Inaugurata la XXXIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino in corso nel capoluogo piemontese fino al 18 ottobre prossimo. DAi relatori è stata definita l’edizione della ripresa, della rinascita, dell’entusiasmo, simbolo della ripartenza di tutto il Paese. Ad accompagnare il via della prima edizione post pandemia, un parterre di primo livello con alte cariche dello Stato a cui si sono aggiunti anche i messaggi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Una manifestazione che, come ha ricordato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, si è potuta tenere “solo grazie ai vaccini e al green pass”. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha parlato di simbolo di rinascita vera dell’Italia intera e ha consacrato il Salone di Torino a principale manifestazione del Paese in tema di libri e lettura.

MATTARELLA

"Il Salone del Libro, giunto oggi alla sua trentatreesima edizione, costituisce un appuntamento fondamentale per la vita culturale del nostro Paese e il suo ritorno in presenza, dopo il tormentato periodo della pandemia, è per tutti motivo di grande soddisfazione". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato per l'inaugurazione. "Durante l'emergenza Covid, i libri sono stati per molti cittadini un rifugio, un alleato, un'arma contro la solitudine e lo sconforto. Laddove il virus ci costringeva a distanziarci dagli altri, il libro ci ha permesso di avvicinarci a storie nuove, a personaggi diversi, a mondi inesplorati. Il libro è un bene inestimabile per l'umanità. Un prezioso e irrinunciabile veicolo di conoscenza, bellezza, confronto, çrescita civile. Il libro non si esaurisce nel rapporto scrittore-lettore. Ma è il prodotto finale di una industria culturale, che costituisce una vera filiera e un motore essenziale di crescita per la nostra società e la nostra economia. Per questo motivo è necessario che l'opera culturale sia rispettata, che i canali editoriali vengano resi accessibili ai nuovi talenti, che le piccole realtà editoriali vengano sostenute, che il ruolo prezioso di presidio culturale delle librerie di quartiere venga difeso e rafforzato, accanto a una capillare diffusione delle vendita on line, capace di raggiungere lettori anche nelle zone prive di librerie. Questa edizione del Salone del Libro di Torino è significativamente intitolata a Dante, il più grande tra i poeti italiani e intellettuale impegnato a fondo nel rinnovamento dei costumi e della politica della sua epoca. Questa dedica è impegnativa e il mio augurio è che il mondo del libro e dell’editoria acquisti sempre maggiore slancio e ritrovata centralità all’interno della nostra società rendendo gli italiani più colti, più liberi, più consapevoli". 

CASELLATI

Il Salone Internazionale del Libro di Torino rappresenta "uno straordinario appuntamento con l’arte letteraria nelle sue infinite forme di espressione che, nell’anno dantesco, torna a guardare le stelle e riapre finalmente le porte al pubblico". Così il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nel messaggio inviato agli organizzatori della manifestazione. "L’entusiasmo delle case editrici che vi hanno aderito e la forte partecipazione di tanti autori in arrivo da ogni parte del mondo rappresenta un importante segnale di ripresa, di riscatto e di vittoria - sottolinea Casellati -. La vittoria di una cultura senza confini, in grado di abbattere ogni barriera e di sconfiggere ogni paura. Un’energia positiva che, negli spazi di questo Salone torna ad affermare il valore sociale dei libri come veicoli di aggregazione, integrazione e di amicizia, oltre che come strumenti di crescita personale".

FRANCESCHINI

"C'era tanta voglia di ripartenza e il Salone del Libro di Torino è il momento più simbolico di questa ripartenza. La cultura può dare un grande contributo a questa ripartenza". Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo all'inaugurazione. "Torino - ha aggiunto - è un Salone del paese che il paese dedica al libro e alla lettura da anni che si è conquistato passo dopo passo questa credibilità e questo ruolo e deve essere riconosciuto sempre di più come il Salone del Paese dedicato ai temi della lettura". 

