E’ atteso tra due settimane il via libera del Senato al disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa, firmata a Nicosia il 19 maggio 2017, per prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali. Il calendario di Palazzo Madama, infatti, prevede che il testo venga discusso in Aula il 6 ottobre, assieme ad altre otto ratifiche di accordi internazionali e dopo la discussione sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 che è al primo punto all’ordine del giorno dei lavori. Una volta approvato, il ddl passerà alla Camera per l’ok definitivo. 

Lo scorso giugno il testo, presentato dal senatore Gianluca Ferrara (M5S), è stato approvato all’unanimità in commissione Esteri per cui non dovrebbero esserci sorprese sull’esito finale della votazione. Relatore in Aula sarà il presidente della 3a commissione, Vito Petrocelli (M5S), che ad AgCult aveva espresso l’auspicio che il ddl diventasse legge dello Stato “perché ne vale la pena” sottolineando, inoltre, l'atteggiamento collaborativo “al cento per cento” del Ministero degli Esteri. 

La Convenzione di Nicosia si propone di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali; rafforzare l’attività di prevenzione e la risposta del sistema di giustizia penale a tutti i reati di natura culturale; promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro i reati riguardanti la proprietà culturale. Il preambolo afferma l’importanza della proprietà culturale che costituisce un elemento essenziale per la cultura e l'identità dei popoli, esprimendo preoccupazione per la crescita dei reati diretti contro la stessa. 

La Convenzione di Nicosia sostituirà la precedente Convenzione di Delphi, aperta alla firma nel giugno 1985 ma mai entrata in vigore per il mancato raggiungimento del numero di ratifiche necessarie. I lavori di preparazione della Convenzione sono stati condotti in collaborazione con varie organizzazioni internazionali, tra cui Unidroit, Unesco, Unodc, l'Unione Europea, e sotto l'autorità del Comitato europeo del Consiglio d’Europa sulle questioni criminali e del suo gruppo specializzato sui reati riguardanti la proprietà culturale (PC-IBC). I lavori sono stati avviati anche a seguito della sesta Conferenza del Consiglio d’Europa dei Ministri responsabili per i beni culturali (Namur, 2015) dove è stata condannata la “distruzione deliberata del patrimonio culturale e il traffico illecito di beni culturali” e si è deciso di rafforzare la cooperazione europea sulla materia.

 

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