“Ci troviamo in una situazione drammatica, oggi più del 60 per cento dei musei sono chiusi nel mondo, noi abbiamo riaperto parzialmente ma altrove no. La criticità maggiore a livello internazionale riguarda le professionalità, il vero problema riguarda le persone e i professionisti. I dati sono veramente preoccupanti: il 10 per cento dei musei nel mondo ha ridotto il proprio personale. Ma la situazione più drammatica riguarda i freelance, un terzo nel mondo ha perso il posto di lavoro. Stiamo correndo il rischio di perdere le persone più qualificate e motivate”. Lo ha detto il direttore di Icom, Alberto Garlandini, intervenendo al focus Musei nell’ambito del G20 della cultura. Presente anche il Capo di Gabinetto del MiC, Lorenzo Casini. “C’è anche una questione di ripensare il nostro modello di azione: dobbiamo rifocalizzarci sulle comunità, sul turismo di prossimità, dobbiamo riconquistare a uno a uno il nostro pubblico. Dobbiamo riconquistarlo con nuove forme di interazione e nuovi sistemi. Dobbiamo valorizzare e preservare le professionalità. Senza musei e senza la cultura non c’è futuro, non si può pensare di superare le grandi crisi riaprendo i negozi, le banche e le imprese: ci vuole più cultura”.