© Photo by Luca Micheli on Unsplash

In vista della COP26 (UN Climate Change Conference) a Glasgow, preceduta a Milano dalla Pre-COP26 e da "Youth4Climate", Letture Lente ha lanciato un nuovo invito per raccogliere contributi sul ruolo della cultura nell’affrontare i cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale. La call ha preso l'avvio dall'articolo di Michela Rota.

“...et quasi cursores vitai lampada tradunt.” [“...e come dei corridori si passano la fiaccola della vita.”]

Lucrezio (De Rerum Natura, lib.II, v.79)

Per Lucrezio la vita è una staffetta in cui gli atleti si passano di mano in mano qualcosa di importante: 'vitai lampada' appunto. La fiaccola della vita viene passata da una generazione all’altra. Ampliando la metafora, possiamo affermare che il passaggio generazionale non si limita alla vita in sé ma al patrimonio che ogni uomo o donna riceve e dovrà a sua volta salvaguardare e trasmettere. Il patrimonio di cui siamo tutti, in egual modo, eredi e custodi è quello culturale e naturale. Si tratta di un insieme di realtà vulnerabili all'impatto dei cambiamenti climatici quanto, al contempo, in grado di contrastare questi ultimi. Ma come può un luogo della cultura essere un driver nella lotta alla crisi climatica e ambientale? L’area Centro-Nord della regione Toscana (province di Firenze, Pistoia e Prato) offre diverse esperienze virtuose in tal senso. Nonostante non si tratti sempre, come nella maggior parte dei casi, di strategie di sostenibilità integrata, si possono citare interessanti sperimentazioni in almeno una delle traiettorie che, secondo Michela Rota [1], è necessario bilanciare per raggiungere i Sustainable Development Goals (SDGs) [2] dell’ONU: organizzazione e governance; edificio, impianti e spazi; pubblici e comunità; collezioni e allestimenti; “museo diffuso”.

ORGANIZZAZIONE E GOVERNANCE

Il Bilancio Sociale è uno strumento operativo di impegno pubblico e responsabilità trasparente per comunicare agli stakeholder con quali finalità, risorse e risultati una realtà culturale persegue la sua missione sociale, culturale ed economica. Il Sistema Museale d'Ateneo dell'Università degli Studi di Firenze (SMA) redige il proprio Bilancio Sociale [3] dal 2018. Tramite un self-assessment e in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, il SMA rendiconta:

  • la missione di valorizzazione delle collezioni, l’assetto istituzionale e la struttura organizzativa;
  • la mappatura degli stakeholder;
  • le attività di conservazione, ricerca scientifica, internazionalizzazione, didattica e gli eventi;
  • la dimensione sociale, con focus sulle politiche di sostenibilità ambientale implementate per un uso consapevole delle risorse e una costante attenzione all’inquinamento;
  • la dimensione finanziaria.

EDIFICIO, IMPIANTI E SPAZI

Quantificare e comunicare la carbon footprint di una realtà, mediante la verifica di un organismo terzo indipendente, è un importante passo nel processo di efficientamento dell’impronta ecologica di edifici, impianti e spazi. Nel 2015, il Museo Salvatore Ferragamo di Firenze ha completato l’iter di rendicontazione delle emissioni di CO2 legate alle proprie attività e ottenuto lo standard internazionale ISO 14064, diventando il primo museo aziendale green d'Italia [4]. Inoltre, la mostra Sustainable Thinking (2019-2020) è stata certificata secondo la ISO 20121. La norma richiede di definire le procedure relative alla progettazione, attuazione e monitoraggio di un evento sostenibile, nell’ottica di un miglioramento continuo. Accessibilità, scelta dei materiali, consumo di energia, riduzione delle emissioni, salute e sicurezza sul lavoro sono alcuni degli elementi dell’evento valutati nell’ambito della certificazione [5].

PUBBLICI E COMUNITÀ

I pubblici sono i principali stakeholder di un luogo di cultura, il quale deve considerarne i bisogni e la relativa formazione ed inclusione, garantendo benessere e flessibilità nelle attività tramite un’adeguata gestione di spazi e rischi. Il Piano di Gestione del Centro Storico di Firenze (2016) [6] è un’analisi quinquennale delle sue criticità, tra cui i danni legati ai cambiamenti climatici come il rischio di alluvione del fiume Arno. Al riguardo, sono stati ideati diversi progetti di educazione e partecipazione attiva della comunità, al fine di aumentare la consapevolezza sia del fiume come risorsa naturalistica e socio-culturale da tutelare che della gestione del rischio alluvioni. Si evidenzia ARNO, UN FIUME PER AMICO, un percorso educativo per studenti su aspetti ambientali e interventi necessari a rendere l’Arno “fruibile, accessibile ed attrattivo” e il suo territorio più sicuro e vivibile.

COLLEZIONI E ALLESTIMENTI

Sia la collezione che le esposizioni hanno il potere di veicolare messaggi urgenti e aprire momenti di riflessione con i pubblici. Tale storytelling può andare ben oltre con attività eterogenee e indirizzate a più interlocutori come nel caso del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, che pone la tematica del climate change al centro di un variegato programma espositivo e formativo. Si citano:

  • Cambio (2021) [7], mostra multi-disciplinare sulla responsabilità ambientale del design.
  • Le forme dell’acqua [8], percorso annuale di didattica scolastica integrata per educare alla sostenibilità ambientale, avviato nel 2017 e culminante nell’incontro con un artista attivo sul tema (il talk del 2019 [9] ha riguardato opere legate all’acqua e alla cultura rigenerativa).
  • Lectio magistralis del climatologo Luca Mercalli (2017) [10] sulle minacce ambientali dell'Antropocene e sulle azioni per limitarle.

