“Dal punto di vista istituzionale la Fondazione Brescia Musei ha una specificità che le permette di portare avanti una gestione veramente da impresa di cultura. Il nostro è un esempio di collaborazione pubblico-privato. Siamo una Fondazione di diritto privato, al 92 per cento però patrimonio del Comune di Brescia che garantisce un’autonomia gestionale alla Fondazione stessa”. Lo ha detto Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei, ad AgCult a margine della XVI edizione di Ravello Lab - Colloqui Internazionali, il forum europeo su cultura e sviluppo promosso da Federculture, Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e Formez PA, in corso a Ravello dal 14 al 16 ottobre.

“All’interno del Consiglio c’è una larga partecipazione di rappresentanti della società civile e questa caratterizzazione molto civica del Consiglio ci consente di avere uno stretto rapporto, diretto e apolitico, con la città – spiega Bazoli -. Questa architettura permette una gestione organizzativa-imprenditoriale molto agile della Fondazione e una interlocuzione con la città che ci facilita in diversi ambiti, quali la raccolta di fondi o lo sviluppare attività con altre istituzioni locali”. La pandemia, sottolinea Bazoli, “non ha assolutamente cambiato il nostro modello, se non costringendoci a sperimentare in modo più veloce tutta una serie di attività in campo digitale che comunque già erano nella nostra mission. Il Covid, insomma, ci ha costretti ad accelerare i tempi e a raggiungere più velocemente i risultati che ci eravamo prefissati”. 

 

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