Lettura come condivisione, come atto sociale capace di creare ‘reti’ e di trovare uno spazio fecondo sulla ‘rete’, in quel movimento che sta portando il libro a trasformarsi e a divenire un oggetto dinamico in continuo dialogo con il web. Il direttore del Centro per il Libro e la lettura, Angelo Piero Cappello, è intervenuto al panel sulla settimana della Lettura ad alta voce organizzato presso il Salone del Libro di Torino da Adei, l'Associazione degli editori indipendenti. L'iniziativa è consistita in una giornata di lettura ad alta voce per togliere l'idea della lettura come atto esclusivamente individuale ma trasformarlo in un'azione collettiva. Nella prima edizione, scuole, biblioteche, librerie e semplici appassionati hanno organizzato eventi e momenti da condividere online e sui social. 

Il direttore del Cepell ha fornito una lettura originale del libro e del suo futuro nel contesto digitale che sempre di più lo trasformerà nell’interazione con la rete, con le serie tv con tutte le piattaforme digitali. Ma ha voluto tranquillizzare la platea: “Il Libro non ha da temere nulla, né dal digitale né da altro. Il futuro non possiamo immaginarlo, ma sicuramente nel futuro con noi porteremo il libro”. 

Cappello si è anche definito un grande sostenitore della Legge sulla promozione della lettura che ha saputo intercettare molti cambiamenti in atto. “La legge per la promozione della lettura - ha spiegato - ha un valore aggiunto rispetto al passato: ha intuito alcuni punti cruciali tra cui la condivisione, la lettura come atto sociale. In un momento drammatico in cui la relazione con l'altro è stata messa in discussione, la lettura ad alta voce ha dato l'ulteriore segnale di strumento di aggregazione e di sperimentazione”.

E, in questo senso, “Lettura ad alta voce” ha rappresentato per il Cepell “un momento pionieristico perché la legge ridisegna il ruolo, gli obiettivi del Centro e le strategie per raggiungerli. Rispetto al passato per la prima volta ha posto l'accento sulla lettura ad alta voce. E oggi sono contento del risultato”. Questa legge, ha aggiunto, “parla della promozione della lettura in un contesto di ecologia digitale mettendo in relazione forte del testo con la rete e le reti in senso ampio. In particolare per il web siamo di fronte a un passaggio epocale: il libro si sta trasformando, non è più quello che avviene tra la prima e la quarta di copertina, è un oggetto dinamico in dialogo continuo con la rete. Dobbiamo ragionare su forme del consumo culturale ed editoriale totalmente nuove. Le reti poi sul territorio consentono di immaginare la salvezza del Libro”.

In questo contesto digitale, purtroppo, “tutte le rilevazioni statistiche non tengono conto di fatti che stanno emergendo. Stiamo escludendo tutte quelle forme di lettura che si stanno affacciando ma che non sappiamo ancora classificare”.

 

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