“Quando sono stato chiamato alla direzione del Maggio Fiorentino c’erano più di 60 milioni di euro di debito. Sono rimasto scioccato da come i teatri lirici italiani possano avere debiti di queste proporzioni. Serve un intervento del governo e del Parlamento per trovare una via d’uscita”. Lo ha detto Alexander Pereira, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in audizione presso la commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle Fondazioni lirico-sinfoniche. “I teatri dovrebbero spendere i soldi per mettere in piedi una programmazione di qualità e non per ripianare i deficit degli ultimi 15 anni – ha affermato Pereira -. La politica deve intervenire per sbloccare questa situazione che blocca i teatri. Certamente la soluzione non è quella di permettere ai teatri di fare subito nuovo deficit. Bisogna creare una vera e propria partnership pubblico-privato, trovare soldi privati per finanziare i progetti artistici”. 

Il Maggio Fiorentino, ha spiegato Pereira, “è stato il primo a riaprire lo scorso giugno dopo il Covid, ma c’era il pericolo di creare altro deficit. Quindi ho provato a convincere gli sponsor a rimanere fedeli al Teatro e grazie a questi soldi privati siamo riusciti a presentare un risultato positivo per tre milioni di euro”. Ma, avverte Pereira, “quest’anno sarà ancora più difficile, perché la programmazione sarà ancora più intensa e bisognerà fare i conti con il calo delle vendite dei biglietti”. 

 

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