L’impegno prioritario del Ministero della Cultura per l’attuazione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) tra il necessario aumento di personale e la ricerca delle “risorse migliori” da ‘strappare’ al mercato; il coinvolgimento di Regioni, Comuni e imprese nell’attuazione del Piano borghi; la richiesta di nuove risorse per le città finaliste al titolo di Capitale italiana della cultura e, infine, un “accorato appello” a riconoscere che è la pubblica amministrazione che porta avanti un paese. Lorenzo Casini, capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, è intervenuto al convegno di apertura di Lubec 2021, l’incontro internazionale che da 17 anni si dedica allo sviluppo e alla conoscenza della filiera cultura – innovazione. Intervistato da Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo PA Fondazione che organizza l’incontro lucchese, Casini ha toccato molti punti caldi per le politiche culturali italiane prima di tornare velocemente a Roma per il Consiglio dei Ministri che discuterà il tema delle riaperture per la cultura e il mondo dello spettacolo.

IL PIANO DI RIPRESA E RESILIENZA

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) “è innanzitutto un'enorme opportunità per il paese per colmare le lacune problematiche che riguardano principalmente il settore pubblico. Realizzare in poco tempo interventi con una spesa di miliardi di euro porrà le amministrazioni e le procedure sicuramente sotto stress”. Ad esempio per la cultura, ha spiegato Casini, “già nel disegno di attuazione del Piano sono state previste novità importanti per rendere più agevoli le operazioni: in particolare la creazione di una soprintendenza speciale per l’attuazione del piano. Il MiC è tra i ministeri più coinvolti dal Piano non solo per la parte sulla cultura ma perché è chiamato in causa per dare permessi e autorizzazione su gran parte delle misure che interessano gli altri ministeri”.

Questo impegno, ha messo in chiaro il capo di Gabinetto di Franceschini, “dovrà portare a un rafforzamento delle strutture e del personale molto più importante rispetto a quanto finora si è immaginato, soprattutto per il rispetto dei tempi”. Un limite del Pnrr, ha infine segnalato Casini, “è che non sono state previste a monte risorse per l’assistenza tecnica nei progetti. Questo non vuol dire che non saranno previste risorse dedicate, ad esempio il Mef sta ragionando sull’assistenza tecnica per il monitoraggio o per alcune linee di programmazione”. 

PIANO BORGHI

Il Pnrr prevede una modalità di attuazione attraverso i bandi demandando a questa fase il coinvolgimento di altri attori rispetto all’amministrazione centrale. Questo riguarderà anche il Piano Borghi che coinvolgerà Regioni, Comuni, imprese e fondazioni bancarie. Nel caso dei borghi, quindi, “al momento si prevede che una parte delle risorse (intorno ai 400mln di euro) sarà destinata alle Regioni che dovranno scegliere ciascuna un borgo su cui puntare. Per cui a ogni regione saranno assegnati 20 mln di euro da investire su un progetto pilota secondo i principi del Piano. Altri 580 mln saranno destinati al coinvolgimento dei Comuni e adesso si sta discutendo su quali comuni coinvolgere (sopra o sotto 2.500 abitanti, etc) con il coordinamento delle Regioni. Saranno previsti poi circa 200 mln da destinare direttamente alle imprese”. Il Ministero della Cultura è anche al lavoro “per coinvolgere l’Acri nella definizione degli obiettivi strategici dei bandi per individuare le linee di intervento su cui anche le Fondazioni possano investire. Chiaramente le Fondazioni non sono destinatarie del Piano”, ha concluso Casini.

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

Nel prossimo futuro “probabilmente si potrà proporre di andare a incrementare le risorse per la Capitale italiana della cultura. A quel punto sarà possibile prevedere anche per le nove finaliste una premialità più contenuta rispetto a quella della città vincitrice, in quel caso sarebbe è sostenibile”. “Al momento - ha spiegato Casini - un milione di euro (è il premio che riceve attualmente il vincitore, ndr) è una cifra troppo bassa per avere risorse per tutti. Sono sicuro che negli anni cambierà anche perché il Parlamento era molto propenso a riconoscere altre risorse”. Ripercorrendo le tappe dell'iniziativa, Casini ha sottolineato come “abbia avuto molto successo nello spingere le città a dotarsi di programmazione, di dossier, di strategie culturali indipendentemente dall'essere vincitori. Se riconoscessimo al momento un premio anche ai finalisti si affievolirebbe l’effetto del vincitore. Bisognerebbe quindi in caso prevedere un innalzamento della premialità per la città che vince. Abbiamo già chiesto un aumento delle risorse perché Bergamo e Brescia nel 2023 saranno due città e le risorse andranno raddoppiate”.

LA PA PORTA AVANTI IL PAESE

La Pubblica Amministrazione attraversa una crisi drammatica dal punto di vista del reclutamento delle risorse umane, ma si deve comprendere che è proprio la PA che porta avanti un Paese. Servono quindi le risorse migliori per il settore pubblico. “Il settore pubblico - ha detto Casini - è in un momento di crisi drammatica dal punto di vista delle risorse umane. Siamo arrivati ormai a una situazione in cui non ci sono le persone e si trovano con difficoltà perché gli stipendi non sono competitivi”. “Si deve comprendere - prosegue il capo di Gabinetto del MiC - che è la pubblica amministrazione che porta avanti un paese e quindi è la Pa che deve avere le migliori risorse. Il problema non è fare i concorsi, ma cosa si offre alle persone che poi vengono reclutate. Che un funzionario ministeriale guadagni 1.500 euro al mese è inaccettabile, sono i funzionari che reggono l’amministrazione. Questo sta distruggendo il Paese”. 

 

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