L’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene è stato al centro dell’incontro organizzato dall’Archivio di Stato di Latina “Le carte dell'ergastolo di S. Stefano. Lettere delle donne”, realizzato in occasione della “Domenica di Carta”, l’iniziativa promossa dal ministero della Cultura per valorizzare il patrimonio archivistico e librario custodito nelle biblioteche e negli archivi dello Stato. L’evento è stato l’occasione per fare un approfondimento sugli aspetti storici del sistema carcerario e sulle modalità di valorizzazione della documentazione. All’incontro sono intervenute, fra gli altri, la Commissaria del Governo per il recupero dell’ex carcere di S.Stefano/Ventotene, Silvia Costa, la direttrice dell’Archivio di Stato di Latina, Marilena Giovannelli, la dirigente del Servizio II (Patrimonio archivistico) della Dg Archivi del MiC, Sabrina Mingarelli.

“Nel momento in cui mi è stato affidato questo incarico molto complesso di Commissario per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano mi è sembrato giusto lavorare non soltanto sul contenitore fisico ma contestualmente di lavorare anche sulla ricerca dei contenuti e sulla ricerca storico-archivistica”, ha evidenziato la Costa. “Per questa ragione abbiamo voluto contestualmente lavorare molto su questa ricognizione delle fonti e dei documenti, sapendo benissimo che parte della documentazione è andata distrutta o rovinata. Questo materiale sarà preziosissimo perché uno degli obiettivi importanti del progetto di recupero è quello di predisporre un percorso di conoscenza e di documentazione legandolo all’oggi, al futuro dell’Italia e dell’Europa, al tema del concetto della pena e dei diritti umani”, ha aggiunto la Commissaria, annunciando che “a fine ottobre si avvieranno i lavori più significativi del restauro e della messa in sicurezza dell’intero Panopticon”.

“Questa operazione, con la creazione di una banca dati dei detenuti, è legata alla necessità di rendere fruibile una documentazione preziosa, che consente di studiare una massa anonima ‘sofferente’ e nel cercare di studiarla noi speriamo di restituirla a una dimensione più umana”, ha sottolineato la direttrice dell’Archivio di Stato di Latina, Marilena Giovannelli.

“Si tratta di un patrimonio particolarmente importante, il cui recupero si deve all’impegno di anni della dott.ssa Giovannelli", ha dichiarato la Mingarelli. "Mi auguro che questa sia la prima di una serie di iniziative che approfondiscano nel tempo la straordinaria ricchezza di questo archivio che abbiamo recuperato, per restituire alla comunità la memoria di un luogo che ha visto la presenza di figure importanti per la nostra storia. Un patrimonio che conserva anche la memoria di tanta sofferenza. Il lavoro - ricorda - si è indirizzato in un primo momento alla messa in sicurezza e alla salvaguardia dei documenti e su questo la Direzione generale ha ritenuto opportuno intraprendere delle misure straordinarie: ha messo a disposizione dell’Archivio di Stato di Latina le risorse per il restauro e il riordinamento delle carte e per la loro digitalizzazione”. L’ex carcere di Santo Stefano, ha concluso, “è un luogo dove ci sono le testimonianze del nostro paese, destinato oggi a diventare un luogo dove si riflette e si costruisce il futuro dell’Europa”.

L’ARCHIVIO STORICO DI S.STEFANO

Dal 5 maggio 2021, la documentazione dell’ex Carcere è stata versata all’Archivio di Stato di Latina, l’istituzione a cui compete la conservazione e la tutela dell’archivio, il cui patrimonio si è arricchito quindi con le carte di “Santo Stefano”. Il fondo è costituito da un rilevante carteggio, dalle lettere dei carcerati, dai fascicoli dei detenuti dell’ergastolo dal 1915 al 1965, dalle matricole dei condannati dal 1860 al 1910, una fonte preziosa, poiché contengono informazioni biografiche, dati biometrici e altri elementi che completano il profilo dell’individuo sottoposto alle varie sezioni della struttura carceraria, ma anche del suo contesto socio-familiare. I progetti per il restauro e il riordinamento di questi documenti sono stati finanziati dalla Direzione generale Archivi. La documentazione sarà poi digitalizzata per metterla in sicurezza, e per renderla fruibile anche da remoto, così come è avvenuto per i Fascicoli dei confinati di Ventotene e Ponza.

 

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