“Il provvedimento in esame è un tassello ulteriore e importante in un disegno di riforma che la Farnesina sta perseguendo per rispondere con sempre maggiore efficacia ai mutamenti dello scenario internazionale. La novità principale è rappresentata dalla creazione di una direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale. Questa nuova struttura sarà dedicata alla proiezione del soft power italiano all’estero”, dal momento che “cultura e bellezza restano ingredienti fondamentali anche per la crescita economica. L’Italia ha nel soft power un sicuro punto di forza, per questo vogliamo valorizzarlo al meglio per farne uno strumento sempre più efficace di influenza, di promozione dei nostri interessi nel mondo e di costruzione di un consenso globale sui temi che consideriamo prioritari e su cui abbiamo uno specifico interesse nazionale”. Lo ha detto il Segretario Generale del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Amb. Ettore Francesco Sequi, in audizione presso la commissione Esteri della Camera nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo che aggiorna alcune disposizioni sull'organizzazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, alla luce dell'evoluzione normativa e delle esigenze emerse dalla prassi. In particolare, l'articolo 1 modifica il regolamento relativo all'organizzazione dell'amministrazione centrale del MAECI al fine di renderla più adatta ad affrontare le nuove sfide per la diplomazia italiana, tenendo conto dell'accresciuto ruolo nelle relazioni internazionali della diplomazia pubblica e culturale. La principale innovazione  consiste nella soppressione di un ufficio dirigenziale generale – il Servizio per la stampa e la comunicazione istituzionale – e nell'istituzione di un diverso ufficio del medesimo livello – la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale – cui vengono conferite competenze da parte di altre strutture: la Segreteria Generale, la Direzione generale per la promozione del sistema Paese, la Direzione generale per le risorse e rinnovazione e il Servizio Stampa.

“Con l’istituzione di una nuova Dg per la Diplomazia pubblica e culturale cureremo quattro settori particolarmente importanti per l’immagine e gli interessi dell’Italia nel mondo: la comunicazione, la promozione culturale, la programmazione strategica e la presenza italiana nelle organizzazioni internazionali. Il servizio stampa sarà centrale nella nuova Dg con il compito di assicurare coesione alla comunicazione istituzionale anche in una prospettiva di accresciuta sensibilizzazione della società nazionale e internazionale sui temi prioritari di politica estera: un’opinione pubblica informata e aggiornata in politica estera è il migliore antidoto contro la cattiva informazione”. Inoltre, ha aggiunto il diplomatico, “per meglio rispondere alle sempre più esigenti richieste del pubblico, la Farnesina lancerà un nuovo sito web, riorganizzato nella struttura, rivisto nei contenuti e nell’interfaccia grafica. Al passo con i tempi, adeguato a valorizzare e a raccontare l’immagine di un’Italia moderna e all’avanguardia, il sito sarà disponibile nelle prossime settimane. Un sito che vogliamo più vicino agli utenti e funzionale alla diffusione dei contenuti attraverso i social media”.

Sequi ribadisce quindi che “la nuova direzione generale dovrà valorizzare il soft power culturale dell’Italia, promuovendo la lingua e la cultura italiana all’estero anche attraverso la rete degli Istituti italiani di cultura, le scuole italiane all’estero, l’erogazione delle Borse di studio. La nostra forza principale è la rete degli 84 Istituti italiani di cultura nel mondo, ne vogliamo aprire altri 6 entro il 2022 (Almaty, Bangkok, Hanoi, Amman, Sarajevo, Miami) e rafforzare quelle ambasciate e consolati generali dove non è presente un Istituto di cultura con 13 nuove posizioni di addetto culturale. Tutto questo sarà gestito dalla nuova Direzione generale. Per migliaia di stranieri – ha proseguito Sequi - gli Istituti rappresentano il primo contatto con il nostro Paese. La lingua, la cultura, le industrie creative, con tutti i risvolti positivi che contribuiscono a promuovere il made in Italy e il turismo verso l’Italia". La rete degli Istituti italiani di cultura, aggiunge, "avrà un rafforzamento che sarà di natura quantitativa ma anche qualitativa: la gestione degli Iic sarà uno dei core business della nuova Direzione generale, si tratterà di mettere a fattor comune tutte quelle risorse interne ma anche esterne al ministero che possono contribuire a promuovere soft power, cultura e lingua”. Ugualmente importanti "sono le 7 scuole statali operative e le 42 scuole paritarie, per un totale di 22mila studenti. Editoria, mobilità di studenti e ricercatori, le missioni archeologiche, etnologiche e antropologiche all’estero, la cooperazione culturale multilaterale specie in ambito Unesco, sono altri importanti strumenti che ci aiutano a raccontare al resto del mondo tante competenze ed eccellenze italiane”.

 

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