Per l'anno 2023 il titolo di Capitale italiana della cultura, in via straordinaria, è conferito alle città di Bergamo e Brescia: “Stiamo portando avanti un grande lavoro in questi mesi incrociando le forze delle due città e coinvolgendo più soggetti possibili, con la scommessa che la cultura possa diventare una grande leva di ripresa e di sviluppo dei territori”, afferma Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, intervenendo al panel “A Charter for Mega-events in Heritage rich Cities” nell’ambito di ArtLab. Un progetto che “contiene l’opportunità di investimenti sul patrimonio - spiega Gori - Contiamo dal nostro bilancio di poter portare investimenti sulla valorizzazione del patrimonio. Ci sono alcuni immobili importanti che abbiamo in mente di restituire alla funzione pubblica entro il 2023”. Bergamo e Brescia Capitali italiane della cultura è “l’occasione di una mobilitazione estesa. Ospitare l’evento - prosegue il sindaco di Bergamo - rappresenta una sfida organizzativa, politica e impatta sul patrimonio. Abbiamo cercato di impostarlo come un evento che nasca dall’identità delle città” con l’obiettivo di non farlo diventare “un episodio che illumina temporaneamente le nostre città ma che ci sia un lascito permanente. Ci interessa quello che succede a partire dal 2023”. E poi c’è il tema della partecipazione e dei territori: “Vorremmo che ogni singolo cittadino sia coinvolto, interessato e attivo. Interpretiamo questa occasione anche come un’opportunità di ricucitura tra città e territori extra urbani”, conclude Gori.

 

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