“Sono altro. Sono altrove”. Un invito a rivolgere lo sguardo a ciò che ci sembra "altro" e a cercare patrimoni artistici nascosti in un "altrove" spesso non lontano geograficamente, ma distante dalle consuete rotte culturali.

Il Festival internazionale dell'Outsider Art e Arte Irregolare, approda a Torino dal 1° al 3 ottobre per la sua sesta edizione, per proporre chiavi di lettura e mappe con itinerari utili per percorrere strade poco battute, per far conoscere al vasto pubblico opere di autori e autrici che esprimono la loro sensibilità in modo originale, senza filtri concettuali, interessi per la fama o per il mercato.

Le mostre del Festival propongono una visione su l'intensa bellezza espressa da mondi fragili e in ombra distinguendo fra: la produzione indipendente e irriducibile; le forme d'arte originali sviluppate negli atelier protetti; le pratiche di educazione emozionale e di arte terapia, con un focus specifico al contrasto della violenza di genere.

Il convegno in programma per il 2 ottobre sarà un importante spazio di informazione e riflessione sui temi dell'Art Brut, Outsider Art e dell’Arte Medianica a cura di Eva di Stefano, Giorgio Bedoni e Daniela Rosi. Spettacoli, trasmissioni e talk articoleranno l'intenso programma che precede e va oltre le tre giornate del Festival.

Il Festival nasce sulla spinta del Comitato il Nobel per i Disabili, fondato da Dario Fo e Franca Rame e diretto dal figlio Jacopo Fo, per mettere in rete le realtà italiane che si occupano di arte Outsider e Irregolare e condividere obiettivi comuni. Oltre alla valorizzazione delle opere e degli artisti ciò che interessa è curare il processo creativo che muove tutto il progetto e farlo crescere: è per questo che il Festival con gli anni si è ampliato grazie a nuove collaborazioni e dal 2019 è diventato itinerante. Ad oggi il Festival raccoglie le testimonianze di numerosi artisti, esperti e operatori che da anni lavorano in questo campo e coinvolge persone e comunità in un percorso di consapevolezza rispetto a limiti e risorse, per un confronto con l’altro, per rilanciare nuove prospettive di sguardo sul tema.

La manifestazione tocca ogni volta una città italiana diversa ispirandosi a storia e particolarità locali per la scelta degli artisti da esporre, in modo da costruire un dialogo ogni volta unico e dedicato. Dopo gli anni di incubazione - presso la Libera Università di Alcatraz a Gubbio e gli itinerari di Verona e Bologna - l'evento arriva a Torino: città dalle molte anime e dalle diverse credenze che compongono un affascinante chiaroscuro in bilico tra sacro e profano, tra scienza e superstizione, tra spiritualità e spiritismo.

Il capoluogo piemontese è avvolto da leggende su culti esoterici di magia bianca e magia nera, storie accuratamente tramandate da guide turistiche specializzate in percorsi del Mistero. Per contro è anche una sede del CICAP, l'organizzazione di cacciatori di bufale, che promuove l'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze e del paranormale.

Torino è anche la città dei Santi Sociali, perché nell’Ottocento una parte rilevante della popolazione viveva nell’indigenza e alcuni sobborghi erano malfamati, ma vi operavano diversi benefattori, veri innovatori sociali: fra i quali i Marchesi di Barolo, Giulia e Tancredi che si dedicarono all’assistenza dei più fragili e fondarono l'Opera Barolo, ente filantropico che prosegue l’azione sociale nell’indirizzo del loro carisma e ha sede nell'omonimo palazzo barocco, fra le sedi che ospiteranno il Festival.

Nella stessa epoca furono condotti i primi studi sul criminal profiling dall'antropologo Cesare Lombroso - fondatore dell'omonimo museo di antropologia criminale - e Antonio Marro, direttore del manicomio di Collegno. Ricerche proseguite poi dal figlio Giovanni, antropologo e psichiatra, fondatore nel 1926 del museo di Antropologia con la prima collezione italiana di Art Brut.

