l'impatto che sulla formazione superiore è derivato dal "processo di Bologna" e neppure l'adozione della legge di riforma del sistema universitario ("riforma Gelmini")".

A parere delle interroganti "sarebbe pertanto necessario, alla luce delle possibilità contenute nel piano nazionale di ripresa e resilienza, l'adeguamento della normativa AFAM agli strumenti necessari di sistema per affrontare il tema dello sviluppo e della ricerca; per migliorare il funzionamento e l'efficienza di queste istituzioni andrebbe ripensata, in chiave innovativa, tutta l'impalcatura giuridica che le sostiene. Il tavolo permanente AFAM ha prodotto: una proposta innovativa e congrua della modifica del regolamento sul reclutamento (decreto del Presidente della Repubblica n. 143 del 2019); la proposta di modifica del decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003 ma con un coefficiente di innovazione insufficiente, soprattutto sulla governance; contenuti di massima per costruire l'articolato riguardante il fondamentale regolamento sulla programmazione, la valutazione e l'edilizia; ha, altresì, proposto aggiornamenti sul decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005". 

 

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