Dal primo agosto le vie d’acqua di Venezia sono dichiarate monumento nazionale e viene istituito il divieto di transito alle Grandi navi nelle vie urbane d'acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca. Lo stabilisce il Decreto Grandi navi divenuto legge dopo che è stato approvato in seconda lettura dalla Camera con 363 voti favorevoli, 15 contrari e 4 astenuti. Respinti tutti gli emendamenti presentati a Montecitorio. Il provvedimento dispone altre misure tra cui interventi di sostegno ai lavoratori e alle imprese danneggiate dalle disposizioni varate per la salvaguardia della laguna veneziana.

DICHIARAZIONE MONUMENTO NAZIONALE VIE D’ACQUA VENEZIANE

Il decreto dichiara monumento nazionale alcune vie d’acqua veneziane, precisa che le misure di tutela delle citate vie d’acqua possano comprendere anche limitazioni e divieto del transito di navi e prevede espressamente che a decorrere dal 1° agosto 2021 sia vietato il transito delle grandi navi in tali vie d’acqua. Sono previste alcune misure di ristoro sia delle compagnie di navigazione sia del gestore dei terminal di approdo e dei soggetti esercenti servizi connessi al terminal nonché a beneficio dei lavoratori impiegati in attività, in qualsiasi forma incise direttamente dal divieto di transito delle navi citate. Si rimette ad un decreto ministeriale il compito di definire le modalità di erogazione dei contributi e si quantificano le risorse necessarie a copertura di tali interventi.

DIVIETO DI NAVIGAZIONE

Pertanto, al fine di assicurare l'integrità, il decoro e la sicurezza delle vie d'acqua dichiarate monumento nazionale o riconosciute di interesse culturale, ai sensi degli articoli 10 e 12 del Codice dei beni culturali, le misure di tutela e le prescrizioni concernenti gli usi non compatibili possano comprendere anche limitazioni e divieto del transito di navi con specifiche caratteristiche, riferite alla stazza lorda, alla lunghezza dello scafo, all'altezza di costruzione e alle emissioni di sostanze inquinanti. In questo modo, le vie urbane d'acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca di Venezia, sono dichiarate monumento nazionale. Si dispone che, a decorrere dal 1° agosto 2021 sia vietato il transito di navi che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche: a) stazza lorda superiore a 25.000 GT (gross tonnage); b) lunghezza dello scafo al galleggiamento superiore a 180 metri; c) air draft superiore a 35 metri, con esclusione delle navi a propulsione mista vela - motore; d) impiego di combustibile in manovra con contenuto di zolfo uguale o superiore allo 0.1 per cento.

Il divieto si fonda sulla necessità di tutelare le vie urbane d’acqua di eccezionale interesse culturale, dichiarate monumento nazionale, dalle conseguenze negative prodotte dal passaggio di navi di grandi dimensioni, che possono mettere a rischio le medesime vie d’acqua, nonché gli argini e gli immobili ad esse prospicienti. Basti pensare al caso di Venezia e all’accesso delle grandi navi nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, per il quale si è più volte rilevato che gli effetti del moto ondoso generato dal transito di imbarcazioni di grandi dimensioni possono provocare alterazioni idrodinamiche di rilievo, anche a carico di canali minori afferenti al canale principale di transito e, di conseguenza, delle costruzioni e degli edifici interessati. Su questo, peraltro, l’UNESCO ha già più volte avvisato lo Stato italiano, da ultimo lo scorso mese di giugno, quando ha deciso di portare all’Assemblea generale del 16 luglio 2021 la proposta di iscrivere Venezia e la sua laguna tra i siti del patrimonio mondiale in pericolo (c.d. Danger List). A ciò si aggiunge l'intrinseca pericolosità del passaggio di natanti di tali dimensioni all'interno di canali e spazi acquei lungo i quali insistono edifici e monumenti di eccezionale valore culturale. Gli effetti degli eventi calamitosi che potrebbero verificarsi al passaggio di grandi imbarcazioni, soprattutto nei tratti in cui la profondità dei fondali non consente di tenere queste ultime a distanza conveniente dalle sponde, appaiono suscettibili di conseguenze anche catastrofiche: si pensi a eventuali collisioni, manovre erronee, attentati terroristici, incendi, sversamento e combustione di carburanti, che provocherebbero danni incalcolabili. Infine, oltre alla necessità di assicurare la tutela e l’integrità del patrimonio storico e artistico, le dimensioni e le caratteristiche di natanti dalle grandi dimensioni appaiono scarsamente compatibili con l'esigenza di non danneggiare la prospettiva e la luce o le condizioni di ambiente e di decoro di vie d’acqua dichiarate di interesse culturale o monumento nazionale.

NOMINA COMMISSARIO

Il provvedimento, a seguito delle proposte di modifica approvate dalle Commissioni riunite del Senato, individua un commissario straordinario, nella persona del Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, per la realizzazione degli interventi necessari in ragione del divieto di transito delle grandi navi nelle zone sensibili della laguna, definendo il regime giuridico cui è assoggettato, i poteri ad esso attribuiti nonché le modalità di computo dei compensi degli eventuali subcommissari. rimettendo ad un decreto ministeriale la fissazione dei termini e delle attività connesse alla realizzazione degli interventi.

CREDITO D’IMPOSTA

Si prevede un credito d'imposta, per l'anno 2022, in favore delle imprese che svolgono attività di trasporto di passeggeri con navi minori in acque lagunari. Il credito in questione è individuato in una percentuale pari al 60 per cento dell'ammontare del canone annuale dovuto per le concessioni medesime.

MISURE PER SALVAGUARDIA LAGUNA

Si interviene sul riparto delle risorse finanziarie previste per la realizzazione di interventi di salvaguardia della Laguna di Venezia al fine di assicurare una più celere realizzazione degli interventi stessi. Per quanto attiene agli interventi da realizzare per la salvaguardia della Laguna di Venezia, si interviene con un riparto delle risorse nel periodo dal 2020 al 2024 prevedendo la seguente assegnazione: Comune di Venezia: 28.225.000 euro; Comune di Chioggia: 5.666.666,66 euro; Comune di Cavallino-Treporti: 1.775.000 euro; Comune di Mira, Comune di Jesolo: 1.166.666,67 per ciascun comune; Comuni di Musile di Piave, Campagna Lupia, Codevigo e Quarto d'Altino: 500.000 euro per ciascun comune. 

 

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