“Il Pnrr, cioè una disponibilità economica unica, mai vista in Italia e in Europa, ci chiama al problema di far corrispondere a questo investimento politico, strategico ed economico, un’analoga e adeguata capacità di trasformare quei fondi in progetti, i progetti in azioni e le azioni in sviluppo e in futuro. A trasformare quella che oggi è una profonda crisi in un meccanismo che sia capace di costruire in ogni persona e in ogni struttura quel cambiamento che la crisi ci impone”. Lo ha detto Alessandra Vittorini, direttrice della Fondazione Scuola dei beni culturali, intervenendo alla cerimonia di apertura della XVI edizione di Ravello Lab - Colloqui internazionali “Cultura è futuro”, il forum europeo su cultura e sviluppo promosso da Federculture, Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e Formez PA, in corso a Ravello dal 14 al 16 ottobre.

“Il lavoro sul quale la Fondazione Scuola dei beni culturali si articola è il sistema di relazioni trasversali tra attori, temi, discipline – ha sottolineato Vittorini -. Il patrimonio culturale vede una moltitudine di specialismi, di competenze, di livelli politico-amministrativi e di processi nei quali tutti questi attori entrano. Ed è lì che bisogna essere capaci di costruire, gestire e correlare le modalità di lavoro comune: un linguaggio condiviso, una strategia condivisa, una conoscenza e padronanza dei processi e una capacità di progettarli”. 

 

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