Gli strumenti musicali e i relativi accessori, anche per uso didattico, siano compresi tra i beni assoggettati all'IVA agevolata al 4 per cento. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato dalla senatrice Barbara Masini (FI) che inizia oggi l’iter parlamentare dalla commissione Finanze di Palazzo Madama. In Italia ogni anno si vendono circa 1.300.000 strumenti musicali per un ricavato di circa 130 milioni di euro. Tuttavia, spiega Masini, “il settore soffre la crisi dell'export e del e-commerce, oltre alle difficoltà che nel periodo di pandemia da Covid-19 hanno coinvolto in maniera quasi totalizzante la categoria dei musicisti e degli addetti allo spettacolo. Questo ha, di conseguenza, impattato in modo negativo anche sul comparto della produzione e della vendita di strumenti musicali e accessori. Una delle strategie per il futuro rilancio del comparto, oltre all'incentivare l'insegnamento delle materie musicali nelle scuole, è senza dubbio l'applicazione agli strumenti musicali dell'aliquota IVA prevista per i prodotti culturali”. 

Attualmente sono soggetti all'imposta agevolata nella misura del 4 per cento, perché prodotti e servizi intesi di carattere culturale, “i giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa e carte geografiche, compresi i globi stampati”. Sottolinea Masini: “E' innegabile come anche la musica, nelle sue molteplici forme, costituisca, a tutti gli effetti, un prodotto culturale alla stessa stregua di altri prodotti intellettuali e rappresenti oggi sicuramente una delle più efficaci e universalmente riconosciute forme per l'integrazione e lo scambio culturale, in Italia e in tutto il mondo”. Il ddl, assegnato in sede redigente alla commissione Finanze con relatore Alberto Bagnai (Lega), dovrà ricevere il parere delle commissioni Affari costituzionali, Bilancio e Cultura. 
 

 

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