“MUSEO DIFFUSO”

In contesti omogenei per caratteristiche storico-culturali, sociali, economiche e ambientali, è possibile, tramite il sostegno di stakeholder esterni come fondazioni e municipalità, tutelare la biodiversità e lo sviluppo locale di patrimoni culturali e naturali “diffusi”. Il SIMOP (Sistema Museale della Montagna Pistoiese) [11] nasce nel 2019 come sistema finalizzato a migliorare la fruizione, il coordinamento e l’offerta delle attività culturali, educative e divulgative delle realtà coinvolte (l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, l’Orto Botanico Forestale, il Museo Naturalistico Archeologico dell’Appennino Pistoiese e la Via della Castagna e del Carbone). La Montagna Pistoiese offre anche Castagno di Piteccio – il Borgo Museo di Pistoia [12], museo all’aperto dal 1975. Nel 2019, è stato avviato un percorso di rinascita e promozione del territorio per la rigenerazione a base culturale e “a passo lento” del borgo.

L’augurio è che sempre più luoghi della cultura mettano in atto simili sinergie, raggiungendo il target 11.4 [13] dei SDGs che esorta a rafforzare le azioni di protezione e promozione del patrimonio culturale e naturale, a favore di (eco-)turismo, ambiente urbano e infrastrutture culturali. Un patrimonio in grado di favorire lo sviluppo di insediamenti umani, comunità e territori inclusivi, sostenibili e resilienti e pertanto da valorizzare in ottica locale. Quella che stiamo vivendo non è infatti una semplice crisi ecologia, bensì una profonda alterazione del nostro rapporto con il mondo che può essere ridimensionata solo promuovendone un’altra, basata sul valore della prossimità, della relazione con il proprio territorio e le sue realtà minori, intraregionali, in favore di uno slow turism piuttosto che di un overturism.

NOTE, BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

[1] Rota, M. (2019). Musei per la sostenibilità integrata. Milano: Editrice Bibliografica.

[2] Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASviS, Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/

[3] Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Firenze (2019). Bilancio Sociale 2019. Università degli Studi di Firenze. Per approfondire: https://www.sma.unifi.it/vp-552-bilancio-sociale.html

[4] Paolino, C. (2019). Le corporate collection in Italia. Dalla ricerca alla prassi. Bologna: Il Mulino.

[5] Museo Salvatore Ferragamo (2019). SUSTAINABLE THINKING – Comunicato Stampa. Salvatore Ferragamo. Per approfondire: https://www.ferragamo.com/museo/it/archivio-mostre/dettagli#mostra2019; https://www.ferragamo.com/resource/blob/423270/11d2fe4e61186015cdcf1a61096799d5/2019-sustainable-thinking-it-data.pdf

[6] UNESCO & Comune di Firenze (2016). Il Piano di Gestione del Centro Storico di Firenze. Firenze Patrimonio Mondiale - Centro Storico di Firenze. Per approfondire: https://www.firenzepatrimoniomondiale.it/wp-content/uploads/2015/12/Piano-gestione-ita-web1.pdf. Firenze Patrimonio Mondiale Unesco: https://www.firenzepatrimoniomondiale.it/piano-di-gestione/. Il Centro Storico di Firenze è incluso nella piattaforma World Heritage Canopy dell’UNESCO: http://whc.unesco.org/en/canopy/florence/

[7] Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Formafantasma. Cambio: https://centropecci.it/it/mostre/formafantasma-cambio

[8] Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Le Forme dell’Acqua - Michael Fliri. Giornata Mondiale dell'Acqua 2018: https://centropecci.it/it/eventi/lea-formea-della-acqua-michaela-fliri

[9] Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Andreco. Arte e sostenibilità ambientale: https://centropecci.it/it/webtv/andreco-arte-e-sostenibilita-ambientale_1

[10] Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Luca Mercalli. La fine del mondo: https://centropecci.it/zh/33/luca-mercalli

[11] Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese, Sistema museale Montagna Pistoiese: http://www.ecomuseopt.it/simop/

[12] Castagno di Piteccio - Borgo Museo di Pistoia: https://www.castagnodipiteccio.org/benvenuti

[13] UNESCO Institute of Statistics, Sustainable Development Goal 11.4: http://uis.unesco.org/en/topic/sustainable-development-goal-11-4

 

Laura Melani è laureata cum laude in Economia Aziendale e in Economics and Management for Creative Industries (Scienze Economiche per l’Ambiente e la Cultura) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. A seguito di un exchange semester presso la Deakin University di Melbourne, Australia, ha condotto, grazie ad una thesis abroad scholarship, una ricerca multidisciplinare in ambito corporate social responsibility (CSR) presso il WZB Berlin Social Science Center, Germania. Convinta sostenitrice del lifelong learning, è tra i/le vincitori/trici del concorso Youth in Action for Sustainable Development Goals 2020 promosso dalle Fondazioni di Accenture, Eni e Allianz. Si occupa di responsabilità sociale e ambientale presso il Dipartimento CSR della Giorgio Armani SpA e si è sempre dedicata ad attività di impegno sociale per diverse realtà del settore non-profit.

ABSTRACT

The cultural and natural heritage is threatened by climate change and, at the same time, it has the power to combat it. How can culture effectively exploit its positive role in the path towards a desirable sustainable development? The provinces of Florence, Pistoia and Prato offer interesting examples of synergy between culture and climate change. Although there is still no strategic integration of sustainability throughout all the features of cultural organizations, Central-north Tuscany hosts different places of culture that are leading the way in at least one of them: organization and governance; building, facilities and spaces; publics and communities; collections and exhibitions; “widespread museum”. Balancing all these factors is pivotal to the development of inclusive, sustainable and resilient communities and territories and therefore reach the SDGs' 11.4 target.

Leggi anche:

 

Articoli correlati