Questa sarà una settimana decisiva per le agende dei leader del mondo, che in questi ultimi mesi si trovano ad affrontare un’emergenza climatica con un grado di allerta definita “codice rosso per l’umanità” da Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazione Unite, a commento dei risultati dell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sulle conseguenze della crisi climatica e del riscaldamento globale.

A Milano il 30 settembre hanno preso il via i lavori preparatori della Cop26 (PreCop26), la conferenza sui cambiamenti climatici che si concluderà a Glasgow dall’1 al 12 novembre. Rimandata l’anno scorso per l’emergenza pandemica, la Cop26 si colloca lungo la strada degli accordi sul clima di Parigi del 2015 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU che fissano al 2030 i famosi 17 obiettivi per raggiungere una crescita inclusiva e a minor impatto.

Sempre in questa settimana nel capoluogo lombardo l’avvio dei tavoli istituzionali è anticipato dalla Youth4climate, in cui 400 under 30 da tutto il mondo sono impegnati a preparare proposte concrete per il clima da presentare ai 59 ministri dell’Ambiente in rappresentanza dei paesi partecipanti alla Cop26.

Di recente il premier Mario Draghi, che a ottobre a Roma guiderà i lavori di un G20 in cui il cambiamento climatico è trasversale a ogni tematica, ha sottolineato che “è tempo per ciascuno di fare la sua parte” per realizzare l’obiettivo di un pianeta a emissioni zero entro il 2050.

Siamo infatti di fronte a una crisi che va ben oltre la dimensione ambientale: è una tema di giustizia sociale e generazionale, educativa, economica, culturale, scientifica, che sta condizionando la salute pubblica e mettendo a rischio la sicurezza dell’umanità, a partire dalle comunità locali.

Anche la Dichiarazione di Roma dei Ministri della Cultura del G20 firmata lo scorso luglio a Roma dedicando uno dei principi al “Cambiamento Climatico attraverso la Cultura”, la definisce “un grande potenziale per guidare l’azione per il clima e lo sviluppo sostenibile e contribuire significativamente alle soluzioni per il clima” e chiede di “affermare il ruolo trasformativo della cultura nello sviluppo sostenibile, aiutando ad affrontare le pressioni e i bisogni economici, sociali ed ecologici”.

In un contesto in cui ognuno - individui, istituzioni, imprese, Terzo Settore - è chiamato a fare la propria parte, la filantropia non si è tirata indietro, muovendosi in un percorso di consapevolezza, consenso e azione seguendo l’approccio del “think globally, act locally”.

A livello internazionale è nato l’International Philanthropy Commitment on Climate Change, promosso da WINGS con Dafne – Donors and Foundations Networks in Europe, insieme alle dichiarazioni d’impegno nazionali già lanciate nel 2019 nel Regno Unito, e poi nel 2020 in Francia e in Spagna, promossi rispettivamente dall'Association of Charitable FoundationsCentre Français des Fonds et Fondations, e Asociación Española de Fundaciones.

Lo scorso 15 settembre Assifero – che conta ad oggi 122 soci tra fondazioni di famiglia, d’impresa, di comunità e altri enti filantropici - ha lanciato la Dichiarazione d'impegno di Fondazioni ed Enti filantropici sul cambiamento climatico, che qualsiasi fondazione, ente filantropico e investitore ad impatto sociale può sottoscrivere per testimoniare la sua volontà nel far fronte alle pressanti sfide sistemiche causate dalla crisi climatica, indipendentemente dalla propria missione, ambito d’intervento, dimensione del patrimonio, luogo in cui opera.

Il documento ruota intorno a sei principi, proposti come linee guida non vincolanti e alla portata di tutte le realtà che i firmatari s’impegnano a condividere e attraverso i quali possono reimmaginare la propria strategia, la gestione del patrimonio e l’operatività delle proprie organizzazioni.