Franceschini ha poi aggiunto: “Abbiamo impiegato molte forze e molte risorse per aiutare il mondo del libro a superare il dramma della pandemia”. In particolare, Franceschini ha citato il decreto biblioteche che finanzia con 30 milioni l'acquisto di libri nelle librerie del territorio dove le biblioteche risiedono e, ha detto, "sto lavorando per renderlo permanente nel bilancio dello Stato". L'altra norma, sulla scia di quella che ha definito servizio pubblici i musei, “è quella che ha disposto l’apertura nelle zone rosse delle librerie, che - ha sottolineato Franceschini - sono un luogo di aggregazione sociale essenziale, hanno un’importanza culturale ed educativa, cibo per l'anima. Su questo l'Italia è stato anche un punto di riferimento all’estero”. 

Nel post pandemia, ha aggiunto Franceschini, bisogna continuare a sostenere il settore e “aggiungere la legge sul libro che vorrei approvare entro la fine della legislatura. Affinché sostenga il settore del libro e tutta la filiera in modo analogo a quella del cinema”. “In questo settore - ha concluso il ministro -, chi ci lavora lo fa per scelta, ci mette veramente il cuore. E proprio mettendoci il cuore, credo che al settore Libro aspetti un entusiasmante futuro”.

BIANCHI

"Un paese che riparte ha bisogno di entusiasmo e di rispetto, anche verso se stessi. Il segnale che viene da qui è la riconquista della parola che unisce e non che divide. Dopo la pandemia nasce un paese nuovo". Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Patrizio Bianchi. Leggere è importante "perché è la conquista della parola. La capacità di ricostruire le storie degli altri e la nostra storia. Dobbiamo indurre u nostri ragazzi s leggere libri. Storie in cui si sviluppano storie di uomini e donne. Dobbiamo ricostruire le biblioteche scolastiche. C'è bisogno o che nelle nostre scuole tornino a esserci le biblioteche scolastiche".

DELLA VEDOVA

L'Italia ha voglia di rilanciare “tutte le proprie attività e che la dimensione della cultura è un pezzo fondamentale dell’internazionalizzazione dell’Italia e della sua economia che è cruciale anche per la ripresa economica”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. Questa operazione “seria coraggiosa e rigorosa - ha proseguito il sottosegretario -, dimostra quello che è stato fatto finora in Italia. Anche questa è una scommessa vinta. Questo è un salone al 100 per cento, è la prova che la gestione della pandemia è stata una gestione positiva. Questa edizione è la testimonianza che stiamo facendo molto bene e dobbiamo continuare a farlo”. Il Maeci, ha ricordato Della Vedova, “si occupa dell'internazionalizzazione dell'economia italiana e lo fa in modo integrato. Noi sappiamo che la forza che l'Italia può mettere in campo è il suo soft power, la grande capacità che la cultura italiana ha di raggiungere l'estero. Stiamo cercando insieme al Salone di promuovere maggiormente la diffusione del libro italiano all'estero”. Il sottosegretario ha ricordato poi l’impegno della Farnesina nel “sostegno alla traduzione dei libri italiani. Partecipiamo poi ai premi letterari, abbiamo realizzato NewItalianBooks, il portale che promuove i libri italiani all’estero, lavoriamo per legare il cinema e i libri. Il Salone è quindi una scommessa vinta del paese”.

APPENDINO

Quella di quest'anno "è l'edizione della rinascita del paese. C'è bisogno o di cultura come mai prima d'ora. Il percorso è ancora lungo, ma sta andando bene. La comunità ne è uscita più divisa. L'unica cura è la conoscenza e la cultura". Lo ha detto la Sindaca di Torino, Chiara Appendino. Appendino ha ricordato lo sforzo fatto dalla città per tenere il Salone a Torino all'inizio del suo mandato. "Il Salone del libro non può essere dato per scontato", ha detto ricordando anche la sospensione della manifestazione a causa del Covid. "Il salone del libro è rimasto vivo e questo è stato possibile grazie alle persone e a chi ci lavora".

CIRIO

"Oggi il Salone assume un significato in più: se non ci fossero i vaccini e se non ci fosse il green pass oggi non potremmo essere qui". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. "Abbiamo creduto molto nella logica del rigore", ha sottolineato Cirio che ha aggiunto: "Oggi ripartiamo. Da quando sono Presidente questa è la prima inaugurazione 'normale' che vedo".

 

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