Essi avviarono il complesso sistema di studi che connette antropologia, psichiatria e arte: un percorso scientifico e sperimentale che si è modificato nel tempo, ma è tuttora attivo negli scambi fra Università degli Studi di Torino con Accademie, ASL, Comuni, associazioni culturali e fondazioni e di cui alcuni esiti saranno presentati dalla mostra virtuale Brut'incontri nel convegno del Festival che si terrà presso l'Accademia Albertina di Belle Arti, unitamente a una mostra sugli archivi irregolari italiani a cura delle studentesse Miriam Casetta e Ivette Sanchez Espinoza con la supervisione del docente Roberto Mastroianni.

La mostra Sacro e profano nell'Outsider Art e Arte Irregolare - presso il PARI, Polo delle Arti Relazionali e Irregolari di Palazzo Barolo e la galleria Gliacrobati - curata da Riccardo Bargellini, Marzia Capannolo e dalla scrivente, presenta autrici e autori italiani riconosciuti a livello internazionale e nuove scoperte piemontesi di rilievo. Disegni, dipinti o filmati che per l'occasione mostrano al visitatore spazi intimi quasi sempre inaccessibili ai più accompagnandolo in un viaggio tra geografie reali e della mente, fra mondi e tempi diversi per costeggiare presunti fenomeni paranormali, aneliti dello spirito, enigmi della passione nel rapporto con il divino e le tensioni della carne.

Fortunatamente qualcuno esce talvolta dalla zona d'ombra grazie all'interessamento di persone competenti: ad esempio, la Video installazione “Patrizio” di Massimo Ricciardo, sull'artista babelico Patrizio Decembrino, è il progetto vincitore di “Cantica21 Italian Contemporary Art Everywhere”, promosso dal MAECI e MIC. L’opera è in collezione presso il MACC, Museo di Arte Contemporanea di Caltagirone, Catania, e il film verrà proiettato durante il convegno e introdotto da Domenico Amoroso ex direttore del museo.

Un fil rouge intorno al tema della ferita e della riparazione collega le mostre del Festival con il progetto europeo “DEEP ACTS - Developing Emotional Education Pathways and Art Centered Therapy Services against gender violence” cofinanziato dal Programma “Rights, Equality and Citizenship” dell’Unione Europea, con una partnership transnazionale.

La mostra Deep acts are deep beauty. The relationship and art therapy - presso il PARI di Palazzo Barolo e la galleria Gliacrobati, a cura di Marzia Capannolo, Carola Lorio e dalla scrivente - focus del progetto europeo, mette in luce pratiche di arte relazionale, nello scambio con artisti mainstream come Sara Conforti, e pratiche di educazione emozionale e arte terapia con il coinvolgimento delle ospiti della comunità di Fragole Celesti di Fermata d'autobus Onlus.

Abbiamo scritto di arte irregolare:

https://agcult.it/a/23958/2020-09-04/verso-un-nuovo-welfare-transizioni-verso-la-costituzione-di-un-nuovo-campo-estetico

 

Tea Taramino. Artista relazionale, formata in arte terapia, dal 2015 è curatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari dell’Opera Barolo. Dal 2013 fa parte del gruppo di ricerca su Making Sense. Sensi e parole nell’opera d’arte a cura del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con le Attività Educative e Formative del PAV, Tactile Vision Onlus, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino, Politecnico di Torino. Dal 2014 è ideatrice e componente del gruppo progettuale di Mai Visti e Altre Storie, progetto per la tutela e la valorizzazione dell’Arte Irregolare a cura di Arteco (www.maivisti.it). È presidente e cofondatrice di Forme in Bilico, associazione culturale di promozione sociale finalizzata allo sviluppo di progetti utili alla circolazione di idee tra i mondi dell’educazione, dell’arte, della scuola e della terapia.

ABSTRACT

The Festival of the Outsider Art is an event organized with the aim of promoting the artistic skills that do not find space in traditional exhibition contexts. It represents a moment to reflect on the processes of labour and social inclusion through the arts. It is also a festive occasion to meet each other and create new opportunities to collaborate. The VI edition of the Festival will be held in Turin, a city chosen for its vitality in the field of cultural welfare and its public collections of Art Brut and Outsider Art.

 

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