La cultura come motore cruciale per la ripartenza dell'economia, settore strategico di investimento per assicurare una crescita sostenibile, equilibrata e inclusiva dell'Italia nel post-pandemia: con questa rinnovata certezza il pubblico di LuBeC – Lucca Beni Culturali ha salutato la XVII edizione dell'incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera beni culturali - tecnologie – turismo, che si è tenuta fra ieri e oggi al Real Collegio di Lucca, come ogni anno organizzata da Fondazione Promo PA. Più di 2mila partecipanti fra le presenze al Real Collegio e quelle da remoto su streaming, tra i laboratori, incontri e seminari di cui 400 online per il solo convegno di apertura. Borghi, welfare culturale e imprese dello spettacolo: sono tra i principali temi che hanno riunito pubblico e relatori a dibattito, per descrivere il presente e tratteggiare il futuro, confrontando sfide, opportunità e buone pratiche. La rassegna ha infatti richiamato anche nel titolo, “Cultura 2026 | Competitività, innovazione e digitalizzazione”, le priorità della Missione 1 e l'orizzonte temporale posto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per la messa a terra dei progetti, con 5,7 miliardi di euro (inclusi i 14 interventi del fondo complementare nazionale) riservati alla Cultura.

Le prime risposte sull'attrattività dei borghi, cespite da oltre un miliardo di euro, sono arrivate da Angelantonio Orlando, dirigente della struttura del Ministero della Cultura attuatrice della linea di intervento dedicata.

“Le risorse saranno suddivise in 800 milioni per la riqualificazione dei piccoli borghi e 200 per incentivi e sostegno alle imprese artigianali dei comuni selezionati – ha spiegato Orlando -. In particolare, 420 milioni saranno destinati a 21 borghi pilota (20 milioni ciascuno), uno per regione e province autonome da questi individuati e accompagnati nella progettualità. Le linee guida saranno pubblicate a novembre ed entro il primo trimestre 2022 le regioni dovranno presentare al MiC il progetto di riqualificazione: la scadenza per il decreto che assegnerà le risorse è giugno 2022. Altri 380 milioni di euro andranno a 229 piccoli centri – ha proseguito Orlando -: sommati ai fondi per le imprese locali fanno circa 2,5 milioni a comune. Il bando verrà pubblicato a novembre, le candidature dovranno arrivare entro febbraio. Il ministero sta provando a trovare le modalità per l'uso delle risorse del fondo di sviluppo e coesione (Fsc) destinate ai supporti tecnici, mentre le società inhouse potranno accompagnare i comuni selezionati nel definire i progetti”.

“Le riflessioni presentate a Lubec costituiscono da anni altrettanti elementi di proposta per la regolamentazione di competenza del ministero, come ha sottolineato lo stesso Capo Gabinetto del MiC Lorenzo Casini – ha dichiarato Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo PA -. In questa ottica due sono le proposte emerse a LuBeC: la prima, già ben nota al ministero, sottolinea la necessità che la progettazione, non solo quella relativa al restauro ma anche quella per assicurare la sostenibilità dei progetti di sviluppo e riqualificazione delle opere connesse al Piano Borghi sia finanziata, in modo da garantire l'accesso alle competenze specialistiche che i piccoli comuni non possiedono e che sicuramente non può essere appaltata a un soggetto unico. La seconda è collegata al concorso di Capitale Italiana della Cultura: si potrebbe, come già proposto nelle precedenti edizioni, destinare un riconoscimento di minor valore anche alle 10 città finaliste, per non vanificare attività progettuali spesso frutto di un lavoro complesso e oneroso”. 

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del welfare culturale: “La cultura è una determinante della salute e del benessere della comunità: una evidenza sancita dall’OMS che ha spinto alcuni territori italiani a promuovere una riflessione per rafforzare l’alleanza tra cultura e salute a livello regionale – spiega Francesca Velani, direttrice della manifestazione -. A Lubec si sono incontrate Le Marche, l’Emilia Romagna con Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, il Piemonte e la Toscana per confrontarsi sui prossimi passi da fare per dotarsi di  linee guida utili a strutturale politiche interregionali e nazionali tra questi due mondi”.

Regione Toscana, Agis e MiC hanno poi animato il dibattito su “Imprese dello spettacolo e territori” presieduto da Rosa Maria Di Giorgi, deputata VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera dei Deputati, volto ad analizzare le reti territoriali pubblico-privato, nonché l'inclusione e la produzione autoriale giovanile. “Costruire percorsi comuni per il trasferimento di buone pratiche, l'inclusione come pilastro della sostenibilità sociale e i giovani: sono questi i tre pilastri da considerare se vogliamo portare a compimento i principi annunciati nella Carta del G20 di Roma, dobbiamo spingere sempre di più all’integrazione del mondo della cultura con gli altri, con tutto quello che costituisce sviluppo e programmazione a base culturale di un territorio maturo, che può diventare sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale”, è il commento di Velani. 

La seconda giornata di LuBeC ha visto proseguire IMMERSIVA, il primo summit internazionale sull'immersività, con l'intervento di Peter Pauwels, vicepresidente sales Emea di BARCO, partner tecnologico dell'evento e di alcuni tra i maggiori interpreti, produttori e autori. Al centro dell'attenzione, casi di successo e alleanze fra tecnologia e creatività per uno strumento in grado di ampliare la comunicazione e l'espressione artistica, con installazioni interattive, videomapping, realtà virtuale e aumentata, in contesti museali ed espositivi.

“Questo primo summit dedicato all'immersività a Lucca è stato un momento di ricognizione delle realtà del settore e porterà a organizzare il prossimo summit nel 2022 con un patrimonio di dati operatori ed esperienze, tali da doversi parlare di una realtà già strutturata in Italia – conclude Scognamiglio -. Fortunatamente, sul versante pubblico questo fenomeno dell'innovazione è seguito con molta attenzione perché sia la Fondazione Scuola del Patrimonio che la Digital Library, che é responsabile del piano di digitalizzazione del patrimonio culturale, vanno nella direzione di professionalizzare il settore pubblico sul tema ”.

 

Articoli correlati