Il primo principio fa riferimento l’ente stesso, proponendo di creare occasioni di formazione e scambio dedicati ai rappresentanti del board e lo staff per aumentare la loro consapevolezza sul tema e introdurre azioni per ridurre l’impatto ambientale dell’organizzazione stessa.

L’attenzione si sposta poi sulle risorse (finanziarie, intellettuali, relazionali e materiali) che le fondazioni mettono a disposizione, con l’impegno di destinarne una parte per la ricerca delle cause e delle soluzioni alla sfida del cambiamento climatico e ai suoi effetti, e sulla scelta degli investimenti del proprio patrimonio, prediligendo quelli sostenibili e responsabili, che favoriscano la transizione ecologica verso un’economia a zero emissioni.

I firmatari della dichiarazione s’impegnano infine a rileggere la propria strategia e attività in corso anche attraverso la lente del clima e comunicare i risultati raggiunti, in un’ottica di condivisione delle esperienze e trasparenza.

A sole due settimane dal lancio la proposta ha ottenuto un notevole riscontro in termini di attenzione e adesione: ad oggi hanno sottoscritto il documento 65 fondazioni (dato in continuo aggiornamento qui), socie e non, diverse per posizione geografica, dimensione e tipologia.

Una risposta che dimostra il cambiamento culturale in corso, riflettendosi sulle strategie di intervento degli enti filantropici, sulla relazione con gli enti che sostengono e sui loro territori di riferimento. Una lente attraverso la quale attivare percorsi di sostenibilità integrale.

Ultimo appuntamento di questa settimana green è l’edizione 2021 del Climate Solutions Forum (Milano, 29-30 settembre) promosso dalla Foundations Platform F20, una rete internazionale fondata nel 2017 e che oggi conta più di 60 fondazioni e organizzazioni filantropiche attive in diverse parti del mondo per promuovere un'azione congiunta e transnazionale per lo sviluppo sostenibile.

F20 da 18 mesi lavora con i suoi membri italiani (Fondazione Unipolis, Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo) in collaborazione con Assifero, ASviS - Alleanza Italiana Sviluppo Sostenibile e Acri su diversi fronti per portare la voce delle fondazioni ed enti filantropici ai capi di Stato del G20.

Al centro della discussione le diverse esperienze e raccomandazioni elaborate dalla F20 Climate Solutions Week 2020 con l’obiettivo di indicare possibili priorità, identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid.

DICHIARAZIONE D'IMPEGNO DI FONDAZIONI ED ENTI FILANTROPICI

Le fondazioni, enti filantropici e investitori ad impatto sociale firmatari, nel pieno rispetto della propria natura, autonomia e missione, si impegnano quindi a:

  1. Promuovere e creare occasioni di formazione e scambio per gli staff, i membri del board e gli stakeholder sulle cause e le possibili soluzioni alla sfida del cambiamento climatico nella sua accezione più ampia;
  2. Destinare risorse finanziarie, intellettuali, relazionali e materiali per la ricerca delle cause e delle soluzioni alla sfida del cambiamento climatico e ai suoi effetti;
  3. Rileggere la propria strategia e attività in corso anche attraverso la lente del clima;
  4. Promuovere una scelta di investimenti responsabili che favorisca la transizione ecologica verso un’economia a zero emissioni;
  5. Diminuire l’impatto ambientale della propria organizzazione, tramite la riduzione dell’impronta di carbonio, la riduzione dei consumi, una politica di riciclo dei rifiuti e altre azioni mirate;
  6. Informare sull’evoluzione e sui risultati raggiunti in merito ai principi sottoscritti nella Dichiarazione d’impegno.

Francesca Panzarin, giornalista, consulente comunicazione digitale di Assifero.

ABSTRACT

In Italy Assifero launches the Declaration of commitment of foundations on climate change, which is part of a real global movement of philanthropy, becoming part of the International Philanthropy Commitment on Climate Change.

 

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