È stata presentata oggi presso la Sala Filangieri dell’Archivio di Stato la Terza Edizione del Festival dell’Architettura “Open House Napoli”, l’evento che nel weekend del 9 e 10 ottobre riaprirà ai cittadini le porte della città con un programma mai così ricco di visite guidate gratuite che comprenderà oltre 130 tra siti spesso inaccessibili, percorsi inediti, itinerari nel verde e nella creatività urbana, eventi tematici e la sezione OHNKidS dedicata ai più piccoli. Un viaggio dentro le architetture, in un percorso che comprende tutte le dieci municipalità di Napoli, raccontando la natura policentrica di una metropoli antichissima, toccando il centro storico e le periferie in costante trasformazione, visitando edifici monumentali e sedi istituzionali, residenze private e factory creative, studi professionali e stazioni della metropolitana, teatri e cantieri. Ed è anche un viaggio dentro la memoria individuale e collettiva dei luoghi: per consentire ai visitatori di comprendere le complesse trasformazioni dello spazio urbano attraverso i secoli, stimolandoli a un piccolo esercizio di cittadinanza, che mediante la conoscenza rinnova il senso di appartenenza e invita alla cura e alla tutela condivisa di questo grande patrimonio fatto di pietre, emozioni, saperi.

La prima novità dell’edizione 2021 è la nascita di Open House Italia, il progetto che mette in connessione Torino, Milano, Roma e Napoli, le quattro città italiane che fanno parte della rete mondiale dI Open House Worldwide - che conta 50 città nei 5 continenti - le quali a partire da quest’anno svolgeranno consecutivamente le loro manifestazioni, per un entusiasmante viaggio da nord a sud nell’architettura italiana, con 700 siti da visitare, per tornare ad osservare da vicino, conoscere e celebrare un patrimonio architettonico multiforme e in continua trasformazione, tra i più rilevanti al mondo. Torino ha dato il via al mese di Open House Italia nello scorso weekend, mentre Milano si appresta ad aprire i battenti il 25 e 26 settembre. Sarà poi la volta di Roma il 2 e 3 ottobre e si chiuderà con la due giorni di Napoli del 9 e 10 ottobre.

Come dichiarato dai direttori di Open House Napoli Stefano Fedele e Alessandra Thomas “le quattro città italiane da tempo accarezzavano l’idea di stabilire una relazione più profonda tra i loro eventi. L’ultimo anno è stato l’elemento che ha accelerato le nostre riflessioni comuni, che hanno trovato una risposta in quel “festival nel festival” che sarà Open House Italia, un racconto a più voci che mostra le peculiarità delle quattro metropoli, le loro fruttuose diversità e ciò che le accomuna. L’evento va considerato solo il primo tassello di un percorso di collaborazione progettuale più ampio che mira a costruire un ritratto sempre più articolato e inclusivo dell’architettura italiana delle città. E la connessione a questa rete costituisce a nostro avviso un’opportunità non solo per Open House Napoli, ma per la città nel suo complesso”.
Open House Italia si arricchisce, inoltre, dell’inedito progetto video-editoriale “Trame Urbane” che vedrà protagonisti autrici e autori italiani - tra scrittura, regia e fotografia - che ci accompagneranno in una narrazione autobiografica ed evocativa, sullo sfondo della loro ricerca artistica, attraverso i luoghi a loro più cari o significativi, per aggiungere un ulteriore tassello di contenuto nella grande continua storia delle nostre città.

A partire da settembre il progetto prenderà il via con le prime 4 video-interviste: il regista Marco Ponti ci racconterà Torino, lo scrittore Marco Missiroli svelerà la sua Milano, il fotografo Francesco Zizola rivelerà il suo sguardo su Roma e con la scrittrice Valeria Parrella scopriremo un inedito skyline di Napoli.

Il programma comprende alcuni punti fermi che sin dalla prima edizione hanno incontrato il favore e la curiosità dei visitatori. Luoghi come il Brin 69 a Napoli Est, simbolo della vivacità che caratterizza le aree cosiddette “periferiche” della città, felice esempio di riqualificazione dell’area postindustriale di Napoli, che ha trasformato una vecchia imponente fabbrica della produzione manifatturiera in una svettante e luminosa fabbrica delle idee e della creatività, che punta su sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana.

