La staffetta europea “Via Francigena - Road to Rome” ha raggiunto la Città Eterna prima di proseguire verso Santa Maria di Leuca, tappa finale prevista il 18 ottobre. Partito il 16 giugno da Canterbury, “Via Francigena – Road to Rome” (148 tappe in 5 Paesi, 16 Regioni, 637 Comuni) è il nome del grande evento che l’Associazione europea delle Vie Francigene (AEVF) ha organizzato in occasione del ventesimo anniversario della sua fondazione, avvenuta a Fidenza nel 2001 e costituisce uno degli itinerari culturali europei più attrattivi. Rappresenta un lungo viaggio lento che vuole guardare con ottimismo alla ripartenza dopo la pandemia e vuole sensibilizzare le istituzioni per rilanciare la candidatura a Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco della Via Francigena, promossa dalle Regioni italiane e dal Ministero della Cultura. 

Nella sua discesa verso Sud, l’evento farà tappa domenica 19 settembre a Ventotene. “L’obiettivo è unire simbolicamente due riferimenti europei che quest’anno celebrano il proprio anniversario. Festeggeremo infatti i 20 anni dell’AEFV e gli 80 del Manifesto di Ventotene”, spiega ad AgCult Silvia Costa, Commissaria di Governo per il recupero e la valorizzazione dell’ex Carcere borbonico dell’isola di S. Stefano-Ventotene, che oggi ha accolto la staffetta europea a Piazza San Pietro. “Da Formia una rappresentanza dell’AEFV sbarcherà a Ventotene dove ci sarà una cerimonia in Comune con il sindaco. Spero che in futuro nelle mappe della Francigena siano comprese anche le isole che oggi sono tagliate fuori”, l’auspicio espresso da Costa. “L’Europa storicamente è nata dall’incontro dei popoli, degli artisti, dei monaci, dei predicatori. Oggi gli itinerari culturali sono tra le infrastrutture immateriali, umane e sociali che tengono insieme l’Europa – sottolinea Costa -. Il Manifesto di Ventotene ha dato la visione di un futuro di libertà, di unione e di pace. In questo momento in cui l’Europa sembra finalmente ritrovare il suo ruolo tra molte difficoltà, i popoli che camminano attraverso il continente e la visione del Manifesto di Ventotene sono un richiamo importantissimo”.

“Il significato della tappa a Ventotene è legato alle tre parole chiave della nostra marcia da Canterbury a Roma, fino a Santa Maria di Leuca: ripartenza, patrimonio ed Europa - afferma Massimo Tedeschi, presidente dell’AEFV -. Ci rifacciamo ai valori umanistici del Consiglio d’Europa e Ventotene vi rientra in pieno. Per noi sarà come andare in pellegrinaggio nel luogo dove 80 anni fa il Manifesto lanciò messaggi di comunione e collaborazione tra i paesi europei. Un luogo perfettamente congeniale con gli scopi della nostra marcia”. 

“Quella di Ventotene sarà una tappa particolarmente importante grazie al lavoro di Silvia Costa che cerca di trasformare una struttura che è stata di sofferenza in un momento di riflessione e accoglienza per studi e condivisioni di vita in un’ottica europea”, rimarca Sandro Polci, ideatore e direttore del Festival Europeo della Francigena “Collective Project”. 

 

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