Salvatore Morelli, nato a Carovigno (Puglia) nel 1824, è stato un fiero oppositore dei Borboni e per questo fu condannato a 8 anni di carcere e venne recluso prima a Ponza, poi a Ischia e successivamente a Ventotene. È uno dei tanti personaggi del Risorgimento italiano che hanno lottato per l’Unità del nostro Paese, confinati a Ventotene o reclusi a Santo Stefano: a loro è dedicato il patto di amicizia realizzato per la costituzione della “Rete dei Comuni natali o legati alla memoria storica del Risorgimento italiano di detenuti nel Carcere borbonico di Santo Stefano”. Il Patto - che vede protagonisti per ora i Comuni di Ventotene (Lazio), Carovigno (Puglia), Bomba (Abruzzo) e Sapri (Campania) - è stato presentato il 1° settembre a Ventotene, in un evento che si colloca all’interno della “settimana federalista”, iniziata il 29 agosto con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha aperto il 40esimo Seminario federalista europeo, organizzato dall’Istituto Altiero Spinelli nell’ambito dell’80esimo anniversario del Manifesto di Ventotene. Hanno partecipato all’evento Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene; Silvia Costa, Commissaria di Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano; la professoressa Maria Grazia Colombari, studiosa di Salvatore Morelli; Anthony Santilli, responsabile dell’Archivio storico di Ventotene e Martina Pennacchio, che sta svolgendo il servizio civile in biblioteca. Ha moderato l’evento Renato Di Gregorio, Delegato del Sindaco di Ventotene al Progetto Europa.

Obiettivo del Patto è valorizzare il patrimonio conservato in questi Comuni e stabilire una rete che consenta di metterlo a disposizione delle comunità. Un’iniziativa in linea con il lavoro che il Governo sta portando avanti a Santo Stefano per il recupero dell’ex carcere borbonico. “La ‘luce’ che si accenderà a Santo Stefano sarà intensa e costante: è la luce della cultura. Lo sforzo è capire che questo tipo di reti, attraverso i fili invisibili della cultura, manterranno unito il Paese”, afferma il Sindaco di Ventotene. “Quando si parla di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano si fa riferimento a una storia nazionale ed europea. Creare reti è parte integrante dell'aspetto realizzativo del progetto”, sottolinea la Commissaria soffermandosi sull’approccio circolare che mette insieme la dimensione operativa con quella di ricognizione e ricerca. “Stiamo cercando di restituire non solo un bene culturale dichiarato di particolare interesse storico-artistico, ma anche di renderlo accessibile e fruibile restituendo la dignità a una storia che deve essere conosciuta, integrandola con quella di Ventotene”, aggiunge Silvia Costa.

“Riscoprire la memoria è sostanziale e utile per la comunità e per il lavoro dell’archivio - dice Santilli -, per riflettere su un periodo poco conosciuto e su storie tutte da scoprire e studiare”. Oltre a Salvatore Morelli, infatti, l’iniziativa del Patto di amicizia punta i riflettori su altri illustri personaggi, come Spaventa e Settembrini. Proprio con quest’ultimo, che si trovava a Santo Stefano, Morelli da Ventotene instaurò una corrispondenza segreta grazie anche ad Antonia De Pace, una delle protagoniste più attive del Risorgimento. Morelli fu “un grande personaggio che in carcere ha pensato a come poter aiutare la società a migliorare - spiega la professoressa Colombari -. Un uomo che ha anticipato i tempi reclamando una Società delle Nazioni, una federazione con l’Europa e il diritto di voto alle donne”. Tutte intenzioni che poi divennero realtà grazie anche a questi eroi del Risorgimento.

 

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