Oppure la sede dell’Università Federico II - Campus di san Giovanni a Teduccio, polo tecnologico che ospita anche la sede dell’Apple Developer Academy, esempio di un più ampio progetto di decentramento dei luoghi del sapere, che insistono su aree tradizionalmente ritenute marginali, com’è questo popoloso quartiere dell’area orientale. Un’altra peculiarità di Open House Napoli è l’apertura dei cantieri, che consente ai visitatori di gettare lo sguardo sul futuro della città. Un esempio è il Cantiere della Bretella di Monte Sant’Angelo, sede della stazione che collegherà la linea Circumflegrea di Soccavo con il vicino complesso universitario. A caratterizzarla sono le due grandi sculture d’ingresso firmate dal celebre artista anglo-indiano Anish Kapoor, che ispirandosi al paesaggio mitico dei Campi Flegrei ha disegnare due metaforiche “porte degli inferi” allusive ed evocative: una scultura “a bocca” di acciaio corten che avvolge le scale mobili e un’altra curvata tridimensionale a forma di “ciambella” sospesa. 

Non dimentichiamo poi la Mostra d’Oltremare, il polo fieristico inaugurato nel 1940 e trasformato nel dopoguerra, sito nell’area ovest dei Campi Flegrei. Quasi una città nella città, con i suoi imponenti edifici d’impostazione razionalista adagiati in ampi spazi verdi, progettati da molte delle migliori intelligenze dell’architettura napoletana del Novecento, da Marcello Canino a Stefania Filo Speziale, da Carlo Cocchia a Michele Capobianco. 

Un’altra voce importante è costituita dai luoghi che, impossibilitati a partecipare nel 2020 per l’emergenza sanitaria, tornano a riaffacciarsi nel programma della manifestazione. Tra di essi alcune architetture iconiche della città: Villa Oro, progettata negli anni Trenta del Novecento da Luigi Cosenza e Bernard Rudosfky, dove il razionalismo dialoga con lo spirito mediterraneo, suggestiva geometria di volumi di bianco purissimo incastonati su di uno stretto costone tufaceo sulla collina di Posillipo; l’enigmatica Casa del Portuale di Aldo Loris Rossi, architettura di disegno così complesso ed articolato da sembrare una scultura in cemento, figura prismatica che tende a un esasperato sperimentalismo linguistico, segno di un’utopia che prende corpo sul fronte del porto cittadino; e l’incantevole Nisida, sede dell'Istituto Penale Minorile e normalmente preclusa ai visitatori, nella quale le rade architetture si fondono con un paesaggio naturistico di struggente bellezza, da scoprire attraverso i sentieri del Parco Letterario che attraversano l’isola.

Sono oltre 40 le novità del programma di OHN2021. I cittadini potranno scoprire spazi normalmente non visitabili, come la Pontificia Facoltà di Teologia, un progetto di Alberto Izzo che risale agli anni Settanta del secolo scorso, un netto segno di modernità installato nel punto strategico della collina di Capodimonte, che si staglia sul panorama cittadino con la guglia triangolare svettante verso il cielo, espressione che restituisce una forte sensazione di tensione spirituale. L’Archivio di Stato è un altro dei gioielli di questa edizione: fondato nel 1808 durante il periodo napoleonico per volere di Gioacchino Murat, dal 1845 è ospitato nel complesso monumentale dei SS. Severino e Sossio, uno dei più antichi centri della spiritualità benedettina del Mezzogiorno. Accoglie oltre settanta chilometri lineari di documenti, un punto di riferimento per la ricerca nel settore della ricerca storica e un giacimento di memoria collettiva napoletana, italiana ed europea.

Tra le novità, nel cuore della Sanità, il Palazzo Sanfelice, una delle architetture più caratterizzanti del Settecento napoletano, progettata da Ferdinando Sanfelice, dominata dall’innovativo elemento del doppio scalone aperto, destinato a diventare un punto di riferimento nel contesto urbano e un’icona dell'immaginario collettivo, ripresa nelle scenografie della Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, location di film come Le Quattro Giornate di Napoli di Nanni Loy, Questi Fantasmi con Vittorio Gassman e Sophia Loren, Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone. 

Segnaliamo ancora Villa Doria d’Angri, oggi appartenente al patrimonio dell’Università Parthenope, imponente dimora neoclassica in stile palladiano che si erge monumentale sulla collina di Posillipo, realizzata nei primi decenni dell’Ottocento dall’architetto Bartolomeo Grasso, con il suo giardino, gli stucchi degli interni, la terrazza panoramica affacciata sul mare, la singolare pagoda cinese ottagonale, la storia dei suoi ospiti illustri, a partire da Wagner. 

Infine, unica e pregevole eccezione al di fuori dei confini delle municipalità di Napoli, c’è il Comprensorio Olivetti a Pozzuoli, conclamato capolavoro di Luigi Cosenza. L’autore, interpretando le idee utopistiche del committente Adriano Olivetti circa il modo di intendere l’attività industriale, disegnò una fabbrica che s’avvantaggia del contesto di eccezionale valore paesistico. Il complesso, incentrato su due corpi lineari ortogonali di asciutta razionalità e sorprendente discrezione formale, intrattiene un felice dialogo con le aree verdi circostanti progettate da Pietro Porcilai, nelle quali quasi si mimetizza. Il Comprensorio è un luogo che ancora oggi, nei suoi colori di interni ed esterni meticolosamente calibrati, nella linea leggera dell’elegante portico, nel ritmo elegante delle facciate scandite da pilastri e pensiline, restituisce un’idea del lavoro come spazio di dignità e realizzazione individuale e collettiva.

Nella zona industriale di Napoli Est hanno trovato casa i Laboratori Artistici del Teatro San Carlo di Vigliena. Una struttura nata dalla riconversione degli stabilimenti ex Cirio, che s’avvantaggia della dimensione monumentale dell’antica fabbrica e accoglie laboratori e officine per la costruzione, montaggio e conservazione degli allestimenti degli spettacoli. Anche spazio espositivo, sede di performance teatrali, archivio del patrimonio documentale del San Carlo, i Laboratori costituiscono ormai un autentico centro culturale polivalente, che salda il centro della città con l’area orientale di Napoli.

Altro capitolo ampio e variegato dell’esperienza di OHN2021 è costituito dal programma dei circa trenta percorsi urbani, che invitano il visitatore a un viaggio attraverso l’intero tessuto della città. Ci si può inoltrare nel sottosuolo delle nuove stazioni della metropolitana e dell’arte, tra Municipio e Duomo, Salvator Rosa, Piscinola e Scampia. Passeggiare nei quartieri borghesi di Vomero e Chiaia alla scoperta delle pregevoli architetture tra Eclettismo e Liberty di una Napoli Belle Époque. E dall’altro lato, in luoghi come i quartieri La Loggetta, Agnano e Soccavo-Canzanella, ripercorrere la storia di quell’incisiva trasformazione che nel Secondo dopoguerra ha visto molti tra i principali architetti napoletani impegnati in progetti di edilizia popolare, riscoprendo manufatti talora di eccellente qualità. Cogliere l’impatto della modernità nella riscrittura di intere aree cittadine, come nel caso del Rione Carità ridisegnato in epoca fascista, o nel controverso eppure affascinante skyline del Centro Direzione sorto a partire dagli anni Ottanta del Novecento. Esplorare stradine come via del Serbatoio, che s’inerpica sulla collina che mette in collegamento la Sanità con la città alta, lungo un percorso in cui la fitta trama urbana scompare, lasciando spazio a un verde lussureggiante. Apprezzare lo spiazzante lirismo delle grandi masse in cemento degli edifici brutalisti della cittadella del Policlinico al Rione Alto. Immergersi nel silenzio delle inattese, intricate aree verdi del Vallone San Rocco o dei Camaldoli, nei quali rinvenire addirittura tracce di un’antica necropoli. 

OHN2021 è anche a misura dei bambini con gli appuntamenti di Open House KidS interamente dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie con laboratori di architettura, incontri di lettura e tanto altro. Un progetto, come tutto il resto della manifestazione, completamente gratuito per i cittadini. L’obiettivo di OHN KidS è quello di portare l’architettura ai più piccoli attraverso il gioco, sollecitando la percezione e la conoscenza della propria città, diffondendo il valore legato al patrimonio urbano e alla riappropriazione degli spazi di vita quotidiana. Sperimentazione e immaginazione saranno le parole chiave. Tra le novità di quest’anno “Chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo”, organizzato in collaborazione con i “BRICKANTI - Mattoncini al Sud APS”, gruppo di appassionati di costruzioni LEGO®: un laboratorio che permetterà ai più piccoli di imparare a conoscere la città costruendola mattoncino su mattoncino e raccontando insieme, attraverso il gioco, le loro esigenze di piccoli cittadini. OHNKidS diventa inoltre l’opportunità per creare nuove reti di partenariato e raccontare le buone pratiche svolte dalle associazioni del territorio. Ne è un esempio il laboratorio artistico che Archintorno condurrà nella seicentesca Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, realizzato nell’ambito del progetto “Caterina – Costruire e Animare i Territori Educativi di Napoli” che nasce al fine di ripensare insieme ai più piccoli la città. 

Un programma ricchissimo quello di questa terza edizione che, ancora una volta, è resa possibile grazie al lavoro dell’Associazione Culturale Openness, dei suoi partner e dei  400 volontari che, anche quest’anno, hanno risposto con entusiasmo all’appello di OHN2021. Il Programma completo sarà on line a partire da lunedì 27 settembre. Partecipare è semplicissimo: basterà andare sul sito openhousenapoli.org, registrarsi e costruire il proprio tour per il weekend del 9 e 10 ottobre. Le prenotazioni, per i siti che le prevedono, saranno attive a partire da sabato 2 ottobre. Per tutti i siti al chiuso è richiesto il Green Pass, che non sarà necessario per i percorsi, gli eventi e i laboratori all’aperto.

 

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